Le lodi di Draghi agli italiani: sul Covid sono stati bravissimi

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 “Gli italiani sono stati bravissimi per senso civico sul covid”. Mario Draghi, con il decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, rende noto che il ritorno alla normalità è quasi compiuto. “Il green pass è stato un successo e i vaccini hanno salvato 80mila vite”.

Il Governo anticiperà il Def prima della fine del mese di marzo, venerdì il Consiglio dei Ministri approverà un decreto legge per aiuti a famiglie e imprese sul caro energia, ma “non ci sarà alcun scostamento di bilancio”. Draghi prevede “un rallentamento della crescita economica, ma non una recessione”.

Le sanzioni creano conseguenze anche per i cittadini italiani, ma ad oggi non c’è alcun pericolo di razionamento alimentare. “Non è ancora il caso” di lanciare allarmi sulle conseguenze di tipo economico o alimentare per l’Italia a causa del conflitto in Ucraina, “quando sarà il caso di lanciare allarmi lo faremo. Di sicuro dovremo prepararci all’evenienza ma da qui a lanciare l’allarme ce ne corre. Se le cose dovessero peggiorare dovremmo sicuramente entrare in una logica di razionamento. Ma fino ad allora dovremo fare come per il gas: diversificazione più rapida possibile, interventi sui prezzi, aiuti a famiglie e imprese. La sparizione momentanea di grano ucraino e russo crea sicuramente mancanze serie, bisogna approvvigionarsi immediatamente in altre parti del mondo dove c’è grande abbondanza”.

Sulla politica Draghi respinge l’accostamento di Sanchez tra Salvini, Le Pen e Abascal: “C’è una grande differenza – dice il premier italiano – Salvini sostiene un Governo europeista”. Il premier ringrazia anche Fdi: “Sull’Ucraina il Parlamento italiano è stato quasi unanime”.

Anche il rapporto con le regioni sul Covid è stato “perfetto”. Al ministro del Turismo Garavaglia che chiede 500 milioni di danni al ministero della Salute per la mancanza di aperture immediate, Draghi risponde con ironia: “Sarei curioso di capire come Garavaglia sia arrivato a quantificare questa cifra…”.

Con l’approvazione del decreto Covid – prosegue Draghi – “abbiamo fatto passi fondamentali verso la riapertura ma osserviamo con grande attenzione l’andamento della curva epidemica e siamo pronti ad adattare tutto il nostro apparato in base alla curva, anche in senso espansivo se è il caso”. Lo stato di emergenza e il Comitato tecnico scientifico cesseranno dal 31 marzo. Le funzioni del generale Figliuolo verranno assorbite da un’apposita unità. Draghi ringrazia anche il suo predecessore Conte che sulla pandemia ha dovuto affrontare una situazione senza precedenti.

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