Notte di bombardamenti nel Donbass, su Chernikiv e sulla regione di Khmelnytsky

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Kiev è pronta ad accettare lo status di Paese neutrale e chiede che ci siano “Stati garanti”, in primis la Turchia. Sul futuro della Crimea, invece, si deciderà entro 15 anni. Questi sono i primi spiragli che emergono dopo gli ultimi tavoli di confronto tra le parti. Ma Mosca resta cauta: “Strada ancora lunga”.  

Anche il governo Usa si mostra scettico sugli impegni assunti dopo i colloqui in Turchia. “Dovremmo avere una visione lucida di ciò che sta accadendo sul terreno e nessuno dovrebbe lasciarsi ingannare dagli annunci della Russia”, ha detto il direttore delle comunicazioni, Kate Bedingfield.

La Casa Bianca ha fatto inoltre sapere che i leader occidentali sono determinati ad alzare i costi per la Russia e vogliono continuare ad assistere l’Ucraina. Posizioni che sono emerse dopo il videocollegamento tra Biden-Draghi-Scholz-Macron-Johnson, nella serata di martedì.

Al centro del confronto anche la diversificazione degli approvvigionamenti energetici. Putin sente Macron: “I nazionalisti di Mariupol si arrendano se vogliono l’evacuazione umanitaria”.

AGI

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