Deponete le armi. L’attualità del pensiero di don Tonino Bello, profeta di pace

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“La violenza non potrà mai risolvere i problemi dei popoli”. Così scriveva, a dicembre del 1991, quattro mesi prima di morire, alla vigilia del suo viaggio nella Ex Jugoslavia, martoriata dalla guerra, don Tonino Bello, allora vescovo e presidente di Pax Christi, oggi venerabile per la Chiesa di Roma.

“A tutti diciamo – scriveva, impegnandosi in prima persona – nonostante il suo corpo fosse minato dalla malattia- deponete le armi, sottraetevi all’oppressione dei mercanti della guerra. Dove vorreste che, nel libo della storia dell’umanità, negli anni futuri, il vostro nome venisse letto: nel libro della vita o nel libro della morte? Purtroppo querllo che si sta scrivendo è il libro della morte. E voi, responsabili dei Paesi più ricchi e potenti del mondo, dagli Stati Uniti d’America ai paesi dell’Europa, non sottraetevi alla responsabilità di influire in modo determinante, non con le armi che consolidano la vostra potenza e le vostre economie, ma con efficaci mezzi di pressione e di dissuasione, per fermare questa carneficina, che disonora insieme chi la compie e chi la tollera”.

Ebbene oggi, quelle parole sono quanto mai attuali. E il profeta della Pace torna a far sentire la propria voce.

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