Morning Bell: cosa si aspettano i mercati

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In avvio di settimana le Borse provano il rimbalzo, dopo aver chiuso male il mese di maggio. I listini asiatici sono in positivi e così i future a Wall Street e in Europa, anche se il mese di giugno si prospetta volatile e incerto e questa settimana i principali market mover saranno i dati sull’inflazione Usa a maggio, in agenda per venerdì prossimo, la riunione della Bce di giovedì e, più in generale, le mosse delle banche centrali, che in questa fase decisamente piacciono poco ai mercati perché puntano innanzitutto a raffreddare i prezzi, attraverso un inasprimento dei tassi.

Oltre alla Bce e, sullo sfondo, alla Fed, che ha già avviato un primo rialzo dei tasso a maggio e ne prevede altri due a giugno e luglio di mezzo punto l’uno, nei prossimi sette giorni si riuniranno le banche centrali di Australia, India e Polonia, tutte pronte a rialzare il costo del denaro.

“A giugno – commenta Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte – prevedo una prima parte del mese non buona e una seconda parte in miglioramento. Questa settimana, in attesa della riunione della Bce e di quella della Fed di metà mese, c’è il rischio che i mercati possano innervosirsi. Dopo i ribilanciamenti di portafoglio (che hanno comportato acquisti di azioni da parte dei gestori di fondi flessibili globali) di fine maggio, giugno è iniziato senza il supporto di tali flussi. L’inizio del mese è stato caratterizzato anche dai ‘warnig’ che provengono dalle aziende Usa, penso a quelli di Musk e di Dimon, che vedono nero per il futuro dell’economia a stelle e strisce. Tutto ciò – ha proseguito nell’analisi – mi fa pensare che in queste prime due settimane le cose non si metteranno particolarmente bene per I mercati. Prevedo un’ottava con un segno meno un po’ più marcato e lo stesso nei sette giorni successivi. Poi, nella seconda parte del mese, dovrebbe esserci un miglioramento, grazie ai flussi in arrivo da parte dei grandi fondi. Nella seconda metà di giugno infatti I fondi pensione e i fondi sovrani globali dovranno acquistare molto per ribilanciare i loro portafogli. JP Morgan stima tali flussi fino a circa 200 miliardi di dollari, ossia quattro volte più forti che a maggio”.

Oggi le Borse di Tokyo e Seul avanzano di circa mezzo punto percentuele e quelle di Shanghai e Hong di oltre un punto percentuale, mentre proseguono le riaperture a Shanghai, che si spera possano far aumentare di giri i motori dell’economia cinese. A Wall Street i future sono in rialzo di circa mezzo punto percentuale, dopo che venerdi’ scorso i tre indici di New York hanno chiuso in calo, sulla scia dei buoni dati sull’occupazione Usa a maggio, che hanno spianato la strada alla Fed per procedere spedita verso degli aggressivi rialzi dei tassi nei prossimi mesi.

Anche i future sull’EuroStoxx 50 sono in rialzo, malgrado i dati sull’inflazione in Europa, che a maggio è esplosa sopra l’8%, con la parte ‘core’ che è salita al 3,8%, rafforzando la posizione dei ‘falchi’ della Bce, che spingono verso un corposo rialzo dei tassi alla riunione di giovedì prossimo.

Tuttavia è soprattutto l’euro ad apparire rafforzato da questa prospettiva, viaggiando sopra 1,07 sul biglietto verde. La moneta europea è anche salita sopra quota 140 sullo yen in Asia, mentre il dollaro ha sopravanzato quota 131 yen, per poi frenare. Il prezzo del petrolio balza in Asia, dopo che l’Arabia Saudita ha aumentato bruscamente i prezzi delle vendite a luglio, un indicatore di quanto sia scarsa l’offerta anche dopo che l’Opec+ ha accettato di accelerare i suoi aumenti di produzione nei prossimi due mesi. Il Brent è volato sopra quota 121 dollari per poi cedere un po’ terreno e il Wti è salito in Asia sopra 120 dollari al barile e attualmente viaggia leggermente sotto questa quota.

agi

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