Comitati internazionalisti di lotta comunista: a Melilla cade la maschera dell’accoglienza riservata ai profughi ucraini

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«Melilla è una
enclave spagnola di soli 12,3 km
2 all’interno del territorio
marocchino, ma per milioni di giovani africani Melilla è la porta sul futuro,
da passare letteralmente ad ogni costo.

Melilla la mattina
del 24 giugno ha brutalmente mostrato ancora una volta il vero volto
dell’imperialismo europeo contro i giovani migranti che provano a conquistare
un futuro migliore.

A Melilla cade la
maschera della pelosa accoglienza riservata ai profughi ucraini che, fino allo
scoppio dell’invasione russa dell’Ucraina, erano ricacciati indietro anche loro
in quanto “migranti economici”.

A Melilla altri 37
migranti sono morti nel tentativo di varcare i confini assurdi di un mondo
diviso in classi e Stati.

Da comunisti
internazionalisti combattiamo l’indifferenza: la nostra lotta è anche per loro,
per dare voce a chi non ha voce.

Il capitalismo è una società finita,
ormai putrida nei suoi costumi e obsoleta nei suoi meccanismi: agita campagne
mediatiche sui diritti individuali mentre lascia affogare giovani energie di
cui la stessa borghesia europea avrebbe bisogno. Solo in Italia, Belpaese del
turismo, mancano in questo momento 387.000 lavoratori per il settore turistico,
altri 174.000 nel commercio e 100.000 in agricoltura!

L’indignazione non
basta, ci vuole la denuncia politica portata in ogni casa, quartiere per
quartiere, città per città. Per farlo, non servono i “like”, servono gambe,
cuori e cervelli. Servono giovani, servi
tu.

Diffondi
l’internazionalismo, partecipa al volontariato solidale e trasforma
l’indignazione davanti alle ultime, drammatiche immagini di Melilla in una
lotta concreta per il superamento di questa società barbara e inumana.

Sii la voce di chi non ha voce».

Lo scrivono in una nota i Comitati internazionalisti di Lotta Comunista.

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