SUPERBONUS 110 PER CENTO, UN RATTOPPO ALL’ECONOMIA DELL’ITALIA

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Come era facilmente prevedibile, tutta l’operazione Superbonus 110 per cento, si sta dimostrando un rattoppo alla economia del nostro Paese, già gravemente sofferente L’incentivo prevede il recupero, sotto forma di credito d’imposta , delle spese sostenute prevalentemente per lavori edili ( ecobonus, sismabonus, ecc) e consiste nella possibilità di recuperare, addirittura il 10% in più della spesa sostenuta. Detta così, sembra che finalmente l’Italia sia diventato il Paese del bengodi. Ma, purtroppo, così non è.

In esito ai titoloni a quattro colonne, che mostrano gli edili sul piede di guerra, solo oggi i soloni reagiscono con la frase del senno di poi: «L’avevo detto già da tempo!»,  «Lo sapevo che sarebbe andata così!», 

Risulta però che solo la portinaia Maria, assistendo ad un colloquio dell’amministratore con un impresa che garantiva che il governo avrebbe pagato la pulizia e il rifacimento delle facciate degli edifici, così come altre quisquiglie come demolizione e ricostruzione degli edifici a rischio sismico, fece spallucce, con la chiara espressione dubbiosa «ma quando mai  ma dove?»

Quanta ragione ha avuto Maria se oggi perfino le banche hanno dovuto alzare bandiera bianca e ammettere di non avere le capienze di bilancio per trasformare in realtà gli auspici e i programmi del governo.

Alcune imprese che hanno creduto alle promesse del Governo, come anche molti cittadini, si sono imbarcati in lavori molto fuori dalla loro portata e oggi stanno sull’orlo del fallimento. I prezzi delle materie prime del comparto edilizio sono fortemente rincarati ipotecando il futuro anche remoto: alla fine di queste provvidenze, come si gestiranno i crolli delle commesse? Gli addetti che faranno? Nessuno lo sa, né se lo chiede il governo per il quale contano i numeri che dicono che il Pil è cresciuto e questo rende il debito un po’ più sostenibile e quindi le banche possono tirare un respiro di sollievo! E per loro è questo che conta, il resto non conta nulla.

La clientela finale non solo ha fatto anche molti lavori che avrebbe potuto rimandare, ma ha anche perso ogni fiducia verso i provvedimenti economici del governo anche se proposti con una apparenza di generosità molto convincente.

Vi è il pericolo che anche il gettito erariale del prossimo futuro sarà un punto interrogativo: non solo i crediti di imposta lo stanno falcidiando ma anche il blocco dell’edilizia condito di fallimenti a gogo non promette nulla di buono!

In più, quegli aumenti indotti da tanta generosità pubblica hanno messo le ali agli interessi appesantendo mortalmente l’intera economia. Un vero disastro, peraltro non solo italiano, che ci porta a chiedere: ma chi ha avuto questa idea? Chi sono i tecnici che l’hanno partorita? Non è che le banche c’entrano più di quanto appare, magari quelle del nord o europee? Certo è che questo strumento è un misto di contabilismo bancario e amministrativismo pubblico confusi per essere politica. C’è da chiedersi “ma non è che 630 deputati e 315 senatori sono insufficienti ad approfondire questi provvedimenti così complessi?

I pessimisti ripetono che questa gente fa danni semplicemente sedendosi a quelle poltrone, addirittura andrebbe cacciata senza indugio e senza fronzoli. Chi oggi sta lanciando gli S.O.S. ovvero gli Industriali in difficoltà, le Imprese ed i sindacati che stanno toccando con mano il risvolto definiscono, solo oggi queste iniziative, a danni fatti, la quintessenza della politica di sinistra che pensa di abolire la povertà per decreto o creare occupazione addebitando nuovi assunti al bilancio pubblico.

A noi, che non sediamo ai banchi del governo, è apparsa subito una iniziativa della serie reddito di cittadinanza o banchi a rotelle. Iniziative caratteristiche di quei partiti che sono cresciuti senza una formazione politica, promettendo sogni ma che oggi finalmente gli elettori si sono resi conto che erano solo stupidità e che dovrebbero pagare per i danni causati . Per costoro qualche anno di salutare lavoro campestre potrebbe essere una buona esperienza formativa.

Nino Monterisi

Coordinatore Regionale Movimento Politico Culturale IO SUD Puglia

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