L’esodo degli ucraini, 15 chilometri di coda per fuggire dalla guerra

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Oltre 100.000 ucraini sono stati costretti a lasciare le loro case e sono sfollati all’interno del Paese, mentre diverse migliaia si sono diretti verso Polonia, Ungheria, Slovacchia, Moldavia e Romania. Nei giorni successivi all’invasione sono stati segnalati pesanti ingorghi sulle strade in direzione ovest con migliaia di persone che hanno continuato a lasciare le loro case.

Almeno decine di migliaia di ucraini sono già arrivati in Polonia dall’inizio dell’invasione russa, rendono noto fonti ufficiali.

La Slovacchia ha dichiarato di essere in una “situazione straordinaria”, regime in vigore a partire da mezzogiorno, a causa dell’afflusso di profughi dall’Ucraina. La decisione è stata presa oggi dal governo del premier Eduard Heger (del partito OLaNO) in una riunione straordinaria. Secondo il ministero dell’Interno slovacco, nelle ultime 24 ore sono arrivate in Slovacchia oltre 10.000 persone dall’Ucraina. “Prima dell’attacco russo erano circa 1.500 gli arrivi quotidiani. Ora c’è un’attesa da otto a dieci ore ai valichi di frontiera”, ha comunicato il ministero.

E prosegue anche l’esodo di rifugiati ucraini verso la Romania, in particolare al valico di frontiera di Porubne-Siret, dove nella notte le tv locali parlavano di una coda lunga 15 km. Oggi il ministero degli Esteri di Bucarest ha invitato la popolazione a usare anche altri valichi. E’ prevista per oggi una nuova ondata di arrivi. Sono in particolare le famiglie ad abbandonare l’Ucraina: i media riportano molti di casi di uomini che accompagnano alla frontiera mogli e figli e tornano indietro per combattere contro i russi. Molti arrivano a piedi da località limitrofe. E sono accolti dalla popolazione con pasti caldi.

Ha fatto il giro dei social la foto scattata nella serata di giovedì con una bambina di non più di cinque anni che attraversa la frontiera di Sighetu Marmatiei trascinando la sua piccola valigia. Le città della Romania vicino al confine – come Suceava, Botosani o Tulcea – sono preparate all’esodo e gli abitanti locali hanno già dimostrato un grande senso di solidarietà. Molti cittadini hanno messo a disposizione viveri e anche le loro case per ospitare i rifugiati, mentre sono diverse le associazioni che continuano a raccogliere cibo, coperte, prodotti per l’igiene, vestiti da offrire agli ospiti ucraini. Alcuni ristoranti hanno esposto cartelli offrendo loro pasti gratuiti. Intanto il governo romeno sta allestendo 39 centri di accoglienza capaci di ospitare fino a circa 7.000 persone per coloro che sceglieranno di rimanere nel Paese. Al momento 11 persone si sono dichiarate rifugiati politici, secondo i dati ufficiali del ministero degli Interni. La Romania e l’Ucraina hanno in comune 613 km di confine.

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