Chi ha vinto e chi ha perso queste elezioni, in breve

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A scrutinio ormai quasi completato (99%), risultano sostanzialmente confermati i rapporti di forza tra i partiti, con un’importante novità: il sorpasso delle liste di centrosinistra (PD, M5S, Verdi/sinistra, civiche), risultato infine di poco superiore al totale delle liste di centrodestra (FDI, Lega, Forza Italia, civiche) sia nel totale dei comuni superiori (42,1% contro 41%) sia nei soli comuni capoluogo (43,7% contro 43%).

Si conferma la parte del leone avuta dalle liste civiche all’interno delle due coalizioni (22% per quelle di centrodestra, 20-21% quelle di centrosinistra), così come la palma di primo partito del PD tra le liste nazionali e il primato di FDI tra i partiti di centrodestra, con un dato intorno al 10% che risulta quasi doppio rispetto al 5,5-5,9% raccolto dalla Lega.

In attesa del bilancio finale dei comuni vinti dall’una o dall’altra coalizione, che avremo tra due settimane, il primo turno di queste amministrative dipinge quindi un quadro di sostanziale equilibrio tra i due poli principali, tanto più significativo se si tiene conto della grande rappresentatività dei comuni superiori al voto in questa tornata rispetto all’ultima elezione nazionale (le Europee 2019).

A spoglio ultimato, è possibile tracciare un bilancio di questo primo turno di elezioni amministrative per ciò che riguarda i comuni superiori.

La prima cosa che emerge, guardando alla tabella delle sfide elaborata da YouTrend, è che più della metà dei comuni sono stati già assegnati, perché c’è stato un candidato che ha vinto con più del 50% + 1 dei voti validi (40% + 1 in Sicilia).

Si tratta di ben 79 comuni su 142, mentre nel 2017, per fare un paragone, erano stati 49 su 160 (meno di uno su tre). Ai candidati di centrodestra è andata la maggior parte delle vittorie al primo turno (37), mentre il centrosinistra insegue a quota 31 eletti, mettendo insieme i casi in cui il M5S non era alleato del PD (21) e quelli in cui lo era (10).

Il centrodestra è anche la coalizione con più candidati che vanno al ballottaggio partendo dalla maggioranza relativa al primo turno (24) e quella che accede al maggior numero di ballottaggi (47), mentre il centrosinistra, con o senza M5S, accede a 46 ballottaggi.

Per fare meglio rispetto alla situazione uscente (54) il centrodestra dovrebbe quindi vincere almeno 14 ballottaggi, mentre il centrosinistra almeno 18: un’impresa meno facile di quanto sembri, se si considera che in ben 28 casi saranno presenti al ballottaggio candidati civici o di centro, storicamente dimostratisi molto competitivi al secondo turno perché più trasversali rispetto ai candidati dei due poli principali.

agi

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