Scuola-lavoro, studenti in piazza: tensioni a Torino e Roma

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Momenti di tensione davanti alla sede dell’Unione Industriale di Torino dove, dopo aver acceso fumogeni, bruciato alcuni fogli con lo stemma della Confindustria e lanciato uova e vernice rossa contro il palazzo, un gruppo di manifestanti ha tentato di forzare il cancello d’ingresso per introdursi nelle sede degli industriali colpendo con bastoni e aste di bandiere le forze dell’ordine poste a presidio del varco.

Sette rappresentanti delle forze dell’ordine sono rimasti feriti. I due feriti più gravi sono un funzionario di polizia colpito da una bastonata al volto e un tenente dei carabinieri ferito a un occhio. Entrambi sono stati portati in ospedale per essere medicati. Gli altri carabinieri hanno, invece, riportato ferite lievi.

A Torino e in tutta Italia gli studenti sono scesi in piazza per protestare contro l’alternanza scuola-lavoro e chiedere la modifica dell’esame di maturità.

‘Alternanza – repressione – maturità. No alla scuola dei padroni’, lo slogan dello striscione che aperto il corteo degli studenti torinesi, circa tremila.

ROMA – Momenti di tensione tra studenti e forze dell’ordine anche a Roma nel corso della manifestazione. Gli studenti bloccati in via Frangipane, vicino al provveditorato, hanno ricominciato ad avanzare e nel vicolo di via del Buonconsiglio hanno tentato di sfondare la barriera delle forze dell’ordine. Dopo qualche attimo di pressione gli agenti schierati in tenuta antisommossa hanno permesso agli studenti di defluire su via Cavour dove il corteo è ripreso regolarmente. Poco prima gli studenti avevano lanciato due uova e una bottiglia contro le forze dell’ordine. 

“Il ministro Bianchi si deve dimettere perché non è adeguato e rappresenta il nostro nemico”, dicono i manifestanti a Roma che hanno esposto anche uno striscione proprio contro il ministro dell’Istruzione. Su alcuni cartelli campeggiano anche le foto della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e del premier Mario Draghi con una X sopra. Il corteo è guidato dallo striscione “Di scuola non si può morire, è tempo di riscatto”. “A 16 anni non si può morire di lavoro, in un mese sono morti due giovani” gridano gli studenti romani in corteo. “Ringraziamo gli operai che stanno appoggiando la nostra protesta in tutta Italia – dicono – Con Giuseppe e Lorenzo nel cuore, uccisi dal sistema e dallo Stato”.

“Gli studenti oggi saranno di nuovo in piazza in oltre 40 città in Italia perché il movimento studentesco vuole rilanciare la sua mobilitazione che non è stata ascoltata fino a questo momento e ha ricevuto una risposta di chiusura. Riteniamo che non si possa tornare indietro dopo quello che è successo di tragico in queste ultime settimane in Italia” dice all’Adnkronos Lorenzo Lang, segretario nazionale del Fronte della gioventù comunista, in piazza Vittorio a Roma per la protesta degli studenti. Il movimento ha lanciato per oggi una mobilitazione a livello nazionale.

NAPOLI – Fumogeni rossi e mani macchiate di vernice rossa. Così i manifestanti di Napoli davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale della Campania, dove sono arrivati al termine del corteo partito alle 9.30 da piazza Garibaldi. “Lorenzo e Giuseppe sono vivi e lottano insieme a noi”, cantano gli studenti e gli attivisti dei centri sociali che hanno organizzato la manifestazione, ricordando così i due giovani diventati simbolo della lotta contro l’alternanza scuola-lavoro. Alcuni dei manifestanti hanno macchiato la porta di accesso della sede dell’Ufficio scolastico con le mani dipinte di rosso.

Tre giovani manifestanti si sono versati addosso della vernice rossa davanti alla sede del Pd Campania in via Santa Brigida. Altri attivisti hanno esposto uno striscione con la scritta in napoletano “C’at accis” (“ci avete uccisi”).

PALERMO – Al corteo di Palermo, “La scuola uccide ancora” e “La vostra scuola ci fa schifo” su alcuni striscioni. “A gennaio la tragica morte di Lorenzo durante le ore di stage professionale in fabbrica a Udine, qualche giorno fa è morto Giuseppe, un sedicenne, anche lui durante uno stage, in un incidente stradale in provincia di Ancona – dicono i ragazzi -. I posti di lavoro non sono sicuri, l’alternanza scuola-lavoro e i percorsi duali di formazione conducono gli studenti troppo presto in un mondo del lavoro fatto di sfruttamento, precarietà e insicurezza”.


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