Attenzione se la suocera è invadente può essere causa di separazione con addebito

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Una coppia sposata da più di 20 anni e 5 figli va in crisi e affronta la separazione giudiziale. Le invettive sono diverse e molto colorite, ma quello che fa la differenza è stata la suocera convivente nel nucleo familiare che si era ritagliata il compito di controllare la nuora e così invadere e infangare il mondo di moglie e madre.

E’ vero il matrimonio si trascinava, mancava l’affetto e la comprensione,  ma la suocera invadente è stata la scintilla anche da un altro punto  di vista: la violenza domestica, un solo caso è bene dirlo commesso in presenza del primogenito.

Una crisi aggravata come dicevamo dalla presenza della vegliarda che si intrometteva nella gestione dei nipoti e non solo e, che, da quanto rivelano tate e collaboratrici, faceva sentire la nuora ospite della sua villa, concessa in comodato al figlio per mettere su famiglia. Queste in sintesi le conclusioni del Tribunale di Teramo contenute nella sentenza n. 1052 del 26 novembre 2021.

La donna stanca delle umiliazione e del silenzio del marito  si rivolge al Tribunale per chiedere la separazione con addebito per violazione dei doveri coniugali di assistenza morale e per lesione della propria integrità fisica. Chiede altresì l’assegnazione della casa di proprietà della suocera, l’affidamento condiviso dei figli con collocazione prevalente presso di sé, un assegno mensile per i 5 figli di 8.000 euro complessivi e di 20.000 per il proprio mantenimento.

La donna lamenta il disinteresse morale e sessuale del marito nei suoi confronti e dichiara di essere vittima di vessazioni da parte dello stesso, culminate nell’episodio del 2016, quando l’ha picchiata in presenza del figlio, intervenuto in sua difesa. La donna fa presente altresì di avere sempre subito la presenza autoritaria e invadente della suocera, che l’ha sempre trattata come un ospite della sua villa.

A nulla è valsa la difesa del marito le cui doglianze sono giunte ingiustificate e oltremodo oltraggiose.

Il Presidente, sentiti i coniugi, assegna la casa alla moglie, dispone l’affidamento congiunto dei figli con collocazione presso la madre e pone a carico del marito l’obbligo di corrispondere l’importo mensile di 1500 euro per i figli e di ulteriori 1500 euro per la moglie.

Il Tribunale, ritenendo fondata la domanda avanzata dalla moglie, pronuncia la separazione personale dei coniugi, addebitandola al marito in quanto “il grave episodio di violenza fisica è da solo sufficiente a fondare la responsabilità della crisi coniugale in capo al coniuge che ne è stato l’autore” come confermato dalla testimonianza del figlio, di anni 16 all’epoca dei fatti.

Il Tribunale conferma inoltre la versione della donna in relazione alla lamentata ingerenza della suocera autoritaria nel menage familiare, confermata dalle testimonianze rese in giudizio dalle collaboratrici domestiche e dalle tate. Dichiarazioni da cui è emersa la volontà dell’anziana donna di gestire la vita e le abitudini anche alimentari dei nipoti, di esercitare un continuo controllo, anche telefonico, sugli stessi e di far pesare alla nuora di vivere nelle villa di sua proprietà.

La suocera e il marito “indolente” hanno trovato casa altrove.

Franco Marella

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