Referendum. Starace: «5 milioni di processi in Italia, la giustizia è un problema sociale»

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«Purtroppo la gente non percepisce che la giustizia è un problema sociale. Se pendono 5 milioni di processi in Italia, vuol dire che almeno 5 milioni di persone hanno il problema. Calcolando anche le persone offese, diventano 10 milioni. Come fanno a non percepirlo come problema sociale? Questa è la domanda che ci dobbiamo fare, ahimè. E, invece, quasi tutti dicono che si tratta di argomenti per addetti ai lavori. Non è così».

Lo afferma Guglielmo Starace, presidente della Camera Penale di Bari, a proposito dei cinque referendum sulla giustizia previsti domenica prossima. Non sono, dunque, temi ristretti ai cosiddetti colletti bianchi o al mondo politico a cui quest’ultimo sarebbe più direttamente interessato.

«Questo è l’argomento dei contrari», aggiunge. Per Starace anche il quesito sui consigli giudiziari che sembra, tra i cinque, il più lontano dall’interesse collettivo «invece di riflesso e indirettamente riguarda quelle 5-10 milioni di persone, perché comunque si parla del funzionamento della giustizia». Un altro motivo di disaffezione dalle urne che domenica potrebbe mettere a rischio il raggiungimento del quorum potrebbe essere il fatto che in Senato, tre giorni dopo il referendum, è previsto un voto sulla riforma del Csm per il quale sembrano concordi tutte le componenti della maggioranza e che potrebbe risolvere le questioni poste da almeno tre dei quesiti.

«E’ un altro argomento dei fautori del No o del Non che dicono ‘tanto c’è la legge e non c’è bisogno del referendum», sottolinea Starace. «Però sentire cosa pensa la gente – argomenta – secondo me è importante. Se non di più, almeno quanto la legge che al momento è ancora in fase di approvazione. Il referendum è uno strumento di straordinaria democrazia e non è giusto considerarla sempre una ‘cenerentola’. Il polso della gente, a prescindere da quorum-non quorum, bisogna sentirlo».

«Quanti percepiscono questo problema? Poi se non lo percepiscono, ne prenderemo atto. Però almeno capiscano quello di cui stiamo parlando, questo è il mio auspicio» conclude.

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