Huawei e Zte non potranno installare le antenne 5G in Canada

62 Visite

Dal Canada viene un nuovo, duro colpo a Huawei e Zte: Ottawa vieterà ai giganti cinesi delle telecomunicazioni l’accesso alle sue reti 5G per motivi di sicurezza nazionale.

Lo hanno annunciato nel corso di una conferenza stampa il ministro dell’Industria canadese Francois-Philippe Champagne e il ministro della Pubblica Sicurezza Marco Mendicino.

La mossa, attesa da tempo, segue le decisioni degli Stati Uniti che avevano hanno messo in guardia sulle implicazioni per la sicurezza: secondo gli Usa, non si puo’ dare alle aziende tecnologiche cinesi l’accesso a infrastrutture di telecomunicazione chiave che potrebbe essere utilizzate per lo spionaggio. Sia Huawei che Pechino hanno respinto le accuse.

“Oggi annunciamo la nostra intenzione di vietare l’inclusione di prodotti e servizi Huawei e ZTE nei sistemi di telecomunicazione canadesi”, ha dichiarato Champagne. “Le società di telecomunicazioni canadesi non potranno includere nelle loro reti prodotti o servizi che mettano a rischio la nostra sicurezza nazionale“, ha aggiunto, precisando che “i fornitori che hanno già installato queste apparecchiature dovranno cessarne l’uso e rimuoverle”.

Mendicino ha affermato che l’innovazione “rappresenta una grande opportunità per la concorrenza e la crescita”, ma “comporta anche dei rischi”. “Ci sono molti attori ostili che sono pronti a sfruttare le vulnerabilità” delle reti di telecomunicazione, ha sottolineato.

Il Canada ha esaminato la questione per diversi anni, ritardando ripetutamente una decisione che era attesa per il 2019. Ottawa è rimasta in silenzio sulla questione delle telecomunicazioni dopo che la Cina ha imprigionato due canadesi – il diplomatico Michael Kovrig e l’uomo d’affari Michael Spavor – in quella che gli osservatori ritenevano una ritorsione per l’arresto del dirigente di Huawei Meng Wangzhou a Vancouver nel dicembre 2018 su richiesta degli Stati Uniti.

Tutti e tre sono stati rilasciati nel settembre 2021 dopo che Meng ha raggiunto un accordo con i procuratori statunitensi sulle accuse di frode. 

agi

Promo