Sfogliamondo: le borse in profondo rosso e la prospettiva di una guerra dei dazi del Regno Unito con l’Ue

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Borse in profondo rosso, con lo spettro di una crisi economica globale, un Trump “fuori dalla realtà” che non ammette la sconfitta elettorale malgrado tutti i suoi collaboratori la confermino, Boris Johnson che presenta una legge per annullare gli accordi Brexit sull’Irlanda del Nord e schiude così le prospettive di una guerra dei dazi con l’Ue: queste le notizie che ricorrono sulle prime pagine internazionali, assieme a temi più legati alla politica nazionale, come per i giornali francesi, inglesi e tedeschi.

Da segnalare, sulla stampa cinese, la notizia di una riforma delle forze armate che consentirà alla Cina di effettuare operazioni militare all’estero anche al di fuori di situazioni di guerra.  

Washington Post 

L’indagine parlamentare sull’assalto dei sostenitori di Trump contro il Campidoglio il 6 gennaio del 2020 torna in primo piano con le nuove testimonianze di stretti collaboratori dell’ex presidente che la Commissione d’inchiesta he reso pubbliche ieri. Nel titolo del Washington Post c’è la notizia secca: “La cerchia di Trump lo avvertì che le accuse di brogli elettorali erano false”. Il quotidiano scrive che in base alle deposizioni ascoltate ieri di “una sfilza di collaboratori della Casa Bianca”, tutti dissero a Trump “che non c’erano prove credibili che le elezioni fossero state rubate”, ma furono “ignorati, ridicolizzati e messi da parte dall’ex presidente che si ostinava a fare le affermazioni infondate che hanno posto le basi per il violento attacco al Campidoglio due mesi dopo”.

Trump ha risposto con un comunicato di 12, “con tanto di note a piè di pagina” nota il giornale, per accusare la commissione di condurre “un’indagine farsa” e di “disonorare tutto ciò che consideriamo più sacro nella nostra Costituzione”. In risalto anche il lunedì nero delle Borse, pessimiste nel timore che mercoledì la Fed annuncia nuovi rialzi dei tassi per fermare la corsa dell’inflazione, con forti perdite che stanno “creando una morsa economica per molti americani che si trovano intrappolati tra l’aumento dei prezzi della benzina e il rimpicciolirsi dei loro investimenti”.

Un approfondimento descrive le prospettive buie di una crisi alimentare mondiale: già 49 milioni di persone sono in carestia a causa della guerra in Ucraina che ha sconvolto il mercato dei cereali, ma anche della siccità dovuta ai cambiamenti climatici. Tra gli altri temi, approda sulla prima pagina del Post una notizia che circola da diversi giorni, l’inquietante allarme lanciato dall’analista Blake Lemoine sull’intelligenza artificiale sviluppata da Google e così simile a quella umana da sembrare addirittura senziente. Lemoine è stato licenziato da Google, che sostiene di non aver trovato alcuna prova delle sue affermazioni. 

New York Times 

Crollo delle Borse e indagine sull’assalto al Campidoglio sono i due argomenti di testa sulla prima pagina del New York Times. Le crescenti preoccupazioni per l’economia portano i mercati in zona “orso”, titola il giornale usando il gergo dei trader in cui l’orso indica la fase ribassista e il toro quella rialzista. Poco spazio all’ottimismo: negli ultimi 50 anni l’orso ha attaccato i listini solo sette volte, l’ultima all’inizio del Covid, ma allora tutti sapevano che sarebbe durata poco perché dopo la pandemia l’economia sarebbe ripartita, mentre stavolta la sensazione diffusa è che la crisi sarà lunga.

Pari risalto per le testimonianze rese pubbliche ieri dalla commissione parlamentare d’inchiesta sulla sedizione del 6 gennaio 2020: “Trump non ascoltò i suoi collaboratori sulla sconfitta negando la realtà”, sintetizza il titolo del quotidiano che mette in luce il ruolo di Rudy Giuliani, ex procuratore di ferro, ex sindaco di New York e ora avvocato di Trump: un’anima nera che durante lo scrutinio in cui si profilava la vittoria di Biden “sembrava ubriaco mentre tracciava la linea per il presidente”, ripetendo che le “stavano rubando le elezioni” con brogli. Sull’Ucraina, il quotidiano insiste nell’esporre, come faceva già ieri, i crescenti dubbi dell’Occidente tra sostenere una guerra lunga e dura o attivarsi per mediare una pace, e traccia un parallelo con Taiwan, raccontando in un reportage da Taipei che nell’isola si diffonde la sensazione di poter essere invasa dalla Cina come l’Ucraina lo è stata dalla Russia.  

Wall Street Journal 

Il nuovo tonfo delle Borse per la prevista ulteriore stretta sui tassi che la Fed annuncerà domani è il tema che campeggia sulla prima pagina del Wall Street Journal. Ieri i listini di New York sono sprofondati, tanto che l’indice S&P è entrato nel temuto territorio dell’orso, espressione con cui si indica una perdita di oltre il 20% rispetto all’ultimo valore massimo. Che ci sarà un rialzo dei tassi è ormai certo, il punto è capire di quale entità, nota il Wsj e ricorda che Powell ha sempre detto che ciò dipende dall’andamento dell’economia. I segnali sono in peggioramento e perciò alcuni analisti, tra cui quelli delle banche di investimento Barclay’s e Jefferies, si aspettano un ritocco dello 0,75% che sarebbe il più consistente dal 2000.

Tra gli investitori il clima ormai è quello di mettersi rapidamente al riparo dai rischi, e quindi le vendite hanno investito anche comparti che finora avevano funzionato, come quello dell’energia, che ha accusato un -5,15%, e quello delle utilities che ha ceduto il 4,6%. Tutti, insomma, vedono nero tanto che, sottolinea il giornale, nei futures si dà una probabilità di circa l’85% che la Fed aumenti il suo tasso di interesse a breve termine di riferimento di almeno 2,5 punti percentuali entro la fine dell’anno. Ne soffre specialmente il mercato delle criptovalute, come il Wsj spiega in un approfondimento: il Bitcoin ieri ha perso l’11% e il motivo è che in fase di rialzo dei tassi gli investimenti più speculativi diventano attrattivi perché si preferisce puntare su titoli meno redditizi ma più stabili. 

Financial Times 

Il crollo del Bitcoin viene assunto dal Financial Times come simbolo dell’ondata di ribassi che ieri ha causato un’altra giornata nera per le Borse mondiali: la tensione si comincia a sentire anche in questo lucrativo settore, tanto che Binance, una delle principali piattaforme di criptovalute, ha sospeso i rimborsi ai clienti. Un titolo a parte è riservato alla sterlina, che si è deprezzata ed è scesa al minimo da due anni nel cambio con il dollaro, a causa del rallentamento dell’economia per l’inflazione alta.

Ma il tema centrale resta la proposta di legge presentata da Boris Johnson per modificare le regole del commercio con l’Irlanda del Nord stabilite nel quadro degli accordi sulla Brexit. Ieri il giornale della City riferiva del forte dissenso tra i Tory per questa mossa, oggi racconta le reazioni di Bruxelles, pronta a una battaglia legale. Benché la bozza di Johnson di fatto esautorerebbe la Corte di giustizia europea, è proprio in quella sede che si svolgerebbe lo scontro, e secondo Ft la Gran Bretagna rischierebbe pesanti multe. Se non le pagasse, l’Ue potrebbe decidere di imporre dazi sui prodotti britannici. Scenari non conveniente per il Regno Unito, né per il Nord Irlanda, il cui Parlamento ha fatto appello a Downing Street perché ci riprensi.  

The Times 

Se tra i Tory serpeggia la rivolta contro Johnson, le acque non sono più tranquille nel Labour: stando almeno a un retroscena con cui il Times apre la prima pagina, citando sue fonti interne al partito. Il leader Keir Starmer, scrive il giornale, è stato contestato da vari ministri del governo ombra con l’accusa di “annoiare a morte gli elettori” e di dilapidare, con la sua personalità scialba, il capitale di voti che nei sondaggi i laburisti hanno accumulato sull’onda dello scontento dei britannici per il ‘partygate’ che ha investito il premier. “Schiere di elettori del mio collegio semplicemente non pensano a lui”, ha detto al Times un ministro ombra, preoccupato di veder svanire la prospettiva di una vittoria del Labour alle prossime elezioni politiche. A Starmer sarebbe stata concessa un’ultima occasione per presentare una piattaforma solida e attrattiva in termini elettorali alla Conferenza del Labour il prossimo settembre.

In caso contrario, dovrebbe farsi da parte. Altro titolo in grande evidenza è per la proposta di legge con cui Johnson punta a scavalcare gli accordi sulla Brexit e modificare il regime degli scambi commerciali tra Ue e Irlanda del Nord. Bruxelles reagirà con un’azione legale, scrive il giornale, e “molto probabilmente sospendere la cooperazione con la Gran Bretagna su tutte le questioni di interesse bilaterale, dalla pesca ai servizi finanziari, e congelerà la partecipazione della Gran Bretagna al programma di ricerca Horizon che vale 95 miliardi di euro”.  

Le Monde 

L’analisi dei risultati del primo turno delle legislative domina la prima pagina, pressocché monografica, di Le Monde. “A rischio la maggioranza assoluta per Macron”, titola il giornale, che descrive un quadro in cui il presidente potrebbe trovarsi impastoiato nella debolezza parlamentare e di conseguenza inceppato nella sua azione riformatrice. Ma guardando più in profondità, Le Monde evidenzia il “disastro democratico” del record dell’astensione: dalle urne, scrive, “è emersa una sola maggioranza, quella di chi non è andato a votare”, e per la seconda volta consecutiva nella quinta repubblica, dopo il 2017, gli astenuti (52,48%) sono più numerosi di quelli che hanno votato. A questa ridotta partecipazione si aggiunge “un’altra fonte di preoccupazione in queste elezioni: il Rassemblement Nationale di Marine Le Pen, cresciuto significativamente rispetto al 2017”. Il contesto, nota Le Monde, “impone una chiarezza che purtroppo è mancata al partito del presidente”. In vista del secondo turno, “questo chiarimento e un rifiuto inequivocabile di qualsiasi cinismo elettorale sono imperativi e urgenti”. 

Le Figaro 

Dipinge un Macron disorientato il titolo di apertura di Le Figaro, in una prima pagina tutta dedicata ai risultati delle elezioni legislative: il presidente, scrive il giornale, “cerca una strategia contro Melenchon” e “dopo il colpo di avvertimento del primo turno, il governo è indeciso sugli argomenti da usare contro la sinistra radicale”. Il voto, in ogni caso, “turba l’inizio del quinquennato” di Macron. Il giornale dà spazio all’ex premier Edouard Philippe, alleato di Macron, che fa appello a mobilitarsi per il secondo turno e scongiurare il rischio di “una Francia ingovernabile”. 

El Pais 

Il Parlamento spagnolo si appresta a bocciare la legge presentata dal partito nazionalista basco per limitare le prerogative costituzionali del re e comprime la sua immunità aprendo alla possibilità di agire nei suoi confronti in sede tanto penale quanto civile per attività extra istituzionali. È la notizia del giorno secondo El Pais, che titola su pare espresso dall’ufficio legale del Congresso, secondo cui la proposta è incostituzionale. Un parere che sarà utilizzato per bloccare la discussione della legge dal fronte trasversale formatosi contro la proposta basca, e comprendente i socialisti del premier Sanchez, il partito popolare e i neo franchisti di Vox. In evidenza anche il contenzioso tra Spagna e Marocco, che ha radice nella questione del Sahara e che sta paralizzando le relazioni tra i due Paesi: Madrid concede ad Algeri “un’ultima opportunità” per normalizzare i rapporti, e in caso contrario chiederà all’Ue di agire. Il giornale dà rilievo anche a una sua esclusiva riguardante la pedofilia nella Chiesa: un vescovo tedesco, monsignor Emilio Stehle, scomparso nel 2017, avrebbe aiutato diversi sacerdoti accusati di abusi sessuali a fuggire in America latina. 

Frankfurter Allgemeine Zeitung 

I lockdown anti Covid imposti in Cina tornano in apertura sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, che è sempre stata attenta all’argomento. Il servizio riguarda la differenza del regime di quarantena vigente nelle le varie metropoli della Repubblica popolare: molto duro a Shaghai, meno a Pechino, meno ancora a Hong Kong, dove a chi è isolamento vengono serviti “pasti gourmet”. A centro pagina, il tema del caro benzina che in Germania ha acceso contrasti interni al governo. Il ministro dell’Economia, Habeck, ha criticato il temporaneo taglio delle accise che ha consentito di ridurre il costo alla pompa per i consumatori. Preferirebbe invece agire sulla concorrenza nel settore, convinto che una vera competizione favorirebbe una discesa dei prezzi. Tra gli altri temi in primo piano, le forniture tedesche di armi all’Ucraina, con il ministero della Difesa che per la prima volta ne quantifica il valore, 305 milioni di euro, e la legge proposta da Boris Johnson per modificare il Protocollo dell’Irlanda del Nord. La Faz non ha dubbi: con questa mossa “la Gran Bretagna viola i suoi obblighi internazionali, viola l’accordo sulla Brexit e danneggia le relazioni con l’Ue”. 

China Daily 

“Uno scambio di vedute franco, approfondito e costruttivo” secondo il China Daily quello di ieri tra il responsabile esteri del Comitato centrale del Partito comunista cinese, Yang Jiechi, e il consigliere di Biden per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan, che si sono incontrati in Lussemburgo. La formula usata dal giornale è quella cui la diplomazia ricorre quando ciascuno resta sulle proprie posizioni senza aprire alcuno spazio di dialogo. E così, a leggere la cronaca del faccia a faccia, è andata effettivamente: al di là delle rituali manifestazioni di disponibilità al dialogo e a una cooperazione reciprocamente vantaggiosa, Yang ha infatti avvertito Sullivan che la questione di Taiwan è politicamente fondamentale per le relazioni Cina-Usa e che, se non gestita adeguatamente, avrà un impatto devastante. E il rischio che ciò accada “non solo esiste, ma aumenterà poiché gli Stati Uniti tentano di contenere la Cina con la questione di Taiwan e poiché le autorità di Taiwan fanno affidamento sugli Stati Uniti per cercare la loro indipendenza”, ha aggiunto.  

Quotidiano del Popolo 

Xi Jinping detta le nuove linee guida per l’organizzazione delle forze armate. Saranno in vigore da domani, e la notizia è in evidenza sul People’s Daily, edizione in inglese dell’organo ufficiale del Partito comunista cinese. Il presidente apre all’impiego dei militari “per funzioni diverse da quelle belliche”: offre, insomma, “un quadro normativo” per lo svolgimento di missioni in vari campi, dalla protezione civile al peacekeeping, ma anche, la tutela della sicurezza e “la difesa della sovranità cinese”. E questo sembra il vero nocciolo della direttiva, che consta di 59 articoli: il quotidiano spiega, infatti, che permetterà  “operazioni all’estero, in alcuni casi in cui le truppe cinesi possono impedire che gli effetti di ricaduta delle instabilità regionali colpiscano la Cina, garantire rotte di trasporto vitali per materiali strategici come il petrolio o salvaguardare gli investimenti, i progetti e il personale cinesi all’estero”.  

agi

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