Le Zes punto di forza per il Mezzogiorno

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Le Zes sono le zone economiche speciali regolate secondo politiche e norme fiscali diverse rispetto al Paese che le ospita, al fine di attrarre investimenti esteri. Sono state istituite, in Italia, nel 2018 e quelle meridionali sono fondamentali per lo sviluppo economico-sociale del territorio. Sorgendo intorno ai porti ma estendendosi anche nell’entroterra si sono rivelate essenziali nello sviluppo dell’economia marittima.

Le Zone Economiche Speciali nel Mezzogiorno si trovano in Abruzzo Calabria, Campania, Sicilia Orientale e Sicilia Occidentale, Sardegna, nel tratto ionico interregionale Puglia-Basilicata e in quello adriatico interregionale tra Puglia e Molise.

Investendo nelle Zes si investe nel potenziamento dei porti del nostro Meridione non solo sotto il profilo turistico ma anche per potenziare il tessuto produttivo del Mezzogiorno. Infatti non va dimenticato che i porti del sud sono i primi ad accogliere le navi che transitano dal canale di Suez, essendo il primo punto di contatto con l’Europa.

Dal PNRR giungono 630 milioni di euro destinati appunto alle creazioni di zone franche a cui si aggiungono 1,2 miliardi destinati alla modernizzazione ed alla competitività dei porti.

La sfida che viene lanciata attraverso tali risorse è di far si che il Mezzogiorno diventi una grande piattaforma logistica delle navi che dal Canale di Suez transitano per il Mediterraneo e raggiungono il nord Europa.

Non ci si limita solo allo scalo ma, per ridare centralità al Mezzogiorno e al Mediterraneo, è necessario che nelle Zes sia possibile anche la lavorazione e trasformazione delle merci in strutture apposite realizzate nelle Zes stesse in modo che si riducano lo sforzo fiscale e i costi per le imprese.

Le risorse ci sono ma è indispensabile la tempestività nel realizzare tale progetto che si accompagna allo snellimento delle procedure doganali, al potenziamento del trasporto ferroviario e alla collaborazione tra le otto Zes.

Antonella Cirese

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