Morning Bell: mercati in rialzo in contesto instabile, attesa per i negoziati Russia-Ucraina

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 I mercati sono in rialzo, in un contesto instabile e volatile. C’è grande attesa per i colloqui negoziali tra Russia e Ucraina, che oggi ripartono a Istanbul.

In Asia i listini sono in rialzo, mentre i future a Wall Street e in Europa sono poco mossi e il prezzo del petrolio resta in calo. Tokyo e Hong Kong avanzano di circa mezzo punto percentuale, mentre Shanghai arretra leggermente.

In Cina proseguono i lockdown per frenare l’ascesa dei contagi di Covid-19 e preoccupano in particolare le chiusure ordinate a Shanghai.

I future a Wall Street sono misti e piatti, dopo un inizio di settimana in rialzo, che va ad aggiungersi a due chiusure settimanali positive.

Sale in particolare il Nasdaq che avanza dell’1,3%, trainato dal +8% di Tesla. Le azioni della compagnia di Elon Musk hanno spiccato il volo dopo l’annuncio che la societa’ intende frazionare le sue azioni in modo da poter pagare dei dividendi agli azionisti.

I future sull’EuroStoxx 50 sono in lieve rialzo, dopo una chiusura positiva. I prezzi del petrolio restano in calo. Il Wti e il Brent, che ieri hanno perso oltre il 6% al Nymex, arretrano stamattina in Asia oltre l’1%, rispettivamente sotto 105 e sotto 111 dollari al barile.

A pesare è il timore che la rigida politica dello zero-Covid adottata da Pechino per contenere l’aumento dei contagi, porti a nuove chiusure nei principali centri commerciali del Paese e a un calo della domanda cinese. Ritraccia leggermente il biglietto verde, che in precedenza è salito a un nuovo top da 6 anni sopra quota 123 dollari sullo yen.

L’indebolimento dello yen è cresciuto dopo che la Boj si è impegnata a mantenere la politica monetaria ultra-accomodante, offrendo di acquistare titoli di Stato illimitati per evitare che i rendimenti in Giappone aumentino troppo. Il rafforzamento del biglietto verde e’ legato agli attesi rialzi dei tassi da parte della Fed, che a maggio quasi sicuramente sara’ di mezzo punto percentuale.

Intanto per la prima volta dal 2006 la curva dei rendimenti dei Treasury ieri si è brevemente invertita. Il rendimento del Treasury a 5 anni è salito al 2,6361%, mentre quello a 30 anni è sceso al 2,6004%.

L’inversione della curva è considerata dai mercati un segnale di recessione in arrivo. In compenso lo spread più seguito, quello tra i tassi del decennale e del biennale, resta positivo, anche se la curva tende ad azzerarsi.

Oggi riprendono a Istanbul i negoziati tra Russia e Ucraina, sotto la supervisione del presidente turco Erdogan. Ieri il presidente ucraino Zelensky ha aperto sulla neutralità dell’Ucraina e si detto pronto a un compromesso sul riconoscimento delle repubbliche russofone ribelli.

Questo ha reso la negoziazione piu’ fluida, tanto che il Financial Times rivela che la Russia non chiederebbe più che l’Ucraina venga “denazificata” ed è pronta a lasciare che Kiev aderisca all’Ue a patto che rimanga militarmente non allineata. Tuttavia, secondo fonti Usa, Putin non sembra pronto a scendere a compromessi per porre fine alla guerra.

E il ministro degli Esteri ucraino confida che un cessate il fuoco e i corridoi umanitari sono il massimo che, in questa fase, il suo Paese possa sperare dai colloqui. Oggi interviene il presidente della Fed di Filadelfia, Patrick Harker, domani quello della Fed di Richmond, Thomas Barkin e giovedi’ quello della Fed di New York, John Williams. Venerdì primo di aprile, si svolgera’ l’incontro virtuale di Charles Michel e Ursula von der Leyen, presidenti del Consiglio e della Commissione europea, con il presidente cinese Xi Jinping e il premier Li Kequiang.

Lo stesso giorno usciranno i dati di marzo sul mercato del lavoro Usa e la sera, a mercati statunitensi chiusi, Moody’s rilascera’ le sue valutazioni sul rating e sull’outlook dell’Italia, che non dovrebbero riservare grosse sorprese. Tra oggi e venerdi’ usciranno i dati sull’inflazione in Germania, in Francia, in Italia e nell’Eurozona. Questi ultimi sono previsti in forte rialzo a marzo: dal 5,9% al 6,7% annuale.

Putin: “Pagamento in rubli entro 31 marzo”

Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato al governo, alla Banca Centrale e a Gazprom di attuare entro il 31 marzo le disposizioni che prevedono l’uso del rublo per i pagamenti delle forniture di gas ai “Paesi ostili”. Le parole ufficiali del servizio stampa del Cremlino non lasciano dubbi su chi siano: “Il governo della Federazione Russa, insieme alla Banca di Russia e alla societa’ per azioni Gazprom, dovrebbe attuare una serie di misure per modificare la valuta di pagamento delle forniture di gas naturale ai Paesi dell’Unione Europea e ad altri Paesi che hanno introdotto misure restrittive nei confronti dei cittadini della Federazione Russa e delle persone giuridiche russe, al rublo russo”.

I Paesi del G7 dicono no al pagamento gas in rubli

I Paesi del G7 ritengono che la pretesa di Mosca sia “inaccettabile” e che consista in una violazione unilaterale dei contratti esistenti. Anche l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi precisa che “l’Eni non paghera’ il gas russo in rubli” e fa sapere che “l’Europa dovrebbe guardare all’Africa per avere più forniture di gas”.

Ucraina: per Abramovich sintomi di sospetto avvelenamento

L’oligarca russo, Roman Abramovich, e alcuni negoziatori ucraini hanno sofferto i sintomi di un sospetto avvelenamento dopo un incontro a Kiev all’inizio del mese. La notizia, diffusa dal Wall Street Journal, e’ confermata alla Bbc dal portavoce dell’oligarca, che parla di occhi rossi e di desquamazione della pelle. Tuttavia fonti Usa sollevano dubbi sull’avvelenamento, mentre, secondo il Financial Times, Abramovich avrebbe perso la vista per alcune ore e ad avvelenarlo sarebbero stati degli estremisti russi. Il consigliere della presidenza e capo negoziatore ucraino Mikhailo Podolyak smentisce le accuse di avvelenamento.

Usa: Bilancio proposto da biden prevede aumento spesa Difesa

Il presidente Joe Biden ha presentato una manovra di bilancio da 5.800 miliardi di dollari per il 2023, che prevede nuove tasse per i super-ricchi e un ingente aumento delle spese militari. Il presidente americano vara una manovra che incrementa del 9,8% le spese militari. La dotazione per Difesa e armamenti salirà di 69 miliardi di dollari a 773 miliardi. Biden ha parlato di “uno dei più grandi investimenti della storia nella sicurezza nazionale nella storia, con i fondi necessari per garantire che il nostro esercito rimanga il meglio preparato, meglio addestrato e meglio equipaggiato nel mondo”.

Non sono invece previsti fondi aggiuntivi per fronteggiare la pandemia. In compenso la proposta prevede misure per contrastare la Russia anche nell’Artico. E include un finanziamento di 682 milioni di dollari da destinare all’Ucraina. I fondi sollecitati da Biden comprendono 4,1 miliardi di dollari per condurre ricerche e sviluppare capacita’ di difesa, quasi 5 miliardi per un sistema di allerta missilistica per individuare minacce globali e quasi 2 miliardi per un intercettore di difesa missilistica, per proteggere gli Usa dalla minaccia di missili balistici di Corea del Nord e Iran. Il bilancio di Biden si sforza di ridurre il deficit e sorvola sugli ampi aumenti di spesa, avanzati lo scorso anno, per migliorare l’istruzione, ridurre il divario sociale e stabilizzare il cambiamento climatico, tutte misure che sono in stallo al Congresso.

Questi cambiamenti arrivano dopo che la Russia ha invaso l’Ucraina e dopo che la popolarita’ di Biden e’ fortemente calata nei sondaggi, indebolendo le speranze dei dem di riuscire a far passare un ampio pacchetto economico al Congresso. I repubblicani si sono schierati contro molte delle proposte dell’amministrazione Biden e attualmente i democratici hanno una maggioranza molto stretta alla Camera e praticamente inesistente al Senato dove i rapporti di forza sono paritari. Il budget include anche 17,4 miliardi di dollari per le forze dell’ordine presso il Dipartimento di Giustizia, tra cui 1,7 miliardi di dollari per gli sforzi per combattere il traffico di armi.

Nella proposta di bilancio c’è anche una “tassa sui miliardari”, che prevede un’aliquota minima del 20% per gli americani che dispongono di oltre 100 milioni di dollari, lo 0,01% della popolazione. Verrebbero tassati anche i profitti realizzati tramite l’aumento di valore delle partecipazioni finanziarie. Da queste misure la Casa Bianca si attende un gettito di 360 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni.

Nel Guangdong operai continuano a lavorare e dormono in fabbriche chiuse per Covid

L’aumento dei casi di Covid in Cina e il lockdown di Shanghai sta facendo crescere la preoccupazione che la rigida politica cinese dello zero-Covid porterà a ripetute chiusure nei principali centri commerciali del paese.

Molte fabbriche sono rimaste chiuse nel grande distretto industriale di Shenzhen e Dongguan. Tuttavia, nonostante le severe restrizioni, alcuni stabilimenti del Guangdong hanno ottenuto il permesso di continuare a funzionare fino a quando i lavoratori non verranno testati e potranno uscire dalle fabbriche. Di fatto le aziende hanno chiesto agli operai di continuare a lavorare in isolamento dentro le fabbriche chiuse per Covid.

Bosch Unipoint, uno dei maggiori produttori di componenti per auto del mondo, è stato in grado di mantenere la produzione nella sua fabbrica nel distretto di Longgang a Shenzhen perché circa 200 lavoratori hanno accettato di vivere nei dormitori durante una settimana di blocco questo mese. Il direttore generale di un’altra azienda manifatturiera con sede nel Guangdong ha detto che la società sta provvedendo a rifornire le sue fabbriche di alloggi in modo che i lavoratori non abbiamo bisogno di lasciare gli impianti in caso di lockdown.

Le fabbriche stanno anche facendo scorta di materie prime e forniture. “Omicron si sta diffondendo e se si dispone di dormitori all’interno delle fabbriche e di materiali a sufficienza è possibile continuare la produzione all’interno delle fabbriche chiuse”, spiega il manager di un’azienda del Guangdon. 

AGI

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