Il maestro e l’Infanta

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La vita di Domenico Scarlatti e della regina di Spagna

Siamo nell’estate del 1720 un giovane compositore trentacinquenne parte dall’Italia invitato a Lisbona, alla corte di re João V di Portogallo. Comincia così l’avventura umana e musicale del celebre Domenico Scarlatti,  (Napoli, 1685 – Madrid 1757)  figlio del grande Alessandro. Il suo compito a corte è insegnare musica al fratello minore e ai figli del re. La prediletta diviene subito la giovanissima Maria Bárbara di Braganza, (Lisbona, 1711 – Aranjuez,1758) che andrà poi in sposa a Fernando VI di Borbone, diventando regina di Spagna. Dopo alcuni tentativi di successo come compositore di corte, Domenico Scarlatti ripiega sul solo insegnamento poichè il suo essere eccessivamente schivo e ritroso si addice poco al ruolo di visibilità che viene richiesto al Maestro e al Direttore d’Orchestra. Uomo mite e tormentato soffre della fama operistica del padre e dopo diversi incarichi a Roma accetta di lasciare l’Italia per il Portogallo. Il rapporto tra Domenico Scarlatti e Maria Barbara durerà per tutta la vita. Ella sarà per lui mentore e linfa per la sua esistenza, il vero slancio per il talento del compositore napoletano. In Maria Barbara il Maestro trova il suo scopo di vita musicale. Le sue celebri Sonate, ritenute dei grandi capolavori ed eseguite dai più grandi pianisti del Novecento, nascono come Essercizii per le mani di Maria Bárbara.

Il romanzo Il maestro e l’infanta, scritto da Alberto Riva per Neri Pozza editore, ci porta quindi lontano immergendoci nello stretto sodalizio, nello scambio artistico e umano tra maestro e allieva che si concluderà solo con la morte di Domenico Scarlatti. L’unione platonica e mai fuori dalle righe e dai protocolli tra i due protagonisti è un legame intessuto in nome della musica e delle riflessioni filosofiche. Il carattere schivo di Scarlatti trova nella serenità della sovrana uno specchio e una sponda per la riflessione e la conoscenza. Attraverso il romanzo musicale viviamo gli anni del ‘700 spagnolo, espediente per raccontare un’epoca di guerre, rivalità tra famiglie reali europee, complotti all’interno della corte, poteri contrapposti, egemonie e pressioni politiche. L’autore Alberto Riva ci fa entrare in una storia intensa e avvincente poichè, attraverso una scrittura nitida e misurata, ci delinea una trama netta e lineare ma ricca di suggestioni figurative. Il romanzo è dettagliato dal punto di vista storico ma mai pedante come una biografia. Si apprende quindi come la crescita musicale di Scarlatti passi attraverso le sue esperienze di docente e sia sottesa da una perenne insoddisfazione personale. Egli si sente povero e inappagato, in costante ricerca. Non pubblica mai i suoi lavori poichè non li ritiene degni, li sottovaluta perchè aspira ancora al duende, all’inesprimibile che tuttavia si rivela.

 Il realismo storico si alterna alla vita intima dei personaggi, alle sofferenze della protagonista, alle ombre del musicista. Lo scrittore ci porta per mano nelle suggestioni paesaggistiche d’oltremare; ci conduce in Portogallo e con gli occhi di Maria Barbara ci fa immergere nel sole, nel mare, nei profumi delle essenze intorno al fiume Tago. La scrittura scorrevole è al tempo stesso ricca di dettagli tali da vedere la casa misera di Scarlatti, le calles madrilene, le locande, la spettacolare Alhambra, il Buen Retiro, Aranjuez e l’immancabile vita di corte.  Il maestro e l’infanta per via del tema musicale forse è stato ritenuto esclusivamente di nicchia o per addetti ai lavori ma è un libro raro nella letteratura italiana di questi anni e merita una lettura appassionata.

La relazione musicale tra i due protagonisti fa emergere una intensa e profonda riflessione sulla Musica e sulla sua forza segreta. Scarlatti fa conoscere a Maria Barbara un mondo diverso al di fuori delle mura del dorato palazzo. Attraverso le sue composizioni le porge la musica popolare, gitana, portoghese, araba senza mai scimmiottarla ma soltanto cogliendone le influenze e i richiami. La crescita di Maria Barbara non è solo musicale (era diventata una raffinata interprete di alto livello) ma  umana cogliendo dalla Musica un mondo ricco di culture. Ed è per questo motivo che lei lo vorrà sempre come suo Maestro di Musica pur avendo raggiunto ottimi risultati.

“Scarlatti non mischia gli stili. Si serve degli stili per accostare stati d’animo del tutto contrastanti, ovvero la verità interiore”

La storia del ‘700 spesso sorvola su queste due figure ponendo l’accento più su l’altro notissimo personaggio che nella corte spagnola troneggia, ossia Carlo Broschi detto Farinelli.  Il celebre evirato cantore, pur essendo stato chiamato dalla regina madre, Isabella Farnese, instaura uno stretto rapporto con gli sposi principeschi, divenuti poi sovrani, prendendo parte agli intrattenimenti musicali nei loro appartamenti privati e nominato successivamente direttore dell’Opera di Madrid e di tutti gli spettacoli a corte.

Farinelli diventa complice della regina nel sequestrare tutte le composizioni manoscritte di Domenico Scarlatti per farle ricopiare in duplice copia da copisti e conservarle a futura memoria. E’ stato grazie a questo lavoro che 555 sonate di Scarlatti ora sono giunte a noi, altrimenti sarebbero andate perdute nelle Calles di Madrid.

Come per tutte le letture, anche Il maestro e l’infanta è un viaggio, una scoperta, una conoscenza, un approfondimento storico-musicale ma anche un nuovo tour in luoghi storici della Spagna e del Portogallo che dopo questa lettura non saranno più gli stessi.  

“Quanto deve essere insalubre la vita degli artisti, costretti per tutta la vita alla condiscendenza e alla tolleranza degli altri.”

Annalisa Andriani

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