Il sospetto di un legame tra i casi di vaiolo delle scimmie e un maxi-evento alle Canarie

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Trenta casi confermati di infezione da vaiolo delle scimmie e altri 45 casi sospetti in Spagna: sono gli ultimi aggiornamenti resi noti questa mattina da Enrique Ruiz Escudero, ministro della Sanità di Madrid, la cui regione, da sola, registra la conferma di 21 casi e il sospetto su altri 19.

L’intera rete sanitaria è in stato di allerta mentre è ancora in fase di studio la possibilità di un legame tra il focolaio nella sauna di Madrid da cui sono emersi numerosi casi e la maxi-festa di alcuni giorni fa alle Isole Canarie. La sauna in questione è “El Paraìso”, nel cuore della capitale iberica, che ha annunciato la chiusura dell’attività “come misura precauzionale in vista dell’allerta lanciata dalla Sanità (il 17 maggio, ndr), perché per noi – si legge in un post su Facebook – il benessere dei nostri clienti è una priorità. Ci appelliamo alla responsabilità individuale di ogni persona per evitare la trasmissione di qualsiasi infezione. Ci scusiamo per gli eventuali disagi”.

La festa a Gran Canaria 

L’altro evento oggetto di attenzione da parte delle autorità spagnole è stato a Maspalomas, a Gran Canaria, dove dal 5 al 15 maggio quasi centomila persone hanno festeggiato prendendo d’assalto lo Yumbo Centrum (uno dei più grandi centri commerciali dell’isola) e, soprattutto, la Playa del Inglés, la popolare spiaggia con le dune.

“Dobbiamo valutare la mobilità dei contatti; a volte non è facile stabilire l’itinerario che hanno seguito, ma è fondamentale”, ha spiegato Ruiz Escudero. Alla domanda sull’alto numero di casi confermati in Spagna rispetto ad altri Paesi europei, il ministro ha risposto che la chiave è come si sia mosso il “paziente zero”, perché se è andato a Madrid è logico che ci siano più casi, mentre “se fosse andato a Londra”, sarebbe questa città ad avere più casi positivi.

Provenienti dalle Canarie sono tre dei quattro casi di vaiolo delle scimmie accertati in Italia, l’ultimo in ordine riguarda un uomo di 32 anni di Arezzo. Fonti del dipartimento del governo delle Canarie hanno dichiarato all’agenzia di stampa Efe che “è possibile” che l’evento di Maspalomas “possa aver contribuito alla trasmissione del virus”, anche se hanno sottolineato che “è ancora troppo presto per conoscere il peso con cui può aver contribuito alla diffusione”.

“I casi umani di vaiolo delle scimmie attualmente diagnosticati sono principalmente tra gli uomini che hanno avuto rapporti sessuali con altri uomini, il che suggerisce che la trasmissione potrebbe aver luogo durante le relazioni intime” quanto afferma il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) in una nota di presentazione della nuova valutazione dei rischi sui casi di vaiolo delle scimmie in Europa.

Come si trasmette

“La trasmissione può avvenire attraverso il contatto ravvicinato della mucosa o della pelle non integra con il materiale infettivo delle lesioni o attraverso grandi goccioline respiratorie durante il contatto prolungato faccia a faccia”, hanno aggiunto gli esperti.

“La maggior parte dei casi attuali si è presentata con sintomi di malattia lievi e, per la popolazione più ampia, la probabilità di diffusione è molto bassa” afferma Andrea Ammon, la direttrice del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), nell’ultimo rapporto sulla diffusione del vaiolo delle scimmie. “Tuttavia, la probabilità di un’ulteriore diffusione del virus attraverso uno stretto contatto, ad esempio durante le attività sessuali tra persone con più partner sessuali, è considerata alta”, aggiunge.

“Sono preoccupata dall’aumento del numero di casi di vaiolo delle scimmie segnalati nell’Ue e nel mondo. Stiamo monitorando da vicino la situazione e, sebbene attualmente la probabilità di diffusione nella popolazione più ampia sia bassa, la situazione è in evoluzione”.

Lo ha dichiarato la commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides, in una nota di presentazione della nuova valutazione Ue dei rischi sui casi di vaiolo delle scimmie in Europa. “Dobbiamo tutti rimanere vigili, garantire che siano disponibili la tracciabilità dei contatti e un’adeguata capacità diagnostica e garantire di avere a disposizione i vaccini, gli antivirali e i dispositivi di protezione individuale necessari per gli operatori sanitari”, ha aggiunto la commissaria.

Una malattia che si può curare a casa

“Le persone infettate” dal vaiolo delle scimmie “dovrebbero rimanere isolate fino alla caduta delle croste e in particolare dovrebbero evitare contatti ravvicinati con persone immunodepresse e animali domestici” fa sapere l’Ecdc “Si consiglia inoltre di astenersi dall’attività sessuale e da uno stretto contatto fisico fino alla guarigione dell’eruzione cutanea”, hanno precisato gli esperti. “La maggior parte dei casi può rimanere a casa con cure di supporto”

Dove sono stati registrati i casi

Tra il 15 e il 23 maggio, sono stati segnalati in totale 85 casi di vaiolo delle scimmie accertati nell’Ue in otto Stati membri: Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia. “Se si verifica la trasmissione da uomo ad animale e il virus si diffonde in una popolazione animale, c’è il rischio che la malattia diventi endemica in Europa” scrive il Centro europeo per la prevenzione e il controllo della malattie “Pertanto, è necessaria una stretta collaborazione intersettoriale tra le autorità sanitarie pubbliche umane e veterinarie per gestire gli animali domestici esposti e prevenire la trasmissione della malattia alla fauna selvatica”.

Nella nuova valutazione dei rischi l’Ecdc ha raccomandato ai Paesi dell’Ue di concentrarsi sulla tempestiva identificazione, gestione, tracciamento dei contatti e segnalazione di nuovi casi. “I Paesi dovrebbero anche aggiornare i loro meccanismi di tracciamento dei contatti, la capacità diagnostica per gli orthopoxvirus e rivedere la disponibilità di vaccini contro il vaiolo, antivirali e dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari”, ha precisato.

Quanto è grave

“Il virus del vaiolo delle scimmie può causare malattie gravi in alcuni gruppi di popolazione, come bambini piccoli, donne in gravidanza e persone immunodepresse. Sono necessarie ulteriori indagini per stimare con precisione il livello di morbilità e mortalità in questo focolaio” si legge ancora nella nota. 

I focolai non endemici possono essere contenuti e la trasmissione del virus da uomo a uomo può essere interrotta, ha affermato l’Organizzazione mondiale della sanità. “Vogliamo fermare la trasmissione da uomo a uomo. Possiamo farlo nei Paesi non endemici… Questa è una situazione contenibile”, ha detto Maria Van Kerkhove, responsabile delle malattie emergenti dell’Oms, in un briefing.

Intanto il comitato per la sicurezza sanitaria dell’Ue ha annunciato che discuterà domani del vaiolo delle scimmie e l’autorità di risposta e preparazione alle emergenze sanitarie (Hera) e l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) stanno lavorando a stretto contatto per garantire che le informazioni sulla situazione epidemiologica e la disponibilità di vaccini e trattamenti siano assicurate”. 

agi

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