Senza alloggio di servizio per 8 anni: Comandante Stazione dei Carabinieri fa causa all’Arma e il TAR gli dà ragione.

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Casa dolce casa. Incominciamo col dire che non vige nessun obbligo ad occupare l’alloggio di servizio, semmai vi è l’obbligo, per l’incarico da assolvere, da parte dell’Ente di appartenenza, in questo caso l’Arma dei Carabinieri, di fornire l’alloggio di servizio ai sensi degli art.363 e 383 del D.P.R.90/2010. Tuttavia molti militari dell’Arma, per propria scelta sono “costretti” ad occupare fittiziamente l’alloggio di servizio pagando gli oneri di occupazione (bollette,manutenzione ecc) pur di abitare nella loro casa di proprietà nello stesso comune dove prestano servizio. Ma questa è un’altra storia

La questione degli alloggi per il personale della FF.PP. e militari, ma non solo, è storia vecchia. Il benessere del personale passa anche e soprattutto attraverso dinamiche che spesso cozzano con il benessere stesso. Immaginate di essere di Bari e venite trasferiti a Milano? Credete sia facile reperire un alloggio? E a quale prezzo? Un militare deve fare salti mortali per contenere le spese nel raggio delle proprie economie domestiche col risultato che bisogna che tutti lavorino in famiglia. Intanto i costi lievitano. Della questione alloggi per i militari si è interessato il parlamentare di F.lli d’Italia Salvatore Deidda che ha presentato l’interrogazione n.4-016273 del 3 novembre 2021  al Ministero della Difesa per chiedere chiarimenti sulla norma e sul diritto per il militare titolare di alloggio di risiedere in un altro immobile, con conseguente possibile assegnazione della casa ad altro militare.  Il deputato Deidda nell’interrogazione sottolinea che l’articolo 365 del decreto del Presidente della Repubblica n. 90 del 2010 prevede espressamente che l’alloggio di servizio gratuito, non occupato dal titolare della carica, possa essere assegnato temporaneamente ad altro militare previa autorizzazione del Comando generale, “con la conseguenza che risulta pacifico il diritto del titolare, anche se comandante, di risiedere in altro immobile, seppure nel pieno rispetto degli oneri e delle limitazioni imposte dalle norme”.

Benzina sul fuoco. Lo spunto è lecito e supporta la controversia legale che ha visto contrapporre gli interessi di un comandante di stazione dei Carabinieri che chiedeva da ben 8 anni l’assegnazione di un alloggio di servizio al diniego posto Comando Generale dei Carabinieri. La questione è approdata al Tar Sicilia.

La doglianza legale è stata patrocinata dall’avv. Santo Botta del Foro di Palermo grazie al quale al militare è stato riconosciuto il danno consistito nel dover sostenere i costi relativi al reperimento di una sistemazione abitativa alternativa. Pur avendo diritto all’assegnazione di un alloggio di servizio a titolo gratuito, gli è stato assegnato in ritardo e per questo ha dovuto rivolgersi al Tar per ottenere il risarcimento.

Il Tar ha ordinato il risarcimento del danno consistente nella restituzione dei canoni di locazione e delle spese connesse al militare che si è visto costretto ad occupare un immobile con regolare contratto di affitto.

In esecuzione della sentenza, dunque, l’Arma dei Carabinieri ha risarcito il militare con una somma adeguata ai canoni locativi corrisposti per gli otto anni e altre spese connesse.

Il militare nel frattempo è stato trasferito ad altro Comando. Una storia che doveva chiudersi immediatamente senza strascichi legali e senza pubblicità poichè prima di tutto viene l’uomo e la sua famiglia.

Franco Marella

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