Il Libano in primo piano

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Il Libano rimane un paese di grande fascino pur vivendo una profonda crisi  politica ed economica. L’esplosione nel porto di Beirut, la svalutazione della lira, la riduzione delle scorte di cereali a seguito della guerra in corso nell’Europa Orientale, la frammentazione su base religiosa della società, i due milioni di siriani presenti nei campi profughi non hanno impedito al Paese dei cedri di essere presente, dopo cinque anni di assenza, alla Biennale Arte in corso a Venezia, visitabile nell’Arsenale fino a novembre.

Il progetto espositivo nel padiglione nazionale, intitolato The World in the Image of Man, è stato curato da Nada Ghandour, incaricata dal ministero della cultura libanese. Esso illustra l’incessante opera dell’immaginazione umana nei confronti della realtà circostante attraverso un tema, la città di Beirut, e le opere di due artisti Ayman Baalbaki e Danielle Arbid che intrattengono un colloquio sul piano politico ed estetico sullo sfondo della scenografia realizzata dall’architetto Aline Asmar d’Amman.

La monumentale installazione di Baalbaki e i video di Arbid raccontano Beirut, quale città globale, luogo che incarna il tema dell’assenza di confini, infatti il dialogo artistico si snoda all’interno del carattere urbano  polisemico della capitale libanese. 


Diversi sono i collegamenti culturali tra il Paese mediorientale e la Puglia; solo per citarne alcuni, i concerti di Marie Keyrouz a Bari, presso la Chiesa di San Marcello per il festival “Voci dell’Anima”, e a Lecce nel 2007. Musicologa, antropologa, appartenente all’ordine delle suore basiliensi della chiesa melchita, Keyrouz è il simbolo dell’incontro tra cultura occidentale e orientale. La ricerca musicale le ha aperto le porte di repertori antichissimi, risalenti ai primi secoli del Cristianesimo che esegue in libanese, arabo e siriano. La religiosa, che è diventata la grande interprete del canto cristiano d’Oriente, si prodiga per armonizzare le esigenze dell’arte con quelle del sacro e annovera una vasta discografia. In Puglia si esibì con il suo gruppo musicale l’Ensemble de la Paix che accomuna gli strumenti della tradizione occidentale a quella araba.


La consolidata collaborazione di Salah Stétié (1929 – 2020), poeta, scrittore e diplomatico libanese con Giovanni Dotoli, professore emerito dell’Università di Bari, francesista e docente di Francofonia ai Cours de Civilisation Française de la Sorbonne a Parigi, è andata avanti per molti anni attraverso scambi letterari e convegni svolti tra le università di Bari e di Parigi. Dotoli è l’autore di una monografia sulla poesia di Stétié, che usava il francese per i suoi componimenti. 


Secondo Dotoli il Libanese “amava la Puglia al punto tale da esserci tornato una ventina di volte. In alcuni scorci della Regione egli riconosceva il Libano. Rammento – continua il Francesista – la sua grande emozione quando l’ho accompagnato per la prima volta a Castel del Monte che definì un diamante incastonato nel cielo. Stétié era affascinato dalla figura di Federico II simbolo del dialogo tra Occidente e Oriente”.

A Porto Cesareo (LE) ha ricevuto l’alto riconoscimento “Virtù e Conoscenza”, giunto alla VI edizione e  organizzato dall’associazione “MediterraneaMente”, Karim Abdallah, manager libanese del sistema televisivo. La vita di Karim merita di essere raccontata per meglio comprendere il livello degli ammessi alla manifestazione salentina che premia il genio, il talento e l’estro della gente mediterranea. Subito dopo gli anni della formazione svoltasi tra il paese natio, la Francia e gli Stati Uniti, Karim nel 1990 è entrato a far parte della CNN International a Londra. Divenuto amministratore delegato di IND (International Network Distribution) ha firmato accordi di distribuzione esclusiva con i principali canali arabi, italiani, greci e con alcuni dei più grandi satelliti e piattaforme via cavo negli Stati Uniti, nell’America Latina e in Australia.

Si deve a lui lo sviluppo dell’industria legato alle trasmissioni satellitari in Medio Oriente, dove hanno iniziato ad apparire le antenne paraboliche e sono stati lanciati canali privati arabi come MBC e ART. Il manager libanese ha ricevuto l’alto riconoscimento nella sezione “Mare Nostrum” per aver promosso nei contenuti audiovisivi la pace, i diritti umani e le pari opportunità. L’evento, ideato da Cosimo Damiano Arnesano, si è svolto il 18 giugno 2022 in un’affollata Piazza Nazario Sauro con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Porto Cesareo d’intesa con l’Istituto di Istruzione Superiore “Vittorio Bachelet” di Copertino. 

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