Opere pubbliche, investimenti milionari per nuove linee ferroviarie a Brindisi ed in Basilicata

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Le opere pubbliche, di ogni genere, si portano dietro (quasi) sempre una fiumana di polemiche, dovute in massima parte all’impiego di denaro pubblico che comportano. La gestazione di questa tipologia di interventi ne risente, anche per le lungaggini burocratiche, tipiche del nostro Paese, che inevitabilmente ne scaturiscono.

Abbiamo già parlato, su queste colonne, del complesso iter per il rimodellamento della strada statale 16 nel tratto tra Bari e Mola. Ma, volendo spaziare in altre parti della Puglia, ed anche altrove, si trovano casi simili, con la costante di investimenti milionari.

Sono 112, ad esempio, i milioni di euro che si prevede costerà il tratto ferroviario dall’aeroporto alla stazione di Brindisi. Il progetto è compreso nel Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) ed è già stata convocata in merito, da parte di Rete Ferroviaria Italiana, l’apposita Conferenza dei servizi, destinata a concludersi a giugno prossimo.

Il nuovo collegamento, propedeutico all’avvio di un maggior traffico su rotaia dal brindisino in direzione di Bari, da un lato, e sulla direttrice Taranto-Metaponto-Potenza, dall’altro, è pensato per giungere alla creazione, tra qualche anno, di una vera e propria stazione ferroviaria “Aeroporto del Salento”.

L’iter in proposito, però, è appena all’inizio, e quest’opera non vedrà la luce di certo prima della fine del 2026. Tra l’altro, data l’esiguità delle distanze (il binario previsto si sviluppa lungo un tratto di 8 chilometri) andrebbe fatta una valutazione circa la possibilità di coprire lo stesso percorso con una linea di autobus, risparmiando certamente parecchio rispetto allo stanziamento oggi preventivato.

Ad ogni modo, problematiche simili si presentano anche fuori dalla Puglia. È il caso, ad esempio, dell’investimento da 365 milioni previsto per la ferrovia Ferrandina-Matera. Qui, la Regione Basilicata ha approvato il progetto definitivo dell’opera, finanziata all’interno dell’accordo di programma tra l’ente regionale e RFI 2021-2027 (solo 50 milioni provengono dal Pnrr).

L’inizio dei lavori è già fissato al 2023, per concludersi nel 2026. L’opera, che prevede la realizzazione anche di 12 viadotti, è ritenuta importante per connettere la Lucania alle principali città del Mezzogiorno d’Italia. Sono decenni, però, che si parla di questa tipologia di collegamento senza arrivare a risultati concreti. Non resta che aspettare, sperando che, anche qui, la burocrazia non crei intoppi insuperabili. 

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