Ucraina, Prodi: “Guerra può essere risolta solo con un accordo tra Cina e Usa”

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“Questa guerra, tragica e orrenda, è una guerra che sembra limitata geograficamente, ma già tocca tutto il mondo. Nell’economia, nel riarmo, in tutto. Questa guerra può essere risolta solo con un accordo tra Cina e Usa. C’è poco da fare, anche se possiamo ancora sperare che possa essere l’Europa a farlo.Sulle responsabilità dell’Occidente nella guerra attuale, continua l’ex presidente della Commissione europea: “Ci sono responsabilità di tutti. Certamente, l’aggressione è arrivata da parte di un paese solo. L’aggressione è russa, poi se uno va dietro alle responsabilità… siamo tutti colpevoli”. E se in Italia in molti hanno flirtato con Putin in questi anni, ragiona Prodi: “Io ho avuto almeno 20 incontri ufficiali con Putin, perché non parlargli? Ho parlato anche con Gheddafi. Come ho scritto nel mio libro, a parlare con San Francesco sono capaci tutti, è parlare con il lupo che è un problema. Ma bisogna farlo, con fermezza e senso di responsabilità”. Aggiunge un altro particolare del passato Prodi: “Quando Putin ha offerto a me e a Schroder di fare il presidente di un gasdotto, io ho detto di no... e questo senza litigare né rompere. Bisogna dialogare mantenendo ciascuno le proprie posizioni: questa è la vera politica”. 

In questo momento, possono farlo Cina e Usa e possono farlo anche per interposta persona, incaricando un altro Stato. È l’unica prospettiva che noi abbiamo di fronte”. In questo senso, l’incontro di Roma oggi tra Cina e Usa “non era ad altissimo livello, come tipo di partecipanti, ma ci si deve accontentare e bisogna procedere nel cammino un passo alla volta”. Così Romano Prodi stasera in una Sala Borsa piena, a Bologna, partecipando alla presentazione del libro di Achille Occhetto, “Perché non basta dirsi democratici. Ecosocialismo e giustizia sociale”, insieme con Pierluigi Bersani tra gli altri. Continua l’ex premier: “È giusto fornire armi all’Ucraina? Non è che sia ‘giusto’, ma cosa si poteva fare di diverso? Non è mai giusto portare armi, è stata una costrizione degli eventi. Sul fatto che si dovesse lavorare prima, perché questo non avvenisse, non c’è dubbio”.


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