Italia, uno stato in perenne emergenza

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Il nostro governo dopo aver dimostrato l’assenza di un piano pandemico nazionale gestito dal Ministero della Sanità (ricordo la alterazione di documenti ed il botta e risposta tra il Ministro Speranza ed i vertici dell’O.M.S. (organizzazione mondiale per la sanità), ora si ritrova un’altra spina nel fianco, ovvero la mancanza assoluta di un piano energetico nazionale.

Oggi il parlamento essendo rimasto con la candela in mano, (è il caso di dirlo) discute degli aiuti alle imprese ed alle famiglie meno abbienti, ovvero quelle che posseggono un reddito ISEE non superiore ad “ottomila” euro, trascurando il fatto che con questo reddito le famiglie, probabilmente, la luce neppure riescono ad allacciarla.

La bolletta energetica è triplicata. Oggi, con colpevole ritardo, si discute di mettere in atto un piano di riconversione energetica che darà i suoi frutti concreti, forse, tra dieci anni.

Nel contempo il P.N.R.R, piano nazionale di ripresa e resilienza, è diventato il mantra del momento, al punto che molti ne parlano confondendo o non conoscendo il significato dell’acronimo, qualcuno si chiede cosa c’entra la resilienza men che meno ne coglie l’espressione.

Per nostra fortuna il Parlamento Europeo ha messo a disposizione una grande quantità di risorse che, dicono, rappresentano l’ultima spiaggia per l’Italia, e speriamo che con questo denaro si riesca a tirare fuori il Paese dalle sabbie mobili.

Questo del PNRR è tutto un altro argomento che pure ci manda in fibrillazione visti i signori ministri che si apprestano a gestirlo e perché abbiamo avuto contezza di tanti investimenti ma “produttivi“ ne abbiamo poco sentito parlare.

Nel contempo i decessi determinati dall’epidemia Covid 19 hanno, fino ad oggi, migliorato i conti dell’INPS di un miliardo e cento milioni per mancata erogazione di pensioni. L’aumento vertiginoso e repentino dei costi delle fonti energetiche, luce, gas, carburante ecc. accresce di molto le entrate dovute alle accise ed al gettito dell’IVA.

È paradossale che oggi, il costo della bolletta della luce per un appartamento sfitto e che non consuma neppure un watt, non è inferiore a 90 euro, solo per il fatto di avere un contatore allacciato alla rete ed è giustificato da una sequela di voci assurde.

È evidente che per i conti pubblici queste “calamità“ tanto male non stiano portando.

L’emergenza però esiste e la logica di favorire gli aiuti alle imprese è giusta perché un aumento della componente energia così elevato, in un mercato di concorrenza mondiale, falcerebbe una moltitudine di aziende con ogni conseguenza per l’occupazione. Come sempre avviene, oltre al ceto medio che ne paga le conseguenze, chi subisce l’aumento delle bollette senza via di scampo sono i pensionati ai quali però, per l’anno in corso, è stato concesso il beneficio di un “consistente“ aumento della pensione, di ben tre euro e sessanta mensili.  

Per i commercianti inizia quindi il giro della madrevite che prevede aumenti a catena, seguiti da inflazione e dal rallentamento del mercato con conseguente ricorso alla svendita, per chi non ce la fa, di beni mobili ed immobili sui quali fanno incetta i soggetti facoltosi. La logica oramai consueta che tutti lamentano, ossia che i poveri diventano sempre più poveri ed i ricchi sempre più ricchi.

Si deve tornare al rispetto della nostra Carta Costituzionale che prevede che le tasse vengano calcolate in base alla capacità contributiva di ogni cittadino e non al consumo di energia (su cui dovrà applicarsi solo una iva agevolata). Regola che vale in ogni paese del mondo e che rimanda alla ovvietà ed equità che non possono essere bellamene dimenticate.

Ora, per non farci mancare nulla, tra tutto ciò incombe anche la minaccia di una guerra a due passi da noi.

Come italiani ci domandiamo, ci stiamo preoccupando per futili motivi o ci dobbiamo rassegnare a vivere in uno Stato di Perenne Emergenza?

Nino Monterisi – Movimento politico culturale IO SUD Puglia

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