Mancini non si dimette e punta al mondiale del 2026

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Roberto Mancini non vuole lasciare l’incarico di ct azzurro e anzi punta ad arrivare ai mondiali del 2026 tra Usa, Canada e Messico per vincerli. 

Nella conferenza stampa da Coverciano alla vigilia della sfida con la Turchia, il tecnico marchigiano si è detto pienamente allineato con la Federcalcio e ha persino elencato i motivi per cui intende restare: “Perché sono ancora giovane e volevo vincere Europeo e mondiale, per il secondo mi serve ancora tempo. E poi mi piace il mio lavoro, so che posso divertirmi ancora molto e con i ragazzi posso riorganizzare qualcosa di importante, a parte la delusione, il resto va avanti”.

“I ragazzi in questi anni hanno meritato tanto”, ha insistito il ct, “non è stato solo un Europeo ma un tragitto lungo tre anni con una serie di partite senza sconfitte e con un calcio propositivo. È stato creato un gruppo speciale: non sono nel gruppo squadra, ma anche tutto ciò che c’è intorno”.

Poi uno sguardo al futuro: “Inseriremo sicuramente ragazzi più giovani, sperando possano avere esperienze importanti nei loro club perché questo è fondamentale”.

Per conto dei giocatori, a ‘confermare’ il Mancio è stato Leonardo Bonucci che gli sedeva accanto: “Quello che ci ha dato in questi tre anni è qualcosa di unico, un’empatia tra allenatore, gruppo e staff che raramente si è respirata a Coverciano. Continuare con lui è la logica conseguenza di tutto questo”.

È stato per primo Mancini a entrare nel tema del giorno, ovvero se onorerà il contratto che lo lega alla Figc fino al 2026. “Ho parlato in questi giorni con il presidente Gravina, siamo allineati su tutto”, ha spiegato, “ne riparleremo poi con calma, vedremo cosa migliorare”.

“Ora pensiamo a questa partita, poi con calma discuteremo sulle cose da migliorare per il futuro, tutto qui“, ha aggiunto.

Sul ko con la Macedonia del Nord c’era poco da aggiungere: “È inutile stare a trovare spiegazioni”, ha detto Mancini, “il nostro gruppo dovevamo vincerlo almeno con due punti di vantaggio sulla Svizzera. A Basilea la partita doveva finire 3-0, in Bulgaria doveva finire in goleada”.

Mancini ha spiegato che la partita con la Turchia a Konya, nel cuore dell’Anatolia, è importante perché dopo la dolorosa esclusione dai mondiali in Qatar “bisogna ripartire, ricordando che ci saranno poi in futuro anche gare importanti”.

Quanto ai giocatori rientrati ai loro club, il ct ha precisato: “Io li ho obbligati ad andare via perché se posso fare qualcosa per loro e per i club noi lo facciamo… Non avrebbero giocato, alcuni non erano al meglio fisicamente. Alcuni di loro li ho obbligati ad andare: il Chelsea ci ha mandato Jorginho tre giorni prima, non gli ha fatto giocare l’FA Cup. Anche Florenzi e Politano, non al meglio, li ho rispediti a casa perché non avrebbero giocato. Problemi fisici per Insigne? Lorenzo aveva problemi fisici già da prima. Immobile sarebbe andato in tribuna, Mancini e Verratti sì. Insigne al 50% sarebbe andato in tribuna per provare soluzioni alternative”.

AGI

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