Fratelli d’Italia supera il 22% dei consensi e stacca il Pd. Cosa dicono i sondaggi

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La scorsa settimana Fratelli d’Italia ha conquistato il primato “virtuale” tra i partiti italiani, superando il 22% dei consensi nella nostra Supermedia dei sondaggi e staccando nettamente il Partito Democratico, fermo in seconda posizione intorno al 21%.

Il primato di FDI non è frutto di un’oscillazione statistica casuale, bensì di un vero e proprio “balzo”, confermato anche dai dati di questa settimana che si basano su un campione di rilevazioni ancora più nutrito di quello di 7 giorni fa.

 

Oltre al consolidamento di FDI, sono due i dati relativi alle liste che meritano attenzione: il primo è il 12,9% del Movimento 5 Stelle, uno dei dati peggiori per i pentastellati da inizio legislatura (il record negativo, 12,7%, risale allo scorso 24 marzo); il secondo è il calo di Forza Italia: si tratta della seconda settimana consecutiva che il partito di Silvio Berlusconi perde terreno, e interrompe così una striscia positiva per che durava da diversi mesi.

Tra i partiti minori si assiste all’ormai consueto “rimescolamento”, dovuto all’affollamento di tante piccole liste che oscillano sulla soglia del 2%, e che sono particolarmente sensibili alle diverse misurazioni che ne danno i diversi istituti demoscopici.

 

Questa settimana, però, non ci soffermiamo più di tanto sulle intenzioni di voto nazionali: a partire da questo weekend, infatti, scatterà il divieto di pubblicazione sui sondaggi relativi agli appuntamenti elettorali del prossimo 12 giugno. In tale data si voterà per i 5 referendum abrogativi sulla giustizia in tutta Italia; ma si voterà anche per il rinnovo delle amministrazioni in quasi 1000 comuni, tra cui 26 capoluoghi e ben 9 città con più di 100 mila abitanti.

Dei referendum, e di quanto sia al momento improbabile che riescano a raggiungere il quorum del 50% + 1 dei votanti, abbiamo già parlato. A due settimane di distanza, quelle stime sono state aggiornate, ma il quadro non è molto cambiato: secondo l’ultima rilevazione SWG, la quota di italiani intenzionati a recarsi a votare per questi referendum oscilla tra il 26 e il 30 per cento.

Anche un sondaggio Ipsos per il Corriere, pochi giorni prima, forniva una stima molto simile, con una forchetta del 27-31% di affluenza stimata. Di certo è possibile che nelle prossime due settimane il comitato promotore convinca molti altri italiani ad andare a votare: ma al momento la possibilità che venga raggiunto il quorum appare piuttosto remota.

Veniamo alle elezioni amministrative. Nelle scorse settimane sono stati pubblicati molti sondaggi, soprattutto per quanto riguarda le città più grandi. Iniziamo da Genova: nel capoluogo ligure il sindaco uscente Marco Bucci (centrodestra) sembra avviato a una riconferma, forse persino senza bisogno di ballottaggio, visto che le rilevazioni di Ipsos, Quorum e Tecnè concordano nel vedere Bucci oltre il 50% già al primo turno.

Un altro grande capoluogo di regione è Palermo, dove c’è una particolarità: in Sicilia, per essere eletti sindaci al primo turno è sufficiente non il 50, bensì il 40% dei voti validi; una quota che, secondo la rilevazione Ipsos per il Corriere della Sera, sembra decisamente a portata di Roberto Lagalla, candidato di centrodestra accreditato del 39,9%; Lagalla però non può certo cantare già vittoria, dal momento che il suo sfidante più prossimo, Franco Miceli (centrosinistra + M5S) lo insegue da vicino con il 37,4%: con questi numeri, non solo l’ipotesi di un ballottaggio – dai risultati imprevedibili – non è affatto da scartare, ma la vittoria al primo turno potrebbe persino andare a Miceli.

Terzo capoluogo di regione al voto è L’Aquila: anche qui, come a Genova, sono alte le possibilità di riconferma al primo turno per il sindaco uscente, Pierluigi Biondi (centrodestra), che secondo il sondaggista Antonio Noto sarebbe sopra il 50%, distanziando così nettamente l’ex presidente della provincia Stefania Pezzopane (centrosinistra), data intorno al 30%.

Centrodestra favorito in tutte le principali realtà?

Non proprio, basta andare a vedere cosa succede negli altri comuni capoluogo: a Parma, ad esempio, il decennio di Pizzarotti (ex M5S, poi Effetto Parma) si conclude con una sfida “classica” tra centrosinistra e centrodestra, dove il favorito sembra essere l’assessore uscente Michele Guerra (sostenuto da una coalizione che comprende sia PD che Effetto Parma), anche se la sfida con l’ex sindaco di centrodestra Vignali si deciderà probabilmente al ballottaggio.

Anche a Padova c’è un candidato di centrosinistra che parte in grande vantaggio: si tratta del sindaco uscente, Sergio Giordani, che secondo l’istituto Euromedia già a marzo poteva contare sul voto di 6 elettori padovani su 10 al primo turno: un vantaggio che potrebbe di certo essersi eroso, almeno in parte, a beneficio dello sfidante Francesco Peghin (centrodestra), che però ben difficilmente potrebbe ribaltare la situazione.

Infine, meritano senz’altro un cenno due sfide particolari, accomunate dal fatto di vedere il centrodestra andare diviso in due comuni capoluogo: si tratta di Verona, dove il sindaco uscente Sboarina si ricandida senza il sostegno di Forza Italia (che appoggia l’ex sindaco Flavio Tosi); secondo un sondaggio Demetra, sarà l’ex calciatore Damiano Tommasi (sostenuto da un’ampia coalizione di centrosinistra che comprende anche il M5S) a sfidare Sboarina al ballottaggio – dove è meno probabile, ma non impossibile, che riesca ad accedere Tosi. A Carrara invece è la Lega a fare corsa solitaria, candidando Simone Caffaz, mentre FI e FDI, insieme ad alcune liste civiche, candidano Andrea Vannucci: sarà probabilmente uno di loro a sfidare al ballottaggio la candidata del PD Serena Arrighi, in una sfida che vede tutti i candidati piuttosto vicini.

Infine, l’istituto Demopolis ha diffuso delle “stime” (ma senza quantificare il consenso dei vari candidati) relative ad alcuni dei principali comuni: a Lucca, l’istituto diretto da Pietro Vento vede favorito al ballottaggio il candidato di centrosinistra Francesco Raspini, in vantaggio su Mario Pardini (centrodestra), mentre parla di “partita aperta” a Messina con ben 3 candidati in lizza per la vittoria: Federico Basile (liste civiche), Maurizio Croce (centrodestra) e Franco De Domenico (centrosinistra). Anche secondo SWG, tutti e 3 questi candidati avrebbero ottime chance di arrivare al ballottaggio, con Basile che, nella migliore delle ipotesi, potrebbe persino superare il 40% (e quindi vincere) già al primo turno.

Le sfide da seguire con interesse, dunque, non mancano: come abbiamo già visto tante volte in passato, il bilancio di questa tornata sarà un elemento che avrà una forte influenza anche sugli orientamenti nazionali, soprattutto in tema di alleanze e coalizioni, in vista dell’appuntamento elettorale per eccellenza: le elezioni politiche del 2023.

NOTA: La Supermedia YouTrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. La ponderazione odierna, che include sondaggi realizzati dal 12 al 25 maggio, è stata effettuata il giorno 26 maggio sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti Demopolis (data di pubblicazione: 24 maggio), EMG (17 maggio), Noto (19 maggio), Piepoli (18 maggio), SWG (16 e 23 maggio) e Tecnè (14 e 21 maggio). La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale www.sondaggipoliticoelettorali.it.

Agi 

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