Giù le mani dal miele

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Lo scrittore inglese William Golding, premio Nobel per la letteratura, scriveva “gli uomini producono il male come le api producono il miele”.

Cambiamento climatico, inquinamento ambientale, siccità ed utilizzo di pesticidi rappresentano le principali cause antropiche correlate alla crisi dell’apicoltura degli ultimi anni.

Il 2021 è stato definito dagli addetti al settore apistico l’annus horribilis a causa del crollo vertiginoso e senza precedenti della produzione di miele, con numerosi appelli e petizioni lanciati dalle categorie di settore alle Istituzioni.

Oltre al calo produttivo e ai conseguenti danni economici, animalisti ed ambientalisti reclamano maggiori tutele per il settore, tentando di sensibilizzare l’opinione pubblica e lanciando l’allarme sul processo di estinzione in atto che sta mettendo a rischio la biodiversità globale, oltre che la nostra capacità di produrre cibo in maniera naturale.

Le “operaie alate” alle quali, a partire dal 2017, è dedicata la Giornata mondiale delle Api (20 maggio), hanno da sempre rivestito un ruolo importante nella storia, considerato che rappresentano l’anello fondamentale dell’intera catena alimentare. Grazie al loro instancabile lavoro di impollinazione, infatti, le api sono responsabili di circa l’80% della produzione del cibo che portiamo sulle nostre tavole.

Dalla venerazione delle api discende lo storico apprezzamento del miele, denominato dai Greci il nettare degli Dei e ribattezzato, nel tempo, come “oro solubile”, “oro giallo” ecc..

Del miele, oltre al potere edulcorante e sano (poiché composto prevalentemente da zuccheri semplici quali fruttosio, glucosio e saccarosio), è da sempre nota l’altissima portata terapeutica, tanto da essere apprezzato anche per le sue proprietà antibatteriche, antinfiammatorie e decongestionanti.

Ed allora “giù le mani dal miele”, ma non smettiamo di apprezzarne gusti e proprietà.

In questo ci aiuta il miele Geber, il miele dolce, semplice e puro.

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