La delusione dei tifosi dei Rangers e la maledizione “Siviglia” per la Scozia

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Siviglia si conferma città crudele per la Scozia, con la sconfitta per 5-4 ai rigori dei Rangers che ha consegnato l’Europa League all’Eintracht Francoforte. La città andalusa era stata invasa da almeno 60mila fan scozzesi, qualcuno dice che fossero anche 100mila, e da più di 30mila tedeschi, rimasti in maggioranza fuori dallo stadio Ramon Sanchez-Pizjuan che poteva contenere appena 42.700 spettatori.

Quelli di Glasgow hanno potuto seguire la partita anche dai maxi-schermi allestiti in un altro impianto, La Cartuja, ma per il popolo blu il ritorno a casa è stato mesto dopo l’errore fatale di Aaron Ramsey dal dischetto. Malgrado i numeri imponenti di tifosi, la serata si è svolta senza grossi incidenti a parte il lancio di bottiglie e fumogeni contro i fan scozzesi per il quale sono stati fermati cinque ultrà tedeschi che indossavano i passamontagna.

Siviglia nel 2003 era stata teatro della finale di Coppa Uefa persa 3-2 ai supplementari dall’altra squadra di Glasgow, il Celtic, e nei mondiali del 1982 fu lì che il Brasile travolse 4-1 la Scozia dopo il gol illusorio di Davie Narey.

Per i Rangers è la seconda sconfitta in altrettante finali della seconda competizione continentale, dopo il ko in Coppa Uefa nel 2008 contro lo Zenit San Pietroburgo. L’unico trofeo europeo resta la Coppa delle Coppe vinta nel 1972 a Barcellona contro la Dinamo Mosca.

A distanza di 42 anni l’Eintracht Francoforte torna invece ad alzare al cielo un trofeo continentale vincendo l’Europa League e bissando il successo ottenuto nel lontano 1980 quando ancora si chiamava Coppa Uefa.

È il trionfo di Oliver Glasner e un sogno che si avvera per club e popolo bianconero dopo un percorso europeo pressoché perfetto, mentre gli scozzesi di Giovanni Van Bronckhorst se ne tornano a casa a mani vuote e con tanto amaro in bocca, nonostante una prestazione di personalità e carattere.

La cronaca del match

Nonostante un predominio nel possesso palla da parte della formazione scozzese, sono i tedeschi che provano a fare una gara più offensiva andando diverse volte alla conclusione. Tra imprecisione, respinte difensive e una sola vera parata di McGregor sul mancino di Knauff, l’Eintracht non riesce però a sfondare. Dall’altra parte i Rangers provano a sfruttare i pochi spazi che si aprono, spaventando Trapp giusto con Aribo (mancino a giro fuori di poco) e Lundstram (colpo di testa debole alzato in corner dal portiere).

La ripresa si apre subito su buoni ritmi e con un’ottima occasione per parte, poi al 57’, quasi a sorpresa, arriva il vantaggio degli scozzesi: Sow tenta un retropassaggio di testa, Tuta scivola clamorosamente spianando la strada ad Aribo, che davanti a Trapp allarga il piatto mancino e firma l’1-0 dei Rangers.

L’Eintracht non ci sta, si riassesta immediatamente e dopo aver sfiorato il pareggio con Lindstrom, lo trova al 69’ grazie alla zampata di Borré, bravo ad anticipare Bassey sul cross di Kostic approfittando anche del sanguinoso mancato intervento di Goldson. Nel finale il match si fa caldissimo, entrambe le squadre provano a dare la sterzata decisiva ma altre grandi occasioni non se ne registrano.

Si va così ai supplementari, mentre stanchezza e lucidità continuano rispettivamente ad aumentare e diminuire. Il clamoroso match point al 118’ capita sul mancino di Kent, che si avventa sul cross del neo entrato Roofe trovando da due passi la respinta miracolosa di Trapp, con Davis che sulla ribattuta calcia alto dal limite. Ai rigori segnano tutti tranne l’ex Juventus Aaron Ramsey, che si lascia ipnotizzare da Trapp al quarto tiro degli scozzesi, con Borré che segna il penalty decisivo mandando in estasi la formazione tedesca.

agi

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