Covid e Green Pass, Panzironi: “Grave farsi trovare impreparati. Dosi vaccino? Tante contraddizioni!”

81 Visite

Vaccino e green pass tra ambiguità ed inefficienze. L’imprenditore Adriano Panzironi, nel corso di Radio Roma, trasmissione di controinformazione, dice la sua su alcuni fatti e aspetti legati alla pandemia da Covid-19. 

SU SPERANZA  – Ai microfoni Rai, il ministro della salute Speranza era tornato sulle fasi iniziali della pandemia: “Quando avevamo deciso il lockdown non avevamo un manuale di istruzioni per combattere un virus nuovo. Solo la Cina aveva esperienza in materia, cosi abbiamo scelto una strada molto dura e poi seguita anche dagli altri paesi. In quel momento abbiamo ritenuto che questa scelta fosse indispensabile. Senza vaccini e senza cure non c’erano alternative”. 

Panzironi a tal proposito replica: “C’era un rapporto pandemico non aggiornato da diverso tempo. Ma indipendentemente da questo, non si è cercato di comprendere fin dall’inizio cosa fosse questo covid. Noi dobbiamo sapere cosa il virus comporta per la salute umana. Di fronte ad una morte sconosciuta io devo fare un’autopsia per capire come affrontare il covid. Non sapere cosa fare è un fallimento, sarebbe stato importante capire il perché si muore. Se questo fosse stato compreso sin dall’inizio avremmo evitato il lockdown. E’ stata scelta la strada più facile, copiare a Cina. Da incapaci. Credo che il resto del Mondo debba fare una class action all’Italia. Tutti hanno seguito questo esempio, in maniera errata. Si doveva prendere in considerazione una terapia antifiammatoria”. 

SU RICCIARDI – Un ruolo importante sulle strategie da adottare in questa situazione straordinaria lo ha anche Walter Ricciardi, consigliere del governo. Ma, ospite da Fabio Fazio, non sono sfuggite le sue parole sul green pass: “I green pass ci consentono sostanzialmente di frequentare gli ambienti al chiuso, siamo sicuri che chi è vicino a noi non è infetto e non può contagiarci. Quarta dose? deve essere fatta quasi sicuramente alle persone fragili, con sistemi immunitari quasi deficitari. In questi casi sarà opportuno farla. In quella restante ancora non lo sappiamo, potrebbe servire una certa periodicità, presumibilmente annuale. Ma in questo caso non si parlerà più di quarta o quinta dose, ma un richiamo”. 

Punto di vista sul  pass verde superato tuttavia dalla realtà quotidiana. E tutto da scrivere è il ricorso alle dosi. Ecco la risposta di Panzironi: “La cosa davver grave è che nessun giornalista lo abbia fermato mentre lo diceva. L’evidenza il contrario, purtroppo i nostri colleghi sono portatori di microfono e nient’altro. Quarta dose? La cosa assurda è che si contraddice, parlando anche di una l’anno. Ma ad ottobre, quando si farà la quarta, servirà poi la quinta verso gennaio? La comunicazione verso la popolazione viene fatta fino a convincere la popolazione a vaccinarsi ancora. Queste dosi durano 60-90 giorni”. 

Promo