Ucraina: 2 milioni e mezzo di profughi, quasi 35 mila in Italia

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Non si ferma l’esodo di donne, bambini e uomini dall’Ucraina: oltre 2 milioni e mezzo di rifugiati hanno varcato le frontiere per sfuggire ai missili e alla violenza del conflitto. “Stimiamo che almeno 2 milioni, ma sono certo molti di più, hanno lasciato le proprie case all’interno dell’Ucraina. E’ una delle crisi umanitarie più gravi che l’Europa abbia conosciuto dalla Seconda guerra mondiale.

In circostanze così tragiche, così drammatiche, è importantissima la solidarietà”, ha detto Filippo Grandi, Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati. “Le persone in fuga – ha aggiunto – stimiamo siano oltre 12 milioni: hanno bisogno di tutto: di generi di prima necessità, di coperte per ripararsi dal freddo, di cibo, di medicine; lo stesso dicasi i rifugiati che si trovano nei paesi vicini. Ci sara’ poi bisogno di molta accoglienza soprattutto se la crisi durerà parecchio tempo, come temiamo”. Numeri confermati anche dal rappresentante Ue per la Politica Estera, Josep Borrell, che con l’Alto Commissario Grandi ha tenuto un faccia a faccia ad Antalya, in Turchia, sottolineando la necessità urgente di corridoi umanitari. “Le persone in Ucraina non hanno accesso al cibo, all’acqua, al riscaldamento, con temperatura gelide, a causa della pioggia di bombardamenti russi”, ha evidenziato. In Italia sono 34.851 i profughi entrati dall’inizio del conflitto fino a oggi: 17.685 donne, 3.040 uomini e 14.126 minori. Regioni e Governo discuteranno la prossima settimana del trasferimento di risorse economiche destinate all’accoglienza “ne parleremo la prossima settimana anche con il ministro Franco, pero’ e’ chiaro che, come per l’emergenza Covid, si cercherà di andare incontro alle esigenze delle Regioni”, ha assicurato oggi il ministro degli Affari Regionali, Mariastella Gelmini. “C’e’ uno straordinario spontaneismo nel nostro Paese, come sempre quando c’è un’emergenza, noi stiamo cercando di dare ordine a questo spontaneismo”, ha concluso. Intanto gli enti locali si organizzano, da nord a sud della Penisola. In Veneto sono stati messi a disposizione tre hub accoglienza e già alcune decine di persone, soprattutto donne e bambini, vengono ospitati negli ex ospedali di Noale (Venezia), Valdobbiadene (Treviso) e Isola della Scala (Verona). Sono 26 gli hub sanitari distribuiti nel territorio per tamponi, vaccini ed eventuale assistenza sanitaria. Nelle Marche sono già arrivati 1200 profughi; 2038 sono giunti finora a Napoli; 44 ucraini sono arrivati in queste ore in Salento, 41 a Bari dove dopo quarant’anni di chiusura torna a splendere il teatro comunale di Acquaviva delle Fonti e in anteprima rispetto all’inaugurazione in programma per il 30 marzo, il teatro apre domani per raccogliere fondi per le esigenze dei primi profughi ucraini arrivati.

In Friuli Venezia Giulia invece i medici di medicina generale, compresi quelli in pensione, sono pronti a dare la propria totale disponibilità per offrire assistenza sanitaria ai profughi. Una piattaforma on line per raccogliere e mappare i servizi e le disponibilità per l’accoglienza dei cittadini ucraini, “Sicilia per l’Ucraina”, è stata realizzata dal governo Musumeci. Il presidente della Camera Roberto Fico condivide la richiesta di un censimento dei profughi ucraini in arrivo in Italia, sostenuta anche dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, e chiede che gli ucraini siano sottoposti a screening sanitari in appositi hub.

“Ci troviamo a fronteggiare la più grande ondata di rifugiati nella storia europea dalla Seconda Guerra mondiale ed è per questo che dobbiamo aiutare i rifugiati e dobbiamo costruire un sistema per cercare di affrontare il problema. E’ esattamente quello che stiamo facendo qui, a Varsavia. So che tutta l’Unione europea è unita”, ha detto Rafał Trzaskowski, sindaco di Varsavia. Mentre il primo cittadino della città polacca di Przemysl, Wojciech Bukan, che ha accolto Matteo Salvini sventolandogli la maglietta di Putin, è tornato ad attaccare il leader della Lega.

“La guerra non è iniziata due giorni fa, ora si è solo estesa a tutto il Paese. All’epoca Salvini ha continuato a sostenere Putin. Ora viene qui a mostrare solidarietà ai profughi – dice – un gesto ipocrita”. 

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