Berlusconi in campo per ricompattare FI. E rassicura su Ucraina

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Torno “in campo” per vincere con il centrodestra nel 2023: “andrò in tv e agli incontri” di partito per ripetere il “miracolo” del 1994 e rilanciare Forza Italia, formazione “liberale, cristiana, garantista europeista e atlantista”, “traino e perno” della coalizione.

A un mese dalla convention romana, a Napoli, Silvio Berlusconi è ancora più determinato nel rinnovare la promessa di una sua presenza in prima persona nella lunga campagna verso le politiche del prossimo anno. Un segnale che sembra avere anche l’obiettivo di ricompattare FI e placare le tensioni interne che si sono acutizzate nei giorni scorsi, con la nomina di Licia Ronzulli a coordinatrice lombarda, mal digerita da Mariastella Gelmini.

Le critiche di Mariastella Gelmini

Ed è proprio la ministra per gli Affari regionali che, in mattinata, continua ad alimentare il caso, criticando nuovamente il Cavaliere su un altro fronte: quello della linea di FI sulla guerra in Ucraina.

Nel mirino di Gelmini le frasi pronunciate da Berlusconi, ieri proprio a Napoli. “Inviare armi a Kiev significa essere cobelligeranti”, aveva detto il presidente di FI.

“L’Europa deve fare una proposta di pace a Putin e agli ucraini, cercando di far accogliere dagli ucraini quelle che sono le domande di Putin”, aveva aggiunto, correggendosi poi in serata, con una nota in cui precisava la linea del partito “non era cambiata” e che era stato “doveroso” inviare armi all’Ucraina.

Linea poi confermata oggi nel suo intervento alla Mostra d’Oltremare.”L’Ucraina è il Paese aggredito e noi dobbiamo aiutarlo a difendersi. Forza Italia è – e rimarrà sempre – dalla parte dell’Europa, dalla parte dell’Alleanza Atlantica, dalla parte dell’Occidente, dalla parte degli Stati Uniti”, scandisce il Cavaliere dal palco.

Il richiamo della ministra

Sferzante, in ogni modo, il richiamo a distanza di Gelmini, arrivato poco prima del suo intervento. “Oggi, più che ascoltare le parole di Putin, occorre ascoltare il grido di dolore dell’Ucraina, violentata e oppressa dall’invasore”, afferma la ministra, da Firenze, dove si trova per visitare la fiera ‘Didacta Italia’.

“Le parole di Berlusconi di ieri purtroppo non smentiscono le nostre ambiguità”, attacca ancora. Gelmini è l’unico dirigente di FI non presente a Napoli per ascoltare Berlusconi: in prima fila siedono la presidente del Senato Elisabetta Casellati, che l’ex premier ringrazia, i ministri Renato Brunetta e Mara Carfagna, e i capigruppo. Gelmini ha partecipato ieri a un panel, limitandosi a parlare del tema dello sviluppo. 

Il leader elogia Mara Carfagna

Berlusconi apre il suo intervento ringraziando pubblicamente Carfagna dal palco, per il suo impegno che ha reso possibile che il “40% delle risorse del Pnrr siano destinate al Sud”. Un segnale questo, si spiega dalle parti di Arcore, che le tensioni sono ristrette al “caso Gelmini” e non estese ad altri ministri, come avvenuto in passato. 

D’altronde, la scelta evidente è di non rispondere alle critiche di Gelmini, cercando piuttosto di ricompattare FI. Il nervosismo della ministra, in alcuni azzurri, viene ricondotto alla ‘perdita’ di peso all’interno del partito, coincidente con la sua nomina al governo (un primo momento di tensione si era avuto con l’elezione di Paolo Barelli, ritenuto vicino ad Antonio Tajani, a capogruppo alla Camera, incarico ricoperto da Gelmini dal 2018).

Durante il suo intervento di oltre un’ora, Berlusconi è netto sulla condanna del comunismo, definita la “filosofia più disumana e perversa della storia”, e sostiene che non è certo FI che deve chiedere scusa per il suo passato. “Noi siamo sempre stati dalla parte della libertà, della democrazia, dell’Europa, dell’Occidente”, scandisce, parlando dello “zelo atlantista” manifestato in “queste settimane” da un partito come il Pd, i cui predecessori negli anni Ottanta, rileva, fecero “feroce opposizione alla decisione del governo Craxi di installare i cosiddetti ‘euromissili’ per rispondere alla minaccia dei missili sovietici puntati direttamente contro il nostro Paese”.

Senza Forza Italia non sarebbe centro-destra

Poi il passaggio sulla coalizione. “L’ho detto a Roma qualche settimana fa e lo ripeto oggi: Forza Italia non fa parte del centro-destra, ma Forza Italia è il centro-destra. Senza FI non sarebbe più centrodestra ma una destra-destra”, afferma.

Le comunali del 12 giugno sono, a giudizio dell’ex premier, il “biglietto da visita” per vincere le elezioni politiche, in vista delle quali FI è impegnata per far vincere il centrodestra, perchè la maggioranza che appoggia ora il governo Draghi – che comunque gli azzurri sosterranno “lealmente fino alla fine della legislatura” – è “innaturale” e presto si tornerà a essere “avversari” di Pd e M5s. 

Il pericolo cinese

Tra aneddotti storici – come quello di quando annunciò alla madre Rosa l’intenzione di candidarsi in politica – l’intervento si conclude con una analisi di politica internazionale sul pericolo rappresentato dalla Cina e la necessità della costituzione di un esercito comune europeo, oltre all’appello agli elettori ad andare a votare i quesiti referendari sulla giustizia. Infine, la ‘carica’ al partito.

“In primavera 2023 saremo pronti per la sfida decisiva, per tornare alla guida del Paese. Io sarò con voi in ogni passaggio, tornerò ad andare in televisione, e a partecipare a incontri come questo nelle principali città italiane”, assicura.

“Riapriremo i circoli della libertà”

“Da oggi siamo tutti mobilitati per vincere. Possiamo farlo, io sarò in campo con voi, ma soprattutto vi dico che possiamo farlo perché voi, il meraviglioso popolo di Forza Italia, avete la determinazione, l’energia, l’entusiasmo, la passione, per realizzare ancora una volta un grande miracolo”. Per raggiungere il miracolo, FI, comunque “in crescita”, deve, secondo Berlusconi, tornare ad “aprile le sue porte” e migliorare i numeri. Riapriranno i circoli, che stavolta si chiameranno “della libertà”, ed “entro novembre” si celebreranno i congressi provinciali

Agi 

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