GEOPOLITICA: L’ALBA DI UNA NUOVA EPOCA Notizie di interesse di tutti

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Una primavera molto dinamica sul campo della geopolitica. Si sono tenuti in successione tre importanti incontri internazionali dove si è discusso della situazione politica ed economica attuale e dei progetti futuri che riguardano l’intera umanità. La prima caratteristica di questi eventi fa emergere – particolarmente in occidente, di come i vari parlamenti contano sempre meno, anzi sono solo dei notai che oppongono il visto di legalità di decisioni assunte altrove.

 

Dal forum di Davos (World Economic Forum) tenutosi dal 22 al 26 maggio 2022, alla riunione del clud Bilderberg 68esima edizione tenutasi dal 4 al 6 giugno 2022 al XXV Forum economico internazionale di San Pietroburgo tenutosi dal 15 al 18 giugno 2022.

 

IL FORUM DI DAVOS

 

Il World Economic Forum annuncia il progetto che punta alla creazione di un “mondo digitale parallelo” e rivolge un appello rivolto a governi e privati. Coinvolti aziende come la Microsoft e Meta Platforms, progetto noto da tempo e meglio conosciuto come quarta rivoluzione industriale, il cui librose ne consiglia la lettura.

Tra i big mondiali, Henry Kissinger ha stupito tutti. In sostanza dichiara per sconfitto il governo Ucraino in guerra dal 2014 contro la Russia e ritiene che l’Ucraina per la pace dovrebbe essere disposta a concedere qualche territorio.

Per l’ex segretario di Stato americano sarebbe quindi utile ai negoziati un passo indietro. L’Ucraina dovrebbe cedere i territori di Crimea Donbass alla Russia e l’Europa smettere di isolare Mosca.

“Otto anni fa quando è emersa l’ipotesi dell’ingresso dell’Ucraina nella Nato, ho scritto un articolo in cui dicevo che l’esito ideale sarebbe stato un’Ucraina neutrale, una sorta di ponte fra Europa e Russia, invece che una linea del fronte”. Kissinger continua:

“Bisogna ricordare che la Russia è stata una parte essenziale dell’Europa per oltre quattro secoli. I leader europei non dovrebbero perdere di vista l’orizzonte di una relazione a lungo termine con Mosca. Ci troviamo ora di fronte a una situazione in cui la Russia potrebbe alienarsi completamente dall’Europa e cercare un’alleanza forte e permanente con la Cina. Questo potrebbe portare a distanze diplomatiche simili a quelle della Guerra fredda, che ci riporteranno indietro di decenni. Dovremmo lottare per una pace a lungo termine” … .

 

RIUNIONE DEL CLUB BILDERRBERG

 

Un club esclusivo, l’élite mondiale occidentale e i suoi caudatari si sono riuniti per discutere del mondo di oggi e di quello che dovrebbe essere il domani. 120 partecipanti provenienti da 21 paesi hanno confermato la loro presenza. Come sempre, è stato invitato un gruppo eterogeneo di leader politici ed esperti dell’industria, della finanza, del mondo accademico, del lavoro e dei media.

Argomento centrale della riunione a porte chiuse è il conflitto in corso tra Russia e Ucraina e infatti la composizione dei partecipanti sembra dimostrare come importanti decisioni verranno prese su questo argomento. Alla riunione è infatti presente il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, così come il direttore della CIA William Joseph Burns e l’abitudinario del BilderbergHenry Kissinger.

Non si è parlato solo di guerra in Ucraina. Tra gli altri argomenti ci sarà infatti la salute e nella lista dei presenti compar Albert Bourla, amministratore delegato della multinazionale Pfizer. Non invitati i rappresentanti delle altre case farmaceutiche impegnate nella produzione del vaccino anti Covid, come AstrazenecaModerna o Johnson & Johnson. Ci sono anche le più importanti testate al mondo come l’Economist e il Financial Times, ma non solo. Nella lista degli invitati, in mezzo al direttore della CIA e al sovrano dei Paesi Bassi compare anche Stefano Feltri, direttore del quotidiano Domani. Non dimentichiamo tra i presenti la conduttrice televisiva de La7 Lilli Gruber.  Del verbale della riunione si ha traccia ovvero sono secretati per un periodo di 50 anni.

FORUM ECONOMICO INTERBNAZIONALE DI SAN PIETROBURGO

 

Il momento più importante del forum è stato l’intervento del Presidente della Federazione Russa Putin. Qui un breve stralcio del suo intervento.

 

Il contesto attuale.

“Si svolge in un momento difficile per l’intera comunità mondiale, in cui l’economia, i mercati e gli stessi principi del sistema economico globale sono sotto attacco. Molti legami commerciali, produttivi e logistici, che in precedenza erano stati interrotti dalla pandemia, stanno ora attraversando nuovi test. Inoltre, concetti chiave per gli affari come reputazione aziendale, inviolabilità della proprietà e fiducia nelle valute mondiali sono stati completamente minati – ciò è stato fatto intenzionalmente, per motivi di ambizione, in nome di preservare illusioni geopolitiche superate”.

 

Il mondo che cambia.

“Un anno e mezzo fa, parlando al forum di Davos, ho sottolineato ancora una volta che l’era dell’ordine mondiale unipolare è finita – voglio iniziare con questo, non c’è modo di farne a meno – è finita, nonostante tutti i tentativi di conservarlo, conservarlo con ogni mezzo. I cambiamenti sono un corso naturale della storia, poiché la diversità di civiltà del pianeta, la ricchezza delle culture è difficile da combinare con modelli politici, economici e di altro tipo, modelli che qui non funzionano, modelli che sono brutalmente, senza alternative, imposti da un centro… gli Stati Uniti, dopo aver dichiarato la vittoria nella Guerra Fredda, si sono dichiarati i messaggeri del Signore sulla terra, che non hanno obblighi, ma solo interessi, e questi interessi sono dichiarati sacri. Non sembrano notare che negli ultimi decenni si sono formati nuovi potenti centri sul pianeta e sono sempre più forti. Ciascuno di essi sviluppa i propri sistemi politici e istituzioni pubbliche, attua i propri modelli di crescita economica e, naturalmente, ha il diritto di proteggerli, di garantire la sovranità nazionale”.

 

L’Occidente si illude

“Tuttavia, sembra che le élite dominanti di alcuni stati occidentali siano proprio in tali illusioni. Non vogliono notare cose ovvie, ma si aggrappano ostinatamente alle ombre del passato. Ad esempio, credono che il predominio dell’Occidente nella politica e nell’economia globali sia un valore immutabile ed eterno. Niente è eterno. Inoltre, i nostri colleghi non si limitano a negare la realtà. Stanno cercando di contrastare il corso della storia. Pensano in termini del secolo scorso. Sono prigionieri delle proprie delusioni per i paesi al di fuori del cosiddetto miliardo d’oro, considerano tutto il resto come la periferia, il loro cortile, li trattano ancora come una colonia, le persone che vivono lì li considerano di seconda classe, perché essi stessi si considerano eccezionali. Se sono eccezionali, allora tutti gli altri sono di seconda classe… da qui l’irrefrenabile desiderio di punire, di schiacciare economicamente chi si distingue dalle file generali, non vuole obbedire ciecamente. Inoltre, impongono rudemente e spudoratamente la propria etica, opinioni sulla cultura e idee sulla storia, e talvolta mettono in discussione la sovranità e l’integrità degli stati, creano una minaccia alla loro esistenza. Basti ricordare il destino della Jugoslavia e della Siria, della Libia e dell’Iraq”.

 

Le sanzioni alla Russia

“Questa è la natura dell’attuale attacco di russofobia in Occidente e delle folli sanzioni contro la Russia. Pazzi e, direi, sconsiderati. Il loro numero, così come la velocità di timbratura, non conosce precedenti. Il calcolo era chiaro: sfacciatamente, con un colpo secco, schiacciare l’economia russa, a causa della distruzione delle catene commerciali, del ritiro forzato delle aziende occidentali dal mercato russo, del congelamento dei beni nazionali, per colpire l’industria, la finanza e lo standard di vita delle persone. Non ha funzionato. Le cupe previsioni sulle prospettive per l’economia russa, che suonavano all’inizio della primavera, non si sono avverate. Allo stesso tempo, è chiaro il motivo per cui questa campagna di propaganda è stata gonfiata, da cui provengono tutti questi incantesimi su un dollaro per 200 rubli e sul crollo della nostra economia nel suo insieme: tutto questo era e rimane uno strumento di guerra dell’informazione, un fattore di impatto psicologico sulla società russa, sui circoli economici interni. Come i nostri antenati, risolveremo qualsiasi problema. Lo dimostra l’intera storia millenaria del nostro Paese”.

 

L’attacco all’Unione Europea

Ho già detto che la guerra lampo economica contro la Russia inizialmente non aveva alcuna possibilità di successo. Allo stesso tempo, l’arma sanzionata, come sapete, e la pratica degli ultimi anni lo dimostra bene, è a doppio taglio. Infligge danni comparabili e anche maggiori agli stessi ideologi e progettisti. “E non si tratta solo delle attuali ovvie conseguenze. Sappiamo che tra i leader dei paesi europei, a livello di conversazioni informali, come si suol dire, si discutono furtivamente prospettive molto inquietanti, che le sanzioni possono essere applicate non solo contro la Russia, ma anche contro qualsiasi Stato discutibile, prima o poi può interessare tutti, compresi gli stessi membri dell’UE e le aziende europee. Finora le cose non sono arrivate a questo, ma i politici europei hanno già inferto un duro colpo alla loro economia: lo hanno fatto da soli, con le proprie mani. Vediamo come i problemi sociali ed economici si siano aggravati in Europa e anche negli Stati Uniti, come stia crescendo il costo di beni, cibo, elettricità e carburante per automobili, come stia peggiorando la qualità della vita degli europei e la competitività delle imprese si sta perdendo. Questi costi sono direttamente a carico della popolazione e delle imprese dell’Unione Europea. La crescita dell’inflazione in alcuni paesi della zona euro ha già superato il 20%. Ho parlato della nostra inflazione, ma i paesi dell’euro-zona non conducono operazioni militari speciali e l’inflazione è aumentata in loro – in alcuni di essi – fino al 20 per cento. Anche gli Stati Uniti hanno un’inflazione inaccettabile, la più alta degli ultimi 40 anni”.

 

In Europa ci sarà un cambio delle élite

Sì, ora queste contraddizioni sono state soppresse, “spazzate sotto il tappeto”. Procedure democratiche, elezioni nella stessa Europa – a dire il vero, a volte si guarda a cosa sta succedendo lì, quali forze stanno salendo al potere – tutto questo sembra uno schermo, perché i partiti politici simili a gemelli si cambiano al potere. Tuttavia, l’essenza di questo non cambia. I veri interessi dei cittadini e delle imprese nazionali vengono spinti sempre più lontano nel cortile di casa, nella periferia. Tale separazione dalla realtà, dalle esigenze della società porterà inevitabilmente a un’ondata di populismo e alla crescita di movimenti estremi e radicali, a gravi cambiamenti socio-economici, al degrado e, nel prossimo futuro, a un cambiamento delle élite. I giochi tradizionali, come puoi vedere, perdono sempre. Appaiono alcune nuove formazioni, ma se differiscono poco da quelle tradizionali, hanno anche poche possibilità di sopravvivenza.

Tutti i tentativi di fare bella figura in una brutta partita, tutti i discorsi sui presunti costi accettabili in nome della pseudo-unità non possono nascondere la cosa principale: l’Unione Europea ha finalmente perso la sua sovranità politica e le sue élite burocratiche stanno ballando per qualcuno melodia altrui, accettando tutto ciò che gli viene detto dall’alto, danneggiando la propria popolazione e la propria economia, i propri affari. Cos’altro è di fondamentale importanza qui? Il peggioramento della situazione dell’economia globale non è questione di questi ultimi mesi, ora mi concentrerò su cose che ritengo estremamente importanti, quello che sta succedendo non è il risultato di questi mesi, ovviamente no. Inoltre, non è il risultato di un’operazione militare speciale condotta dalla Russia nel Donbass. Tali affermazioni sono franche e deliberate distorsioni dei fatti.

Un forte aumento dell’inflazione nei mercati delle materie prime e delle materie prime è diventato un dato di fatto molto prima degli eventi di quest’anno. Il mondo è stato costantemente spinto in una situazione del genere da molti anni di politiche macroeconomiche irresponsabili dei cosiddetti paesi del G7, comprese l’emissione incontrollata e l’accumulo di debiti non garantiti. Inoltre, questi processi hanno accelerato e intensificato solo con l’inizio della pandemia di coronavirus nel 2020, quando sia l’offerta che la domanda di beni e servizi sono diminuite drasticamente a livello globale.

 

La guerra in Ucraina

La domanda è: cosa c’entra la nostra operazione militare nel Donbass? Non ha niente a che fare con questo.

Senza inventare o non voler utilizzare altre ricette, le autorità delle principali economie occidentali hanno semplicemente lanciato la macchina da stampa. In un modo così semplice hanno iniziato a coprire disavanzi di bilancio senza precedenti.

Ho già menzionato questa cifra: negli ultimi due anni, l’offerta di moneta negli Stati Uniti è cresciuta di oltre il 38 per cento. In precedenza, c’era stato un tale aumento per decenni, ma qui in due anni il 38 percento è di 5,9 trilioni di dollari. In confronto, solo pochi paesi al mondo hanno un prodotto interno lordo maggiore.

Anche l’offerta di moneta dell’Unione europea è aumentata notevolmente durante questo periodo. Il suo volume è aumentato di circa il 20 per cento, ovvero 2,5 trilioni di euro.

Le nostre azioni per liberare il Donbass non hanno assolutamente nulla a che fare con questo. L’aumento dei prezzi di oggi, l’inflazione, i problemi con cibo e carburante, la benzina, nel settore energetico nel suo insieme sono il risultato di errori sistemici nella politica economica dell’attuale amministrazione statunitense e della burocrazia europea. Ecco i motivi, e solo in questo.

Dirò anche della nostra operazione: sì, aveva un senso, ma la radice è proprio in questo, nella loro erronea politica economica. Per loro, l’inizio della nostra operazione nel Donbass è un’ancora di salvezza che consente loro di incolpare gli altri dei loro errori di calcolo, in questo caso, la Russia. Ma tutti coloro che hanno almeno un’istruzione elementare comprendono le vere ragioni della situazione attuale.

 

L’inflazione in Europa

Hanno stampato denaro in grandi quantità, e poi? Dove sono finiti tutti questi fondi? Ovviamente: compreso l’acquisto di beni e servizi al di fuori dei paesi occidentali – è lì che scorrevano, questo denaro viene stampato. Hanno letteralmente cominciato a “vuotare”, a rastrellare i mercati globali. Certo, nessuno ha pensato agli interessi degli altri stati, compresi quelli più poveri, e non ha voluto pensarci. Sono rimasti solo quelli che si chiamano, come dice la nostra gente, grumi, e anche a prezzi astronomici.

Quindi, se a fine 2019 le importazioni, le importazioni di merci verso gli Stati Uniti ammontavano a circa 250 miliardi di dollari al mese, ormai sono cresciute a 350 miliardi di dollari. È interessante notare che la crescita è stata del 40 percento – in proporzione, ciò corrisponde esattamente al pompaggio non garantito dell’offerta di moneta in dollari negli ultimi anni. Stampavano, distribuivano denaro, e per questo denaro rastrellavano tutte le merci dai mercati dei paesi terzi.

Aggiungo ancora una cosa: gli Stati Uniti sono da tempo uno dei principali fornitori di cibo sul mercato mondiale, meritatamente, anzi, meritatamente orgogliosi della loro agricoltura, delle loro tradizioni contadine, questo è un esempio per molti, e anche per noi, tra l’altro. Ma oggi il ruolo dell’America è cambiato radicalmente. Da esportatore netto di cibo, è diventato importatore netto. In parole povere, stampano denaro e attirano flussi di merci su sé stessi, acquistando cibo in tutto il mondo.

Nell’Unione Europea si osservano tassi di aumento ancora più elevati delle importazioni di merci. È chiaro che un così forte aumento della domanda, non sostenuto dall’offerta di prodotti, ha lanciato un’ondata di carenze e inflazione globale. Ecco da dove viene, questa inflazione globale. Negli ultimi due anni, quasi tutto nel mondo è aumentato di prezzo: materie prime, beni di consumo e soprattutto cibo.

Sì, certo, questi paesi, Stati compresi, continuano ad importare, ma il bilancio tra export e import è già nell’altra direzione: ci sono già, secondo me, 17 miliardi di import in più rispetto all’export. Ecco di cosa si tratta.

 

 

Gli errori di calcolo dell’Occidente

Per quanto riguarda l’Europa, la fallita politica energetica, la scommessa cieca sulle fonti rinnovabili e sugli approvvigionamenti spot di gas naturale, che ha comportato un forte aumento del costo dell’energia, che si osserva dal terzo trimestre dello scorso anno, ha dato un ulteriore contributo negativo alla liquidazione dei prezzi – lo ripeto ancora, molto prima dell’inizio della nostra attività nel Donbass. Non abbiamo assolutamente nulla a che fare con questo. Loro stessi hanno fatto delle cose lì, i prezzi sono saliti alle stelle e stanno cercando di nuovo i colpevoli.

Gli errori di calcolo dell’Occidente non solo hanno influito sulla crescita del costo di molti beni e servizi, ma hanno anche portato a una diminuzione della produzione di fertilizzanti, principalmente azoto, prodotti dal gas naturale. In generale, solo dalla metà dello scorso anno a febbraio di quest’anno, i prezzi globali dei fertilizzanti sono aumentati di oltre il 70%.

Sfortunatamente, oggi non ci sono prerequisiti per cambiare tali tendenze di prezzo. Al contrario, in questo contesto, il lavoro delle imprese e la logistica delle forniture di fertilizzanti dalla Russia e dalla Bielorussia sono bloccati. Pertanto, la situazione è ulteriormente portata a un punto morto.

 

La guerra del grano

Non è difficile calcolare l’ulteriore sviluppo degli eventi. La mancanza di fertilizzanti significa una diminuzione delle rese, il che significa che aumenteranno i rischi di una fornitura insufficiente di cibo al mercato mondiale, i prezzi saliranno ancora di più, il che minaccia la fame soprattutto nei paesi più poveri, e questo sarà tutto sulla coscienza dell’amministrazione statunitense e della burocrazia europea.

Sottolineo ancora una volta: questo problema non si è presentato oggi, non negli ultimi tre o quattro mesi, e non è assolutamente sorto per colpa della Russia, come dicono ora alcuni demagoghi, cercando di spostare la responsabilità di tutto ciò che accade in l’economia mondiale nel nostro Paese.

Certo, potremmo essere contenti di sapere che siamo così potenti e onnipotenti: stiamo soffiando l’inflazione nei cieli in Occidente, negli Stati Uniti, in Europa, stiamo facendo qualcos’altro lì che fa venire la febbre a tutti. Forse sarebbe bello per noi sentire un tale potere, ma non è vero. La situazione è maturata negli anni, spronato dalle azioni miopi di chi è abituato a risolvere i propri problemi a spese di qualcun altro, che si è affidato e tuttora si affida al meccanismo dell’emissione finanziaria per superare, trascinare i flussi commerciali e quindi esacerbare i disavanzi e provocare catastrofi umanitarie nella pace di alcune regioni. Vorrei aggiungere: questa è essenzialmente la stessa politica coloniale predatoria, ma, ovviamente, in una nuova forma, in una nuova edizione, molto più sottile e sofisticata. Non capirai subito cosa sta succedendo.

Ora il compito più importante per l’intera comunità mondiale è aumentare la fornitura di prodotti alimentari al mercato globale, compreso il soddisfacimento dei bisogni dei paesi che hanno particolarmente bisogno di cibo.

La Russia, garantendo la sua sicurezza alimentare interna, il suo mercato interno, è in grado di aumentare significativamente le esportazioni di cibo e fertilizzanti. Ad esempio, il volume delle nostre consegne di grano la prossima stagione potrebbe aumentare fino a 50 milioni di tonnellate.

Invieremo in via prioritaria le nostre consegne in quei paesi dove il bisogno di cibo è maggiore e dove vi è il rischio di un aumento del numero di persone che soffrono la fame. Parliamo innanzitutto dei paesi africani e della regione mediorientale.

Tuttavia, qui ci sono difficoltà, che sorgono anche non per colpa nostra. Sì, formalmente su grano, cibo e fertilizzanti russi… A proposito, gli americani hanno imposto sanzioni sui nostri fertilizzanti, seguiti dagli europei. Poi gli americani lo presero e lo cancellarono: si resero conto di dove si trovavano. Ma gli europei no. La loro burocrazia funziona semplicemente come le macine in un mulino del diciottesimo secolo. Pertanto, tutti capiscono che hanno fatto qualcosa di stupido, ma in qualche modo è già difficile svitarlo per motivi burocratici”.

 

Siamo stati costretti alla guerra

Come ho già detto, il mondo moderno sta attraversando un’era di cambiamenti cardinali. Le istituzioni internazionali crollano e falliscono. Le garanzie di sicurezza sono svalutate. L’Occidente ha fondamentalmente rifiutato di adempiere ai suoi precedenti obblighi. Era semplicemente impossibile raggiungere nuovi accordi con lui.

Nella situazione attuale, sullo sfondo di crescenti rischi e minacce per noi, la decisione della Russia di condurre un’operazione militare speciale è stata forzata. Difficile, certo, ma forzato e necessario.

Questa è la decisione di un Paese sovrano, che ha il diritto incondizionato, basato, tra l’altro, sulla Carta delle Nazioni Unite, di difendere la propria sicurezza. Una decisione volta a proteggere i nostri cittadini, residenti nelle repubbliche popolari del Donbass, che per otto anni hanno subito il genocidio del regime di Kiev e dei neonazisti che hanno ricevuto la piena protezione dell’Occidente. L’Occidente non solo ha cercato di attuare lo scenario “anti-Russia”, ma ha anche guidato uno sviluppo militare attivo del territorio ucraino, letteralmente pompando l’Ucraina con armi e consiglieri militari. Continua a farlo anche adesso. Ad essere onesti, nessuno presta attenzione allo sviluppo dell’economia, al benessere delle persone che ci vivono, semplicemente non gliene frega niente, in alcun modo, ma non ci sono soldi per creare una NATO punto d’appoggio nell’est, diretto contro la Russia, per coltivare l’aggressività, l’odio e la russofobia. Tutti i compiti dell’operazione militare speciale saranno sicuramente risolti. E la chiave di questo è il coraggio e l’eroismo dei nostri soldati, il consolidamento della società russa, il cui sostegno dà forza e fiducia all’esercito e alla marina russi, una profonda comprensione della giustezza e della giustizia storica della nostra causa: costruire e rafforzare un forte potere sovrano, la Russia.

Cosa voglio sottolineare? La sovranità nel 21° secolo non può essere parziale, frammentaria. Tutti i suoi elementi sono ugualmente importanti, si rafforzano e si completano a vicenda. Il primo è l’apertura. Gli stati veramente sovrani sono sempre impegnati in un partenariato equo, a dare il loro contributo allo sviluppo globale. E, al contrario, coloro che sono deboli e dipendenti, di regola, sono occupati a cercare nemici, a piantare xenofobia o, infine, a perdere la loro originalità, indipendenza, seguendo ciecamente il signore supremo”.

 

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