Addio alla Barents League, univa scandinavi e russi

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Lassù, nel profondo nord, sul tetto d’Europa dove oltre ci sono solo l’oceano Artico ed il Polo Nord, fino quando le truppe russe non avevano invaso l’Ucraina, esisteva il campionato sportivo più settentrionale del Vecchio Continente. Era la Barents Hockey League (Bhl), torneo di hockey su ghiaccio che andava oltre all’aspetto sportivo perché univa squadre norvegesi, finlandesi e soprattutto russe.

Era un progetto, nato nel 2008, che attraverso la cooperazione interpersonale coinvolgeva scuole, club sportivi, associazioni, lavoratori e aziende su entrambi i lati del confine norvegese-russo. Un campionato nel segno dell’amicizia, della vicinanza tra Russia e nord della Scandinavia, a cavallo dei confini più controllati e segreti sia durante che dopo la Guerra Fredda.

La zona è quella Kirkenes (Sor-Varanger), luogo dove ha termine (o inizio) la romantica crociera del battello postale dei fiordi (la mitica ‘Hurtigruten’), e Murmansk, la città artica simbolo per essere sede del quartier generale della Flotta del nord, fiore all’occhiello della marina russa della quale fanno parte anche la portaerei ‘Admiral Kuznetsov’ e l’incrociatore nucleare ‘Pietro il Grande’ (gia’ Juri Andropov).

“Il campionato dopo essere stato inizialmente sospeso a causa delle restrizioni dovute alla pandemia di Covid-19, ora incontrerà enormi difficoltà a causa della guerra in Ucraina – spiegano all’AGI gli organizzatori che ruotano attorno al Norwegian Barents Secretariat di Kirkenes – il ministero degli Affari esteri norvegese non raccomanda ai norvegesi di recarsi in Russia. In questo momento è impossibile proseguire con la Barents Hockey League e non sappiamo se potrà esserci un futuro con squadre russe oppure proseguire solo con formazioni norvegesi e finlandesi. Questo, comunque, non accadrà prima nel 2023″.

Ideatore e presidente della Barents Hockey League è William Sjoestrand, conosciuto per essere stato il protagonista della serie televisiva sull’emittente norvegese Nrk della squadra amatoriale dei Kirkenes Puckers. “Non voglio avere niente a che fare con nessuna guerra, ovunque possa essere, la nostra unica arma è la stecca da hockey sul ghiaccio: non è colpa del popolo russo per quello che fanno i politici”, ha detto Sjoestrand.

La Barents Hockey League e i Kirkenes Puckers sono stati tra le nomination del Premio Nobel per la Pace dell’edizione dello scorso anno. Le squadre che facevano parte alla lega sportiva più settentrionale d’Europa – si svolgeva su piste ghiacciate all’aperto – erano i norvegesi del Kirkenes Puckers, i finnici dell’Ivalo (ultimo villaggio della terra dei mille laghi) e ben quattro formazioni russe, Pechenga-Nikel (due paesi a pochi chilometri dal confine con la Norvegia), Murmansk, Olenegorsk e Kirovsk.

C’erano già contatti con la squadra finlandese di Kittila ma ora è tutto congelato. Il futuro di questa simbolica lega ora e’ molto incerto, forse non esisterà più. In quelle terre sperdute e fredde, l’amicizia e l’unione dei popoli resta il dono più importante.

AGI

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