Al G20 Blinken esorta Wang: “Condannate l’aggressione della Russia”

77 Visite

 Sulla guerra in Ucraina non si puo’ più essere neutrali. È il momento che la Cina prenda una posizione e condanni “l’aggressione” di Mosca. L’esortazione di Washington a Pechino è arrivata alla fine della due giorni del G20 di Bali, una riunione in cui il gruppo allargato dei ministri degli Esteri, sotto l’egida indonesiana, non è riuscito a trovare una posizione comune, ma che è comunque servita a riprendere le fila del dialogo Usa-Cina dopo le tensioni e gli scambi di accuse degli ultimi mesi.

Il segretario di Stato americano, Antony Blinken e il ministro degli Esteri cinese Wang Yi si sono intrattenuti in un colloquio lungo, ai margini del vertice, durato circa cinque ore. Un faccia a faccia “costruttivo”, ha detto il segretario di Stato, volto soprattutto a impedire che le tensioni bilaterali sfuggano al controllo in un momento storico troppo delicato. Si trattava della prima volta che i due si incontravano da ottobre: un occasione che fa presupporre alcuni che presto anche i presidenti Xi Jinping e Joe Biden potrebbero parlare tra loro, almeno virtualmente.

“Nonostante la complessità del nostro rapporto, posso affermare con una certa sicurezza che le nostre delegazioni hanno trovato le discussioni di oggi utili, schiette e costruttive”, ha affermato Blinken. “Il rapporto tra Stati Uniti e Cina è altamente consequenziale per i nostri paesi ma anche per il mondo. Ci impegniamo a gestire questo rapporto, questa competizione, in modo responsabile”, ha affermato, promettendo di mantenere aperti i canali della diplomazia con Pechino.

“Questo è davvero un momento in cui tutti dobbiamo alzarci in piedi, come abbiamo sentito fare paese dopo paese nel G20, per condannare l’aggressione, per chiedere tra le altre cose che la Russia consenta l’accesso al cibo bloccato in Ucraina”, ha detto Blinken. Sul tavolo, oltre al tacito consenso di Pechino all’invasione russa dell’Ucraina, anche il nodo di Taiwan.

“Ho espresso profonde preoccupazioni degli Stati Uniti riguardo alla retorica e all’attività sempre più provocatoria di Pechino nei confronti di Taiwan e all’importanza vitale di mantenere la pace e la stabilità attraverso lo Stretto di Taiwan”, ha affermato Blinken. Di fatto un riavvicinamento tra le due potenze dopo un lungo gelo durante la pandemia.

Il Global Times, giornale gestito dallo stato cinese, noto per le sue critiche agli Stati Uniti, ha scritto che la crescente diplomazia “ha sottolineato il consenso delle due parti sull’evitare un’escalation del confronto“. Una tregua armata nell’ambito di una intensificazione delle divisioni Est-Ovest, guidate da Cina e Russia da una parte e Stati Uniti ed Europa dall’altra. Il vertice di Bali lo ha certificato. “Nessuna foto di gruppo né comunicato finale come è stato fatto negli anni precedenti. Un’acrimonia pervasiva, soprattutto tra la Russia e i partecipanti occidentali” ha scritto ieri in un eloquente articolo l’Associated Press.

Secondo diversi diplomatici presenti, il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha abbandonato la sala quando la sua omologa tedesca, Annalena Baerbock, ha criticato Mosca per l’invasione dell’Ucraina. A quanto pare, il capo della diplomazia russa ha fatto lo stesso poco prima dell’intervento da remoto del ministro degli esteri ucraino, Dmytro Kuleba, e quando il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha a sua volta condannato Mosca.

“La Russia è stata così isolata che Lavrov ha lasciato la riunione dopo aver parlato”, ha detto la ministra francese Catherine Colonna. Blinken e Lavrov, riporta sempre l’Associated Press, “si sono ignorati”. Per il capo della diplomazia Ue, Josep Borrell, la decisione di Lavrov di andarsene è stata “non molto rispettosa” e “non è il modo in cui si partecipa a un vertice del G20”.

A queste accuse la portavoce della diplomazia russa, Maria Zakharova, ha replicato affermando che “i Paesi del G7, guidati dagli Stati Uniti, hanno cercato di trasformare la riunione dei ministri degli Esteri del G20 in un’altra cabala, in un altro scandalo, ma non ci sono riusciti. Il loro piano di boicottare la Russia ha fallito“.

Nel corso del summit è stato affrontato il delicato tema del grano ucraino con Blinken che, secondo quanto riferito da un funzionario occidentale, ha esortato Mosca a consentire l’esportazione. Il capo della diplomazia americana si è rivolto direttamente alla delegazione russa, dicendo: “L’Ucraina non è il vostro Paese. Il suo grano non è il vostro grano. Dovreste far uscire quel grano“, ha proseguito la stessa fonte.

In precedenza Lavrov aveva rimproverato l’Occidente affermando che anziche’ concentrarsi su come affrontare i problemi economici globali durante la riunione, i ministri si sono lanciati in “critiche frenetiche” della Russia sul conflitto in Ucraina. Secondo l’esponente di governo russo, fra l’altro, “le statistiche mostrano molto chiaramente che il grano che è bloccato nei porti in Ucraina è meno dell’1% della produzione mondiale, quindi non ha un impatto reale sulla sicurezza alimentare”.

Kuleba ha da parte sua sottolineato che la comunità internazionale non dovrebbe consentire alla Russia di ricattare il mondo. Al summit si è svolto anche il primo incontro in tre anni tra i ministri degli Esteri di Cina e Australia. Il capo della diplomazia di Pechino si è confrontato con la sua omologa Penny Wong, che ha parlato di discussioni “franche” e ha detto che entrambi hanno ascoltato “con attenzione” gli interessi e le preoccupazioni della controparte.

I rapporti tra Cina e Australia si erano fortemente deteriorati negli ultimi anni per il timore di infiltrazioni cinesi nella politica australiana, e in particolare dopo la richiesta di un’indagine indipendente sull’origine del Covid-19 di cui l’Australia si e’ fatta promotrice nel 2020. A dividere Pechino e Canberra ci sono poi le ritorsioni di Pechino nel commercio bilaterale, il divieto a Huawei di operare in Australia nel 5G, e le detenzioni in Cina di due cittadini australiani di origini cinesi: lo scrittore Yang Hengjun e la conduttrice dell’emittente televisiva statale cinese China Global Television Network, la giornalista Cheng Lei.

“L’attacco all’Ucraina ha distrutto la nostra fiducia nella Russia” e “tutti i Paesi stanno soffrendo per le conseguenze della guerra”, ha evidenziato il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio. “L’Italia – ha aggiunto – crede che il G20 rappresenti al meglio la cooperazione internazionale. Questo gruppo va difeso ed e’ per questo che siamo qui oggi”. 

agi

Promo