Quattro persone disperse sulla Marmolada sono state trovate vive

47 Visite

 Quattro persone disperse sulla Marmolada sono state trovate vive. Lo si apprende da fonti dei soccorritori. Sono ora 15 i dispersi dopo il crollo del seracco sul ghiacciaio della Marmolada censiti sinora, di cui 11 italiani e 8 stranieri. L’ipotesi è avanzata dai soccorritori, ma la cifra non è ancora definitiva perché il numero per segnalare persone di cui non si hanno notizie da ieri e che potrebbero essere state in zona è ancora attivo e non sono stati ancora localizzati dai droni punti di possibile presenza di corpi umani. Le operazioni di ricerca intanto sono state sospese per maltempo. 

Tre delle quattro vittime della tragedia della marmolada attualmente identificate – 7 sono i corpi recuperati dal ghiacciaio – sono italiane, precisamente del Veneto. Due di esse, una della provincia di Vicenza e l’altra di quella di Treviso, sono guide alpine. Risulta disperso anche un uomo di circa 50 anni di Alba di Canazei.

Il numero delle persone disperse non è ancora definitivo perché, oltre al controllo delle autovetture parcheggiate a Pian de Fiacconi, con il trascorrere delle ore si intensificano le telefonate al numero dedicato per l’emergenza (0461 495272).

 

 

 

Il crollo sulla Marmolada
 

 

 00:00 02:09
 

 

 

 

Sono già molte le famiglie che stanno reclamando la mancanza di contatto con parenti e amici. Già ieri domenica il dato dei dispersi era ipotizzato oltre quota 20, un numero che a oggi oscilla tra 17 e 19.

Nel frattempo due pazienti ricoverati all’ospedale ‘Santa Chiara’ di Trento sono in gravi condizioni. Si tratta di una donna di 29 anni ed un uomo di 33 anni di Pergine Valsugana. Sarebbero in gravi condizioni anche due escursionisti tedeschi di 67 e 58 anni. 

“Le probabilità di trovare in vita i dispersi triturati da una valanga dopo così tante ore sono davvero molto basse, per non dire nulle” ha detto all’AGI, Giorgio Gajer, presidente del Soccorso alpino in Alto Adige. 

“Una carneficina inimmaginabile”

Ad aver perso la vita ci sarebbero un escursionista di 27 anni di Malo che una ventina di minuti prima della tragedia aveva inviato una foto al fratello, una guida alpina di Tezze sul Brenta e la sua compagna. Come riferiscono i soccorritori i corpi delle vittime sono deturpati e, quindi, è difficile l’identificazione. 

 

 

 

 “È stata una carneficina inimmaginabile. Alcuni corpi sono cosi’ deturpati che saranno identificati solo attraverso l’esame del Dna” riferiscono sia i soccorritori che le autorità presenti allo stadio ‘Gianmario Scola’ di Alba di Canazei dove è in corso l’iter per il riconoscimento da parte dei parenti delle vittime del crollo. 

Il disastro è avvenuto in una giornata che ha registrato temperature record –  10 gradi – sulla sommità del ghiacciaio. “Una valanga di neve, ghiaccio e roccia ha colpito un sentiero di accesso in un momento in cui c’erano diverse cordate, alcune delle quali sono state spazzate via”, ha detto la portavoce dei servizi di emergenza Michela Canova.

Il maltempo complicherà le ricerche

È in arrivo una perturbazione di carattere temporalesco sulla Val di Fassa e quindi sul ghiacciaio della Marmolada le ricerche dei dispersi potrebbero venire interrotte per evitare di mettere a repentaglio la vita dei soccorritori.

Secondo Massimo Frezzotti, professore di scienze all’Università Roma Tre, il crollo è stato causato da un clima insolitamente caldo legato al riscaldamento globale, con precipitazioni in calo del 40-50% durante un inverno secco. “Le condizioni attuali del ghiacciaio corrispondono a metà agosto, non all’inizio di luglio”, ha affermato.

Le immagini riprese da un rifugio vicino all’incidente mostrano neve e roccia che precipitano giù per i pendii della montagna in un fragoroso boato. Altri filmati girati dai turisti sui loro telefoni cellulari hanno mostrato che la valanga grigiastra ha spazzato via ogni cosa sul suo cammino.

Il Soccorso alpino ha diffuso immagini che mostrano soccorritori ed elicotteri sul posto per portare le vittime dalla valle a Canazei. Il loro compito è stato reso più difficile perché i corpi erano intrappolati sotto uno strato di ghiaccio e roccia.

Troppo caldo sulle Alpi

L’esperto di ghiacciaio Renato Colucci ha detto all’AGI che il fenomeno è “destinato a ripetersi”, perché “per settimane le temperature in quota sulle Alpi sono state ben oltre i valori normali”. Le recenti temperature calde hanno prodotto una grande quantità di acqua dal ghiacciaio in scioglimento che si è accumulata sul fondo del blocco di ghiaccio e ne ha causato il collasso, ha aggiunto.

Il ghiacciaio della Marmolada è il più esteso della catena montuosa delle Dolomiti, che fa parte delle Alpi italiane e si trova sulla parete settentrionale della Marmolada. Soprannominato “la regina delle Dolomiti”, alimenta il fiume Avisio e si affaccia sul Lago di Fedaia nella provincia autonoma italiana di Trento.

Secondo un rapporto di marzo del Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC), lo scioglimento del ghiaccio e della neve è una delle 10 principali minacce causate dal riscaldamento globale, che sconvolge ecosistemi e infrastrutture. L’IPCC ha affermato che i ghiacciai in Scandinavia, nell’Europa centrale e nel Caucaso potrebbero perdere tra il 60 e l’80% della loro massa entro la fine del secolo.

agi

Promo