Ue, contro la tratta gli Stati monitorino l’assistenza ai rifugiati ucraini

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La coordinatrice dell’Unione europea contro la tratta degli essere umani, Diane Schmitt, lancia l’allarme di un “rischio molto concreto” per le rifugiate ucraine, donne e ragazze, di finire nella rete della tratta. E per questo invita le autorità degli Stati membri ad “agire con efficienza e rapidità”. “C’è da aspettarsi che le mafie cerchino di trovare nuove vittime per sfruttamento sessuale o lavorativo, o di trasformarle in mendicanti per la strada”, ha denunciato Schmitt nel suo intervento nella commissione del Parlamento europeo per i diritti delle donne.
Schmitt ha ricordato che la maggior parte dei quasi cinque milioni di rifugiati ucraini che sono arrivati nell’Ue sono donne e ragazze, i due gruppi più ricercati nella tratta degli esseri umani. Per questo Schmitt ha avvertito della presenza di trafficanti in alcuni dei punti più trafficati per le donne rifugiate una volta arrivate nel territorio dell’Ue, come le stazioni ferroviarie, ad esempio, e ha chiesto precauzioni estreme in questi luoghi quando ci sono persone che si offrono di aiutarli.

“La maggior parte di coloro che vogliono aiutare hanno ottime intenzioni, ma non tutti. Ecco perché incoraggiamo gli Stati membri a tenere un registro delle persone e delle entità che intendono fornire alloggio e trasporto”, ha affermato.
“Dobbiamo monitorare ciò che accade online. Dobbiamo mantenere un dialogo con le aziende tecnologiche per ridurre il reclutamento di donne attraverso il web”, ha aggiunto.

agi

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