Morire di lavoro, quattro vittime in un solo giorno

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Le prossime vacanze estive, il futuro della squadra di calcio del cuore, una chiacchierata tra colleghi mentre lavoravano a un intervento di manutenzione: scene di vita ordinaria spezzate quando il raccordo di un tubo che trasportava iodio vaporizzato si e’ rotto, investendoli in pieno. 

Hanno riportato ustioni da vapore di iodio, la scorsa notte a Cesano Maderno (Monza), due operai manutentori impegnati all’interno della azienda farmaceutica Bracco. 

Se la sono cavata con una prognosi di qualche settimana, in un’altra giornata nera per gli incidenti sul lavoro, con quattro vittime e tre feriti tra Lombardia, Veneto, Umbria, Puglia e Toscana. 

Il primo incidente mortale, poche ore dopo la grande paura per i due operai in Brianza, in un’azienda di Legnago (Verona), dove un operaio e’ morto dopo essere stato travolto da un agglomerato di ferro che stava scaricando da un camion.

A Negrar, sempre nel veronese, e’ invece morto un giovane di 26 anni, Marco Accordini, figlio del direttore generale della Cantina Valpolicella, rimasto schiacciato da un trattore che stava manovrando, all’interno della tenuta di famiglia.

Il mezzo da lavoro si e’ improvvisamente ribaltato, non lasciando scampo al ragazzo. Altra vittima a Citta’ della Pieve (Perugia), dove un operaio al lavoro sulla linea ferroviaria e’ stato travolto da un treno in transito. Stava sistemando delle canaline a lato dei binari, ma il macchinista non si e’ probabilmente accorto della sua presenza e viceversa.

A Lecce, infine, ha perso la vita un pensionato di 72 anni, al lavoro in un cantiere per necessita’ economiche. E’ precipitato da un’altezza di circa 5 metri, mentre installava un montacarichi insieme ad altri colleghi.

“Piangere la morte di un pensionato sul luogo di lavoro deve far riflettere sulla condizione degli anziani che raggiungono l’eta’ per ottenere l’assegno previdenziale, una questione di vera e propria sopravvivenza per chi arriva alla pensione dopo 40 anni di duro lavoro e di colpo si ritrova a fare i conti con lo stato di bisogno”, osserva la segretaria generale Cgil di Lecce, Valentina Fragassi.

Perche’ il raccordo tra i tubi abbia ceduto alla Bracco, all’interno dello stabilimento dell’azienda chimico-farmaceutica, causando gravi ustioni ai due operai, saranno gli investigatori a stabilirlo.

Trasportati immediatamente in ospedale, uno dei due sembrava inizialmente in condizioni critiche, mentre in un secondo momento, gli sono state riscontrate ustioni sul 30% del corpo, con una prognosi di 30 giorni.

Lievi invece quelle riscontrate sul corpo del collega. Indagini sono state avviate anche sugli altri incidenti. In una giornata da dimenticare per la sicurezza sul lavoro, con un operaio 35enne rimasto ferito in una officina nautica di Livorno in seguito a un’esplosione che ha scatenato un incendio, il colpo di scena nell’inchiesta per la morte di Flavio Pellegrino, il giardiniere di 61 anni ucciso da una scarica elettrica il 31 agosto 2020, mentre svolgeva un intervento di manutenzione nella villa del conte Luigi Dona’ dalle Rose, a Porto Rotondo (Olbia).

La pm della Procura di Tempio Pausania, Claudia Manconi, in udienza davanti al Gip ha ritirato la richiesta di archiviazione e proposto al giudice di ordinare una nuova perizia sulla villa e sugli impianti.

Il gip ha accolto la richiesta, disponendo una nuova perizia, che dovra’ esaminare non solo l’impianto elettrico, ma anche tutte le autorizzazioni edilizie e che riguardano la sicurezza della villa, della piscina e del locale tecnico dove ha trovato la morte il giardiniere. Per quel tragico incidente sono indagati per omicidio colposo tre imprenditori, il conte Luigi Dona’ dalle Rose e il figlio Leonardo.

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