Carceri: detenuto sequestrato e violentato, Procura Roma apre inchiesta

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Sequestrato e violentato da due compagni nel carcere Regina Coeli di Roma: i tre erano nel reparto covid della prigione perché positivi.

Con strumenti ‘rudimentali’, una corda e un coltello, la vittima, un detenuto di origini italiane, è stato costretto a subire violenze da parte degli altri due aguzzini: è stato bloccato e, sotto minaccia, è stato abusato.

Lo scorso venerdì la vittima è riuscita a chiedere aiuto a una guardia penitenziaria. L’uomo è stato allontanato e preso in carico sia dal punto di vista sanitario sia psicologico.

La procura di Roma ha aperto una inchiesta per ricostruire la dinamica esatta di quanto accaduto. I tre erano in una stanza di pernottamento destinata ai pazienti covid perché erano risultati positivi agli inizi di aprile. La vittima, in carcere per motivi di droga, avrebbe concluso la sua pena il prossimo 2 luglio.

“Si parla tanto di misure alternative alla detenzione, mi domando come mai fosse ancora dentro a meno di tre mesi dalla fine della pena”, dice a LaPresse il Garante nazionale delle persone private della libertà Mauro Palma. Al momento “la persona che è stata vittima è in infermeria, non può essere trasferito perché positivo e deve negativizzarsi”.

“Anche gli altri due detenuti sono ancora lì, non insieme – aggiunge – e suppongo che una volta negativizzati saranno trasferiti altrove perché si pone un problema di compatibilità ambientale”.

A denunciare l’episodio di violenza è stato il Sappe, sindacato di polizia penitenziaria che parla di “episodio raccapricciante, favorito – nelle parole di Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sappe – dall’allentamento della sicurezza interna dovuto alla vigilanza dinamica”.

Nell’istituto di pena Regina Coeli “ci sono troppi detenuti con pena definitiva che andrebbero smistati, parliamo di oltre il 50%”.

La capienza della prigione è di 615 posti, “dati aggiornati ad oggi, riferiscono di 908 detenuti: una situazione di affollamento”.

Anche per quanto riguarda lo spazio destinato ai detenuti positivi, al Regina Coeli, ci sono 3 reparti riservati rispettivamente. Sono in totale 166, dati al 18 aprile, i detenuti positivi, di cui solo 1 con sintomi.

“Una situazione critica, ma non da allarme”, aggiunge il Garante. Ad oggi, in Italia, sono 1.047 i detenuti nelle carceri italiane positivi al covid. “Di questi solo in 6 sono sintomatici e ricoverati – afferma – gli altri sono tutti nelle zone riservate ai positivi, in attesa di negativizzazione”. Superano quota 53mila i detenuti nelle prigioni italiane.

Le situazioni di maggiore affollamento si registrano in Puglia: il carcere di Brindisi ospita al momento 179 persone, a fronte di una capienza di 114 unità.

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