Biden invoca i poteri speciali per contrastare la crisi del latte in polvere

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Contro la crisi del latte in polvere per neonati, il presidente americano Joe Biden mette in campo in campo i ‘poteri speciali’ della Casa Bianca. Davanti a genitori sempre più preoccupati per la penuria di prodotti per l’infanzia, il leader Usa ha invocato il ‘Defense Production Act’ per aiutare le industrie a reperire gli ingredienti necessari.

La norma assegna al governo un maggiore controllo sulla produzione industriale durante le emergenze. Biden punta inoltre a creare una ‘Operation Fly Formula’ affinché le agenzie federali, come quelle della Salute e dell’Agricoltura, utilizzino i voli commerciali del dipartimento della Difesa per importarne dall’estero.

Già la scorsa settimana l’amministrazione Usa si era mossa per affrontare la crisi del latte in polvere, aggravata dalla generale crisi delle forniture e in particolare dalla chiusura prolugata della principale fabbrica di produzione in Michigan. La questione è stata presa in carico dalla Casa Bianca che ha raggiunto un accordo con Abbott Nutrition per far ripartire l’impianto e sta lavorando direttamente con il principale produttore, Reckitt, e i rivenditori – tra i quali Target e Wallmart – per fornire loro un sostegno logistico.

È stato inoltre creato un sito web dedicato per aiutare le famiglie che ne hanno bisogno, dando indicazioni per trovare il latte in polvere. La Casa Bianca si e’ anche impegnata a cercare di importarne maggiori quantità, facendo affidamento a forniture estere; parallelamente ha esortato gli Stati a mostrare una maggiore flessibilità nei tipi di latte in polvere che le famiglie possono comprare e a lottare contro la contraffazione dei prezzi da parte dei produttori.

L’allarme dei pediatri

La crisi del latte in polvere per neonati angoscia i genitori d’America e morde la popolarità dell’amministrazione Biden che sta correndo ai ripari. In attesa che le confezioni facciano ritorno sugli scaffali, sui social si moltiplicano i post che istruiscono su come produrlo da soli a casa, mentre i pediatri lanciano l’allarme contro una pratica pericolosa.

“Non soddisferà le esigenze nutrizionali essenziali del bambino, puo’ essere molto pericoloso per la sua crescita e sviluppo e puo’ persino farlo ammalare”, ha sottolineato Tanya Altmann, autrice di diversi libri sui genitori e fondatrice di Calabasas Pediatrics in California. Su Google, la ricerca di soluzioni ‘homemade’ è aumentata del 2.400% negli ultimi 30 giorni.

Tra queste, in rete circola una ricetta degli anni ’50 ma gli esperti la sconsigliano vivamente, così come esortano a evitare di diluire il latte in polvere o tentare di inventarsi altri sostituti casalinghi. Per l’Accademia americana dei pediatri, meglio contattare i medici locali per ottenere dei campioni, evitare i grandi supermercati dove è più facile che le scorte siano finite o cambiare marca.

Tra le alternative, per i neonati sopra i sei mesi, c’è anche il latte intero di mucca: sebbene “non sia l’ideale e non dovrebbe diventare una routine”, è meglio di altre soluzioni ‘creative’. Le più colpite sono le famiglie a basso reddito, quelle dove le madri devono tornare al lavoro praticamente subito dopo il parto e non possono quindi allattare al seno.

Gli Stati Uniti si affidano a produttori nazionali per il 98% del latte artificiale che consumano. Secondo Datasembly, all’inizio di maggio il tasso medio di esaurimento delle scorte del prodotto di piu’ largo consumo ha raggiunto il 43%, con livelli ancora piu’ alti in Stati come Tennessee, Texas e Iowa.  

agi

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