Draghi: “Mantenere la pressione, bisogna portare Mosca al tavolo dei negoziati”

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“La guerra in Ucraina è giunta al suo 85esimo giorno, la speranza dell’esercito russo di conquistare vaste aree in tempi brevi si e’ scontrata con la convinta resistenza del popolo ucraino. La federazione russa si è ritirata da ampie zone del paese. L’avanzata russa procede molto più lentamente del previsto”. Lo dice il presidente del Consiglio, Mario Draghi, intervenendo in Senato durante l’informativa sugli sviluppi del conflitto in Ucraina.

Svezia e Finlandia restano, per ora, sulla porta della Nato. La Turchia ha posto il veto per la questione dell’asilo a esponenti del Pkk, considerato terrorista, e per l’embargo sulle armi.

“Comprendiamo le preoccupazioni per la sicurezza (di Finlandia e Svezia), ma anche le preoccupazioni per la sicurezza di Ankara dovrebbero essere tenute in conto”: lo ha detto il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, a New York per incontrare il segretario di Stato Usa, Antony Blinken.

Il presidente Usa, Joe Biden, si è detto fiducioso sulla possibilità che Svezia e Finlandia entreranno rapidamente nella Nato, nonostante le obiezioni della Turchia. “Andrò tutto bene”.

Mentre gli ultimi difensori di Mariupol continuano ad arrendersi, le forze di Mosca si preparano alla battaglia per Severodonetsk, nel Lugansk. Le truppe russe stanno cercando di sfondare vicino a Popasna in direzione della città che, dopo la proclamazione della repubblica popolare di Lugansk nel 2014, è diventato il centro amministrativo dell’area della regione non ancora in mano ai separatisti.

Le forze russe potrebbero “raddoppiare i loro sforzi” per questa battaglia, “in parte per prevenire le critiche che stanno emergendo” in Russia per gli errori commessi durante l’operazione in Ucraina, sottolinea l’Institute for the Study of War (Isw), a proposito dei limitati progressi dell’offensiva a Sud Est.

 

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  •  10:36

    Scholz, la Russia non deve vincere questa guerra

    “La Russia non deve vincere questa guerra e l’Ucraina deve sopravvivere”. Lo ha dichiarato il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, in un discorso al Bundestag. “Putin crede ancora di poter dettare i termini della pace a colpi di bombe ma non accetteremo una pace imposta, né lo farà l’Ucraina”, ha aggiunto.

    Scholz ha difeso la decisione di consegnare armi pesanti all’Ucraina affermando che la pace puo’ essere garantita solo “se siamo disposti a difenderla”. “Aiutere un Paese che è stato brutalmente attaccato a difendersi non è una escalation ma un contributo a respingere l’attacco e porre cosi’ fine alle violenze il piu’ rapidamente possibile”.

    Il cancelliere tedesco ha poi assicurato che gli aiuti militari all’Ucraina sono “bilanciati e coordinati a livello internazionale” e ha promesso che non fara’ nulla che possa spingere la Nato nel conflitto.

    agi

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