Piatti e posate di plastica spariscono dalle nostre tavole. Quasi

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Un nuovo decreto che mette in atto una direttiva dell’Unione europea regolamenta la novità in merito all’utilizzo di piatti, posate e bicchieri di plastica. Che, anche se, piano piano, stanno scomparendo dagli scaffali dei supermercati, possono essere messi in vendita fino ad esaurimento scorte. Sulla carta addio quindi alle posate, alle cannucce, ai contenitori per alimenti, tappi, coperchi, bicchieri che tanto erano diffusi negli ultimi anni. E non si scherza. Sono previste multe da 25mila euro per chi non rispetta la legge, con punte a 50mila euro se il valore dei prodotti immessi sul mercato supera del 10% il fatturato dell’azienda. Insomma una vera e propria mazzata.

Ma non tutta la plastica verrà abolita. Dal divieto sono esentati i prodotti realizzati in materiale biodegradabile e compostabile che rientrano in determinati parametri fissati dall’Unione Europea. Ci sono ulteriori distinguo. I contenitori per bevande con capacità fino a tre litri e imballaggi compositi di bevande i cui tappi e coperchi sono di plastica, potranno essere immessi sul mercato solo se i tappi e coperchi restano attaccati ai contenitori per la durata dell’uso. Questa disposizione andrà in vigore dal 3 luglio 2024.

C’è poi una ulteriore tappa. Le bottiglie per bevande (le classiche PET) a partire dal 2025 dovranno contenere almeno il 25% di plastica riciclata, calcolato come media per tutte le bottiglie Pet immesse sul mercato nazionale. A partire dal 2030 invece devono contenere almeno il 30% di plastica riciclata.

Paola Copertino

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