Accordo politico Ue sul quinto pacchetto di sanzioni contro la Russia. Anche dal G7 nuove misure

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 La Russia, come la Libia di Gheddafi nel 2011, sospesa dal Consiglio dei diritti umani dell’Onu. L’attesa votazione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha fatto registrare 93 voti favoreli e 24 contrari, tra cui la Cina. Pechino ha accusato i Paesi membri di “politicizzazione” mentre dal portavoce del Cremlino Peskov è arrivata una minaccia che è anche una promessa: “Ci difenderemo con tutti i mezzi legali”.

L’Occidente è comunque unito nella condanna e domani la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen andrà a Kiev per mandare al mondo “un messaggio forte”. I paesi dell’Ue si preparano a un nuovo round di sanzioni e la discussione sull’embargo al petrolio, “è una questione di ore”, ha detto la leader Ue. Dagli Usa la pressione sull’Europa è forte. Il segretario di Stato Blinken ha suggerito all’Ue di rendersi autonoma sul gas: “La Russia usa l’energia come un’arma, come una leva politica e, ovviamente, i profitti che riceve dalla vendita di energia aiutano ad alimentare l’aggressione dell’Ucraina”.

Intanto Mosca ha accusato l’Italia di “indecenza” sulle sanzioni, ma il presidente del Consiglio Draghi ha sottolineato che “di indecente ci sono solo i massacri”. Il ministro degli Esteri Kuleba ha detto che sono in arrivo aiuti concreti da diversi Paesi, mentre il G7 continuerà ad assistere Kiev militarmente e finanziariamente. Per il Cremlino la fornitura di armi a Kiev nuocerà ai negoziati di pace. 

Il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione sulla reazione Ue alla guerra in Ucraina nella quale si chiede un embargo immediato per le importazioni di gas dalla Russia, oltre che per quelle di petrolio, carbone e combustibile nucleare. Il presidente del Consiglio Draghi ha incontrato a Roma il premier olandese Rutte: “Non l’ho convinto ad unirsi a chi chiede un tetto al prezzo del gas” ma si sono aperti spiragli. Per il Cremlino la fornitura di armi a Kiev nuocerà ai negoziati di pace. Mosca poi accusa Kiev: “La nuova bozza tradisce l’accordo”, ma “avanti con il negoziato nonostante le provocazioni”. Il G7 ha chiesto la sospensione della Russia dal Consiglio dei diritti umani dell’Onu

Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, si è presentato questa mattina al quartier generale della Nato con “un’agenda molto semplice”. “Ci sono solo tre punti: armi, armi e armi”, ha detto al punto stampa con il segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg. “Chiedo a tutti gli alleati di mettere da parte le loro esitazioni, la loro riluttanza, per fornire all’Ucraina tutto cio’ di cui ha bisogno”, ha esortato. Kiev vuole tutto il possibile per respingere l’aggressione russa, inclusi sistemi di difesa aerea, artiglieria, veicoli corazzati e jet. Senza alcuna distinzione.

agi

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