UN’ALTRA VISIONE DEL MONDO seconda parte notizie in pillole

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L’Europa si arma

L’Europa rimarrà senza gas, ma non senza armi. Se la tendenza globale è quella di investire meno in Difesa, i paesi del Vecchio Continente, invece, aumentano le spese belliche per contenere il presunto espansionismo russo. A dirlo è l’ultimo rapporto dell’Istituto Internazionale di Ricerca sulla Pace di Stoccolma (SIPRI). I dati dello studio indicano che fra il 2017 e il 2021 i paesi europei hanno speso in armamenti un 19% in più rispetto al quinquennio precedente. Nello stesso periodo, gli acquisti di materiale bellico a livello mondiale sono invece scesi del 4,6%.



La Cina aumenta la produzione industriale

Mentre in Occidente, Europa in primis, si parla di crisi e di futuri scenari apocalittici, la produzione industriale cinese è aumentata del 7,5% nei primi due mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2021. Secondo i dati ufficiali del National Bureau of Statistics, la produzione avrebbe registrato prestazioni stellari soprattutto nel settore manifatturiero high-tech, cresciuto di oltre il 14% nonostante contesti sfavorevoli come i lockdown pandemici e un panorama internazionale complesso.

 

La longa manus dei Biden nei biolaboratori ucraini

Hunter Biden, figlio del presidente degli Stati Uniti, avrebbe contribuito attivamente al finanziamento dei biolaboratori in Ucraina.
Durante una conferenza stampa della scorsa settimana, il capo delle forze di difesa dalle radiazioni, chimiche e biologiche dell’esercito russo, Igor Kirillov, ha menzionato una società americana privata denominata Black & Veatch come partner del Pentagono in progetti segreti di biolaboratori dal 2008 al 2017 in Ucraina, Azerbaigian, Camerun, Thailandia, Etiopia, Vietnam e Armenia



Il golpe elettromagnetico
Non è la prima volta e non sarà nemmeno l’ultima. Stanno provando a smantellare una delle norme non pienamente protettiva ma di certo tra le più cautelative d’Europa per irradiare tutto e tutti fino a 110 volte più di oggi con agenti possibili cancerogeni disseminati ovunque nell’aria. La richiesta proviene dalle compagnie telefoniche: ASSTEL, il ramo delle telecomunicazioni di Confindustria, è tornata alla carica su Governo e Parlamento e pretende di innalzare per legge gli limiti soglia d’irradiazione elettromagnetica in vigore da 24 anni, per passare dall’attuale media di 6 V/m ad una media massima di 61 V/m, nonostante l’assenza di riscontri scientifici aggiornati e indipendenti sull’assenza di effetti nocivi per salute e ambiente e nonostante l’assenza di un’incompatibilità tra l’attuale normativa italiana e l’implementazione di nuove tecnologie come quella di quinta generazione.

 

Bucha

Putin: Quanto a Bucha. Parlo spesso con colleghi dei paesi occidentali, e quando mi dicono “Bucha”, chiedo: sei mai stato a Raqqa? Hai visto come questa città siriana è stata completamente distrutta, rasa al suolo, dagli aerei americani dall’alto? I cadaveri giacevano marcendo fra le rovine per mesi. Nessuno ha sollevato questioni, nessuno se n’ è nemmeno accorto. Come nessuno ricorda le centinaia di civili uccisi in Afghanistan. Silenzio! Invece arrivava il chiasso per le provocazioni organizzate in Siria. Quando hanno descritto l’uso di armi chimiche da parte del governo di Assad. Poi si è scoperto che era un falso. Lo stesso vale per Bucha.



Sanzioni, il suicidio è europeo
Una cosa è la condanna formale, un’altra sono le sanzioni. È infatti lunga la lista dei paesi che all’ONU si sono espressi contro l’invasione dell’Ucraina, ma che poi, a conti fatti, hanno preferito ragionare in termini di realpolitik. Ne è un esempio il Giappone, che dopo aver condannato l’intervento militare di Mosca ha comunque dichiarato che non intende uscire dal Sakhalin 2, progetto che permetterà di far arrivare in territorio nipponico grandi quantità di gas provenienti dall’omonima isola russa.

 

Scorrono i titoli di coda sul film dell’atlantismo
L’Occidente è sempre più isolato dal resto del mondo. L’India starebbe per firmare un importante contratto petrolifero con la Russia. Il volume delle esportazioni di petrolio da Mosca verso New Delhi, secondo quanto riferito dal ‘Times of India’, potrebbe ammontare a 3,5 milioni di barili di petrolio con uno sconto significativo del prezzo. Ma a tessere fitte trame economiche con la Russia ci pensano anche gli Emirati Arabi.


Fonte: casadelsole.tv 

 

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