Salario minimo? Sul web si teme il lavoro nero

75 Visite

Accordo raggiunto in Consiglio Ue e Parlamento sulla direttiva per il salario minimo europeo. Il provvedimento – spiega la Commissione – stabilisce un quadro per l’adeguatezza del salario minimo legale, promuovendo la contrattazione collettiva sulla determinazione del salario e migliorando l’accesso effettivo dei lavoratori alla protezione del salario minimo nell’Ue. Fino a oggi su 27 Stati membri, sono sei quelli che non hanno ancora introdotto alcun limite minimo agli stipendi; tra questi c’è l’Italia.
La bozza della direttiva Ue sul salario minimo ora dovrà essere approvata in via definitiva dal Parlamento e Consiglio Ue.

Con gli algoritmi di intelligenza artificiale di Kpi6 abbiamo analizzato le conversazioni sul web inerenti l’accordo raggiunto, monitorando la distribuzione territoriale, il sentiment e quali partiti ne hanno parlato, in Italia.

Un tema sensibile, che appassiona e interessa in rete, in grado di produrre su Twitter in poche ore oltre 15mila conversazioni, con oltre 60mila commenti e thread, molti dei quali associati al reddito di cittadinanza, un altro tema strettamente legato al lavoro e alle protezioni sociali.

La discussione sul salario minimo si sta imponendo soprattutto nella fascia di età 25-44 anni – coloro che stanno entrando nel mondo del lavoro, e chi è nella parte centrale della carriera professionale, con molti anni di contribuzione davanti) – nonostante l’alta densità di contenuti e trending topics discussi in questi giorni dalla forze politiche sui social media, come le elezioni amministrative, i referendum sulla giustizia, e lo stop alla vendita di autoveicoli diesel, benzina e gpl entro il 2035.

Sul salario minimo la distribuzione territoriale dei commenti è uniforme in tutta Italia, da nord a sud, con particolare concentrazione in Toscana e nelle aree metropolitane di Milano, Roma e Napoli, senza concentrare una prevalenza netta in aree economicamente depresse del Paese.

 

Il sentiment analysis – l’analisi della rete, per capire quello che gli utenti dicono, e quali emozioni associano ai contenuti pubblicati su un determinato evento e personaggio – mette in evidenza emozioni prevalentemente negative.

Disappunto che non si concentra sul salario minimo, ma su una serie di argomenti correlati sui quali si chiedono azioni urgenti: dal taglio delle tasse ad una riforma del cuneo fiscale. In molti temono che il salario minimo si trasformerà in un incentivo al lavoro nero e ad altre forme di sfruttamento.

Il salario minimo è frequentemente associato al reddito di cittadinanza nelle conversazioni, per molti è come se fosse lo stesso strumento, erogato al lavoratore. Una forma di protezione aggiuntiva e preziosa, ma non sufficiente. Una tutela sulla quale ci sono dubbi sulla effettiva convenienza per i datori di lavoro, e sul ruolo della contrattazione collettiva. La rabbia, invece, si concentra sull’attuale livello degli stipendi e salari in Italia, tra i più bassi d’Europa, soprattutto per i lavoratori precari più giovani.   

Il salario minimo è giusto ma non deve distruggere la contrattazione nazionale. Per stabilirne il quanto serve trasparenza, no promesse elettorali. Azione propone decontribuzione lavoro giovanile, una mensilità detassata da aziende in utile, attuare riforma Rdc. Oppure è retorica pic.twitter.com/GOYKOiolkD

— Carlo Calenda (@CarloCalenda) June 7, 2022

Sui profili dei partiti politici italiani si parla molto meno di guerra in Ucraina.
Il provvedimento del #SalarioMinimo compatta le posizioni del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico, che infatti sono i due partiti politici più attivi su questo tema.
Gli account della Lega e di Matteo Salvini si concentrano sulle elezioni amministrative, sicurezza, baby gang e immigrazione. Proprio la sicurezza pubblica, anche a causa dei fatti avvenuti a Peschiera del Garda, è un focus comunicativo rilevante per Meloni e Salvini.

Sul salario minimo i leader centro-destra predicano calma, Forza Italia è la più attiva, concentrando l’attenzione sul taglio del cuneo fiscale e la riduzione delle tasse, mentre l’eurodeputato Antonio Tajani sottolinea l’importanza della contrattazione collettiva, per definire il valore dei salari, preferibile alla obbligatorietà del salario minimo.

agi

Promo