Contro le baby gang la Lega vuole abbassare a 12 anni l’età per la punibilità

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 Presentata nel febbraio del 2019 e assegnata in sede referente alla commissione Giustizia della Camera a fine giugno dello stesso anno – anche se l’esame del testo non è mai stato avviato – la proposta di legge della Lega, a prima firma Gianluca Cantalamessa, mira a introdurre una ‘stretta’ contro le cosiddette baby gang.

La proposta abbassa infatti da 14 a 12 l’età minima in cui si può procedere penalmente contro un minore. Per imputabilità si intende “la capacità d’intendere e di volere come condizione necessaria perché una persona possa essere considerata responsabile e chiamata a rispondere penalmente di un fatto da lei commesso”.

Per i minori di 14 anni (legge vigente) o di 12 (se dovesse essere approvata la modifica proposta) l’incapacità di intendere e volere è presunta oggettivamente e, pertanto, non possono essere assoggettati a procedimento penale, di nessun tipo.

A rilanciare il tema è stato Matteo Salvini che, all’indomani dei fatti accaduti in Lombardia, ha auspicato che tutte le forze politiche convergano sul testo leghista, abbassando l’età della punibilità, in particolare per i reati sessuali.

Lo scorso 2 giugno sulle spiagge di Castelnuovo e Peschiera del Garda si sono riversati centinaia di ragazzi arrivati da tutta la regione per partecipare a una rave, un raduno intitolato “L’Africa a Peschiera”.

E oltre a una maxi rissa, l’evento è finito sulle cronache poiché alcuni dei partecipanti al rave sarebbero tra gli autori delle molestie avvenute su un treno ai danni di alcune ragazze minorenni di ritorno da una gita.

“Più di 55mila minorenni, nel 2021, erano in carico agli uffici di sorveglianza. Nel 2021 le violenze sessuali effettuate da ragazzi con meno di 18 anni nel nostro Paese sono state 1049: 3 al giorno. Quasi il doppio rispetto a 20 anni fa. Il tasso di recidiva, poi, è impressionante: il 60%.

Dati che rappresentano una fotografia dell’Italia agghiacciante: è necessario intervenire da un punto di vista legislativo per porre un freno alla piaga dilagante della delinquenza minorile. Da nord a sud il fenomeno delle baby gang è ormai fuori controllo”, rilancia Cantalamessa, che ricorda la sua proposta “ferma alla Camera da tre anni”, testo che mira ad “abbassare l’età imputabile e a punire l’aggravante dell’associazione proprio per porre un freno a queste ‘logiche di branco’”.

Nel dettaglio, la proposta leghista mira a modificare tutte le norme che, nell’ordinamento penale vigente, fissano il limite minimo di età per l’imputabilità.

Oggi infatti un minore può essere imputabile purché abbia compiuto 14 anni. La lega vuole invece abbassare questo limite a 12 anni. Nel testo della proposta, si legge all’articolo 1: (Riduzione del limite di età per l’imputabilità del minore) “Non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i dodici anni”.

“I riferimenti, contenuti in disposizioni del codice penale, al limite di età di quattordici anni ai fini dell’imputabilità del minore si intendono sostituiti con riferimenti al limite di età di dodici anni“, viene in aggiunta specificato.

“Si calendarizzi immediatamente la nostra proposta di legge sulle baby gang”, è la richiesta avanzata dal capogruppo leghista a Montecitorio, Riccardo Molinari.

“Ogni giorno assistiamo a fenomeni di violenza in tutta Italia e non possiamo accettare che tutto sia ancora fermo in commissione. Occorre quanto prima intervenire abbassando l’età imputabile da 14 a 12 anni ed eliminare le premialità previste per le condanne ai minori nei casi in cui scatti l’aggravante dell’associazione. Le istituzioni hanno il dovere di affrontare il problema, non rimandarlo”, aggiunge.

agi

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