Cannabis: ‘Città antiproibizioniste’, troppi danni locali

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«Vostri i tabù, nostri gli impatti». Sono otto i consiglieri delle principali città d’Italia che oggi a Roma, nel corso dell’iniziativa ‘Un giorno legale’ organizzato dall’associazione Meglio Legale in occasione dell’approdo alla Camera del disegno di legge sull’autocoltivazione domestica, hanno condiviso le proprie esperienze istituzionali e denunciato un impianto nazionale repressivo che produce danni sulle comunità locali. Milano, Bologna, Torino, Firenze, Roma, Napoli, Lecce, Latina.

Cambia la geografia ma non cambia l’analisi, hanno sottolineato i consiglieri: «dall’affollamento delle carceri alla carenza dei farmaci a base di cannabis terapeutica, dall’eccesso di repressione sui piccoli consumatori alla totale assenza di programmi di educazione e prevenzione rivolti ai giovanissimi».

Nelle ultime settimane i Consigli Comunali di Milano e Bologna hanno intraprendere le prime iniziative istituzionali presentate oggi rispettivamente da Daniele Nahum (Milano) e da Mattia Santori e Mery De Martino (Bologna). A Milano attraverso una mozione consiliare votata da tutta la maggioranza che impegna la giunta del sindaco Sala ad «attivarsi con il Parlamento e presso tutte le sedi opportune per sostenere la necessità di approvare un disegno di legge sulla legalizzazione della produzione e del consumo di cannabis e suoi derivati».

A Bologna con il percorso dei “Cannabis Talk”, promosso e organizzato da otto consiglieri di 4 liste della maggioranza Rosso-Giallo-Verde del sindaco Lepore. Una serie di appuntamenti rivolti sia alla cittadinanza che ai colleghi di Palazzo d’Accursio, per indagare le ricadute della normativa nazionale su sanità, giustizia ed educazione.

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