La quarta rivoluzione industriale

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Partiamo dal presupposto che questo libro, La quarta rivoluzione industriale, non è adatto alle persone consapevoli. Difficile accettare un cambiamento così repentino dell’essenza umana della nostra specie, tale da disumanizzarla.

Non è accettabile almeno come raccontata dall’autore Klaus Schwab, fondatore e presidente del W.E.F. ovvero del World Economic Forum, detto anche “Forum di Davos”, organizzazione internazionale che raccoglie attorno a sè l’elite dell’economia e della politica mondiali. Non a caso la prefazione del libro è stata scritta da John Elkan designato dal nonno Gianni Agnelli come suo successore.

La Globalizzazione dell’economia di mercato e della società, dell’iper-capitalismo, pensata e pianificata prima dell’apertura del famoso “muro”, ora viene messa in pratica a partire dal “socialismo” del duemila di Clinton, D’Alema e Blair. Oggi si manifesta con un nuovo programma grazie allo sviluppo delle bio tecnologie e dell’informatica.

È la somma dei progressi dell’intelligenza artificiale (IA) della robotica, e dell’Internet delle Cose (IoT), della stampa 3D, dell’ingegneria genetica, dei computer quantistici e  di altre tecnologie.

In questo solco sono tutti d’accordo, sia in occidente che in oriente, chiesa inclusa. Oggi si ha una nuova chiave di lettura sulle dimissioni di Joseph Ratzinger in favore del gesuita Bergoglio.

Schwab  ha scritto che “come le rivoluzioni che l’hanno preceduta, la quarta rivoluzione industriale ha il potenziale di innalzare i livelli globali di reddito e migliorare la qualità della vita per i popoli di tutto il mondo”.

“Nel futuro, le innovazioni tecnologiche porteranno anche a un miracolo sul lato dell’offerta, con benefici a lungo termine per l’efficienza e la produttività. I costi di trasporto e comunicazione caleranno, la logistica e le supply chain (catena di fornitura) globali diventeranno più efficienti e il costo del commercio diminuirà; tutto questo aprirà nuovi mercati e promuoverà la crescita economica”.

Lo stesso autore, però, indica anche problemi in termini di disuguaglianza specialmente nel suo potenziale di sconvolgere i mercati del lavoro”, il mercato del lavoro potrebbe diventare sempre più fossilizzato sui ruoli “bassa competenza/basso stipendio” e “alta competenza/alto stipendio”, e questo potrebbe esacerbare le tensioni sociali.

Secondo Schwab, “i cambiamenti sono tanto profondi che, dal punto di vista della storia dell’uomo, non c’è mai stato un periodo più promettente o potenzialmente pericoloso”.

Il libro vuole persuadere il lettore nel spiegare che la quarta rivoluzione industriale è un progresso tecnologico in termini evolutivi. Il lettore comprenderà subito che qui stanno disumanizzando l’umanità con l’intelligenza artificiale e la chiamano evolutiva, anziché suicidio.

Uno dei passi verso questo percorso lo stanno facendo i governi e le istituzioni, i quali stanno riorganizzando sistemi educativi, servizi sociali e dei trasporti grazie al Recovery Fund.

Una delle criticità esposte nel libro è “rappresentata dall’aumento delle disuguaglianze tra gli individui, che potrebbe dar luogo a problemi la cui gravità è difficile da quantificare”. La società elitaria ha avuto inizio e nessuno se ne sta accorgendo.

L’acronico RFID, Radio Frequency Identification permetterà nel prossimo futuro il monitoraggio per controllare gli spostamenti delle persone. Il tutto sotto l’egida della maggior libertà (sic).

Il cambiamento del codice genetico delle future generazioni, non attraverso la pacifica evoluzione del genere umano, ma forzatamente a mezzo l’intelligenza artificiale, violerà le leggi della natura che non sono modificabili e non lo saranno mai, mettendo a rischio l’esistenza stessa dell’umanità.

Ecco alcuni esempi delle nuove tecnologie e dello sconvolgimento sociale. Entro il 2025 mille miliardi di sensori saranno connessi ad internet (5G e 6G), il 10% degli occhiali da lettura sarà connesso a internet, il primo cellulare impiantabile sarà disponibile sul mercato, la prima macchina dotata di intelligenza artificiale diventerà un membro di un consiglio di amministrazione aziendale, il primo robot poliziotto, il drastico aumento dell’età pensionabile, l’avvento della scrittura automatizzata, in cui degli algoritmi creano testi secondo lo stile adeguato al lettore di turno.

L’autore annuncia che “i governi devono altresì acquisire consapevolezza che è in atto una transizione del potere decisionale da attori pubblici a soggetti privati. Addio alle libertà democratiche borghesi e dello stato diritto. Infatti “il potere politico sarà sempre più transitorio ed evanescente”.

A pagina 151 del libro, vediamo una tabella che confronta il numero degli utenti attivi sui social e il numero degli abitati dei paesi più grandi del mondo. Facebook ha 1.4 miliardi di utenti, Twitter 646 milioni e Instagram 152 milioni L’analisi è semplice, le nazioni possono scomparire, perché l’intelligenza artificiale le ha sostituite con i social. Terribile.

Tempo fa su Netflix è stato trasmesso un film che si intitola EX_MACHINA: al ragazzo protagonista del film, l’illuminato detentore della tecnologia propone di fare sesso con un robot donna a cui ha impiantato nella vagina sensori che gli trasmettono il piacere.

Chi sarà il leader dell’IA governerà il mondo. E questo la Russia e la Cina lo hanno ben compreso.

Questo non è il mio mondo. Coraggiosa lettura a tutti.

Angelo Garofoli

  • La quarta rivoluzione industriale
  • Klaus Schwab
  • FrancoAngeli Editore

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