Market mover: occhi puntati sullo spread e sulle banche centrali

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La prossima settimana i principali market mover saranno le riunioni della Fed, della Boe e della Boj, che si terranno rispettivamente mercoledì, giovedì e venerdì. Domenica 12 giugno i francesi si recheranno alle urne per il primo turno delle elezioni parlamentari e dal 12 al 15 giugno il Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio, terrà a Ginevra il suo primo incontro interministeriale da quasi cinque anni, in una fase in cui il commercio mondiale è in forte rallentamento per via della guerra in Ucraina.

Inoltre mercoledì prossimo interverrà Christine Lagarde. Insomma, si prospetta un’altra ottava ‘calda’ dopo quella appena trascorsa, che ha visto il Dow Jones chiudere con un calo settimanale di oltre il 4,5% e il T-bond a 2 anni toccare il livello più alto dal 2008. E bisognerà monitorare da vicino anche l’andamento degli spread sui rendimenti tra i titoli obbligazionari italiani e quelli tedeschi.

Venerdì attesa anche la pubblicazione dei dati sull’inflazione nell’area euro. “Questa settimana è stata negativa per i mercati, me l’aspettavo ma è andata peggio del previsto – commenta Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte – L’inflazione continua a mordere e alle banche centrali non rimane altro che provare a curarla a colpi di machete sulla crescita, con forti rialzi tassi e meno liquidità. E per la prossima prevedo altre turbolenze in arrivo”.

“Il problema è che è cresciuto il rischio stagflazione, che è la cosa peggiore che ci potesse capitare. Inoltre – aggiunge – la prima quindicina di giugno in genere non è un buon periodo per i mercati, mentre dovrebbe esserci un miglioramento nella seconda parte del mese, quando i grandi fondi pensione e i fondi sovrani acquisteranno molto per ribilanciare i loro portafogli e questo consentirà l’arrivo di forti flussi di capitale sui mercati, perchè i ribilanciamenti di giugno sono quattro volte più forti che quelli di maggio: 200 miliardi di dollari di investimenti stimati contro i 50 miliardi del mese scorso”. 

agi

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