I poliziotti di frontiera romeni hanno regalato fiori alle profughe ucraine

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L”8 marzo in Romania è insieme la festa della donna e quella della mamma. I poliziotti hanno regalato tulipani gialli alle profughe ucraine rilanciando un video in cui le omaggiano sui media. 

Aurel Cacencu, sfoggiando sul petto un fiocco giallo e blu, festeggia distribuendo alle ucraine ospiti nel suo albergo tulipani e braccialetti rossi e bianchi, “i colori del sangue e della neve”, come da tradizione. A Tulcea, la cittadina di confine dove  in queste ore sbarcano da Odessa attraverso il Danubio e il porto, il suo hotel è conosciuto come uno dei più lussuosi e un”occhiata al parcheggio dove spiccano diverse auto di grossa cilindrata lo conferma.

“Finora sono arrivati soprattutto gli ucraini benestanti ma iniziano a presentarsi anche profughi senza soldi. Noi ospitiamo tutti, in questo momento in 40 su 47 camere ci sono ucraine con bambini” racconta all”AGI – La maggior parte di loro viene da Iztmail, che si trova a una ventina di chilometri da qui, dove ci sono stati dei bombardamenti nei giorni scorsi, e vuole andare verso la Bulgaria”.

Il signor Cacencu, affiancato da una cuoca che traduce dal rumeno all”italiano, imparato nei cinque anni da badante a Desenzano sul lago di Garda, si commuove più volte. In particolare quando racconta che qualche giorno fa “un nonno povero, con una pensione molto misera, ha portato una grande borsa col salame, il pane e altro cibo, e lo ha lasciato alla reception, dicendo che era per i profughi”.

Ride invece quando pensa a una donna “che si è presentata con sessanta uova e il latte bollito”, il suo contributo alla causa. Come hanno reagito le sue ospiti all”omaggio floreale? “Come tutte le donne, felici!”.

Prima di congedarsi, ci chiede ospitalità in Italia “quando la guerra arriverà qui”. “Putin non si fermerà, è come Mussolini e Hitler. Sono convinto che colpirà anche noi”. Fiori alle profughe al loro arrivo anche sulla sponda rumena del Danubio a Isaccea, durante una tempesta di neve. Pure sull”altro confine tra Romania e Ucraina, a Siret, si festeggia, per quel che si puòin questo contesto.

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