Sfogliamondo: i pericoli per l’Eurozona con la caduta del governo Draghi

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 Ampio spazio sulla stampa internazionale per le dimissioni di Mario Draghi e le conseguenti elezioni anticipate. La notizia è sulle prime pagine di molti quotidiani, soprattutto di quelli europei, alcuni dei quali dedicano diverse pagine di approfondimenti alla crisi politica italiana. Nelle analisi, si prospettano i pericoli per l’economia dell’Eurozona nel caso che Roma non mantenga il rigore sui conti, ma anche minacce per l’unità europea nella fermezza sulla guerra in Ucraina, e non pochi giornali mettono l’accento sui timori di Bruxelles per un potenziale scostamento di Roma dalla linea dura con la Russia.

WASHINGTON POST

Mentre i trumpiani assaltavano il Campidoglio il 6 gennaio 2020 dopo la vittoria elettorale di Biden, “Trump ignorò molti appelli ad agire”: con questo titolo il Washington Post dà grande evidenza alle risultanze accusatorie della commissione parlamentare d’inchiesta su quel giorno di violenza contro le istituzioni. E’ emerso che Trump continuava a parlare di protesta “pacifica” anche mentre gli agenti di scorta del suo vice, Mike Pence, che si trovava nella sede del Congresso e fu portato in un sotterraneo, temevano per le loro vite. In quelle ora, il presidente sconfitto faceva telefonate a vari senatori per convincerli a non certificare il risultato elettorale.

E intanto, informa un altro titolo di prima pagina, Pence, applaudito dai repubblicani della Camera per essersi opposto alle pressioni di Trump in quelle ore drammatiche, sta valutando di candidarsi alla Casa Bianca nel 2024, anche contro Trump, dal quale ieri, durante un discorso in South Carolina, ha preso esplicitamente le distanze. Tra le altre notizie in rilievo, Biden contagiato dal Covid e la tendenza dilagante tra gli impiegati americani a lavorare in smart working il venerdì: in media solo il 30% dei dipendenti va in ufficio nell’ultimo giorno della settimana lavorativa, e per i datori di lavoro comincia a essere un problema.

NEW YORK TIMES

L’atteggiamento acquiescente di Trump mentre i suoi sostenitori assaltavano il Campidoglio, oggetto ieri di varie testimonianze davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti del 6 gennaio 2020, è l’apertura del New York Times: “I testimoni danno dettagli sul rifiuto di Trump di fermare la teppaglia”, titola il quotidiano. Il presidente, hanno riferito i testi, rimase nella sala da pranzo della Casa Bianca a seguire le violenze in tv e “non fu possibile convincerlo ad agire finchè non fu chiaro che la rivolta aveva fallito il tentativo di impedire la seduta del Congresso per la certificazione del risultato elettorale”.

La commissione ha, tra l’altro, mostrato un video inedito di quelle ore, in cui Trump afferma rabbiosamente: “Non voglio dire che con le elezioni è finita!”. Tra gli altri titoli, il Covid di Biden, il rialzo dei tassi della Bce, la siccità che sta prosciugando il bacino del fiume Colorado. La crisi politica italiana trova spazio in un richiamo che rinvia a un servizio nelle pagine interne sulle elezioni anticipate decise da Mattarella.

WALL STREET JOURNAL

Le dimissioni di Draghi e le elezioni anticipate in Italia sono in grande risalto sulla prima pagina del Wall Street Journal, con una maxi foto del premier che saluta l’Aula di Montecitorio. Il giornale ricorda che sotto la guida di Draghi il Pil italiano è aumentato del 6% e che il governo ha portato avanti le riforme necessarie a ottenere i finanziamenti europei del Recovery fund. Tuttavia, osserva il Wsj, resta tanto da fare: “Molte riforme volte a modernizzare l’economia italiana, inclusa la razionalizzazione della burocrazia e del sistema giudiziario del Paese, notoriamente inefficienti, sono incompiute. L’Italia deve completare il processo per continuare a ricevere i fondi dell’Ue per la ripresa dopo la pandemia” e “alla fine potrebbe ricevere quasi 250 miliardi di euro in sovvenzioni e prestiti a tasso agevolato, più di qualsiasi altro paese dell’UE, se soddisfa tutti i requisiti”, scrive il quotidiano, secondo cui con la crisi di governo e elezioni, “è probabile che nei prossimi mesi sarà dura per il Paese”. A

nche perché ”oltre che con le riforme incomplete, il successore di Draghi dovrà anche fare i conti con le ricadute dell’aumento dei tassi di interesse dopo che giovedì la Bce ha alzato il suo tasso di interesse di riferimento per la prima volta in più di un decennio. Ciò aumenterà l’importo che l’Italia paga sul suo debito, che con circa il 150% del Pil annuo del Paese è uno dei più alti al mondo, e porterà a un rallentamento dell’economia dell’eurozona”.

In evidenza anche l’inerzia di Trump durante l’assalto dei suoi sostenitori in Campidoglio: i testimoni ascoltati ieri dalla commissione parlamentare d’inchiesta hanno descritto un “Trump soddisfatto di lasciar infuriare la teppaglia”, titola il Wsj. In risalto l’aumento dei tassi dello 0,50% deciso ieri dalla Bce, che ha lanciato anche il così detto scusa antispread: la mossa dell’Eurotower, sottolinea il giornale, “porta a zero il tasso di interesse chiave della Bce, ponendo fine all’esperimento di otto anni con tassi di interesse negativi e chiudendo due settimane drammatiche per l’Europa, che hanno visto la Russia tagliare e poi riavviare la fornitura di gas naturale vitale, insieme al crollo del governo italiano”. Spazio anche all’operazione da 3,9 miliardi di dollari lanciata da Amazon per acquisire il gruppo 1Life Healthcare, gestore di una rete cliniche mediche, con lo scopo di offrire servizi medici a un’ampia platea di aziende e lavoratori, a conferma delle “grandi ambizioni” del gigante hi tech nel settore sanitario.

FINANCIAL TIMES

Il Financial Times vede “segnali di confusione” in Italia con le elezioni anticipate in cui il Paese “è stato precipitato” dalle dimissioni di Draghi: la notizia dello scioglimento delle Camere deciso ieri da Mattarella per andare alle urne il 25 settembre è in rilievo sulla prima pagina con una foto del premier in piedi che osserva il presidente mentre firma il decreto che manda a casa il Parlamento, e il rimando all’articolo nelle pagine interne. La crisi, si è aperta dopo che tre partiti della coalizione di unità nazionale, “hanno boicottato il voto di fiducia”, scrive Ft, e cita analisti di JP Morgan secondo cui Draghi è stato “vittima di un colpo di Stato populista”.

Il titolo forte della prima pagina è però l’aumento dei tassi dello 0,50% deciso dalla Bce, assieme al dispositivo antispread “per contrastare un aumento dei costi del debito per i Paesi più vulnerabili”. Il giornale sottolinea che ieri sui titoli di Stato italiani si è scatenata sui mercati “una svendita”. Un titolo anche per il pressing del gruppo indiano Tata sul governo britannico, con la minaccia di chiudere l’acciaieria di Port Talbot, la più grande del Regno Unito, se non verranno finanziati con 1,5 miliardi di sterline gli interventi che l’azienda dovrà fare per ridurre le emissioni.

THE TIMES

Il duello tra Rishi Sunak e Liz Truss per la leadership Tory domina anche oggi la prima pagina del Times: l’ex cancelliere dello Scacchiere e la ministra degli Esteri “si sono scambiati stoccate sulle tasse”, tema centrale dei loro programmi. Truss promette tagli fiscali immediati per 30 miliardi di sterline, Sunak è più cauto e afferma che non si potranno abbattere le imposte se l’inflazione non scende, e comunque non prima dell’anno prossimo. Ciascuno dei contendenti afferma che le idee del rivale potrebbero l’economia al disastro e renderebbero più povere le famiglie britanniche.

Nei sondaggi è in crescita la Truss, che piace al 62% degli iscritti al partito chiamati a votare, mentre il 38% appoggia Sunak. In prima pagina anche la notizia che l’organismo di formazione delle forze di polizia britanniche ha emesso nuove linee guida che invitano gli agenti a non considerare crimini d’odio i post sui social network, e a valutarli con buon senso. Una presa di posizione salutata, scrive il Times, come una vittoria per la libertà di espressione. L’anno scorso 120.000 britannici sono stati indagati per quel che avevano scritto su internet.

LE MONDE

“Caotica fine dell’era Draghi in Italia”, titola in prima pagina Le Monde, che dà molto risalto alla crisi di governo e la inquadra in un’angolatura europea: “Ci mancava solo questa! Tra la guerra in Ucraina, la battaglia del gas condotta da Mosca, l’impennata dei prezzi, il rischio di recessione e quello del ritorno del Covid, gli europei speravano che Mario Draghi restasse in carica” “hanno assistito con preoccupazione a quanto stava accadendo sulla scena politica italiana”, scrive il giornale, secondo cui si temono “rischi di turbolenze in seno all’Unione europea”, anche perché “l’Italia è il primo beneficiario del piano europeo di rilancio” dell’economia dopo la pandemia. In apertura il quotidiano francese fa il punto sul piano dell’Ue per affrontare la crisi del gas, e mette l’accento sullo “sforzo richiesto alla Germania, il Paese più dipendente dal Mosca”.

LE FIGARO

Apertura sulle dimissioni di Draghi per Le Figaro, che titola “Mario Draghi se ne va, Italia nell’incertezza”, e scrive nell’editoriale, intitolato “Ciao, mago!”, che l’uscita di scena del premier lascia “sbalordite l’Italia e l’Ue”. Ecco l’attacco dell’editoriale: “Gettata sull’orlo del baratro, tutta l’Italia ha voluto crederci. Anche l’Europa. Questa volta la magia non ha funzionato. Super Mario ha provato gli ultimi trucchi mercoledì davanti al Senato assestando una serie di elettroshock ai partiti politici. Dicendo loro le loro quattro verità, chiamando a testimone un Paese che chiedeva il mantenimento della sua coalizione, Draghi sperava di compattarle attorno a sé .

Aveva raggiunto l’impossibile nel febbraio 2021 formando un governo di unità nazionale in un’Italia afflitta da demoni populisti. Questa volta non è riuscito ad arginare la logica implacabile del sistema partitico italiano e dei suoi intrighi di potere”. La crisi, secondo Le Figaro, “minaccia di far precipitare l’economia del Paese e con essa quella dell’Eurozona”, e mette “in pericolo anche l’unità europea nella guerra in Ucraina”, visto che “Berlusconi è un intimo amico e Salvini un fervente ammiratore di Putin”.

EL PAIS

“L’Italia andrà alle urne il 25 settembre dopo la caduta di Draghi”: questo il titolo secco sulla prima pagina di El Pais, che segue con molta attenzione la crisi italiana, cui dedica tre pagine di servizi e un editoriale. Nell’analisi del quotidiano spagnolo, “la vittoria principale va attribuita a Giorgia Meloni, leader dei Fratelli d’Italia, unico partito che non ha partecipato a nessuno dei tre governi di questa legislatura” e che “ha saputo che aspettare che i suoi partner Lega e Forza Italia liquidassero l’esecutivo unitario di Draghi”.

E, aggiunge, “il Cremlino ha stappato lo champagne”. Perché, anche se “l’elenco dei problemi derivanti da questa crisi è lungo e profondo”, lo scenario elettorale e la caduta di Draghi “mettono in discussione il ruolo del Paese nel conflitto in Ucraina”.

L’Italia, ricorda El Pais, “nazione con il partito comunista più influente dall’altra parte della cortina di ferro da decenni, ha avuto un rapporto storicamente promiscuo con la Russia che l’ha sempre posta in una posizione ambigua”, e tra i leader di oggi Berlusconi “è amico personale del presidente russo”, mentre Salvini “è stato più volte a Mosca e si è dichiarato un fan di Putin” tanto che “è arrivato a mettersi magliette con la sua faccia”.

A Draghi il giornale dedica un ritratto, intitolato “l’uomo che voleva domare la bestia”, in cui esprime apprezzamento al premier per aver guidato un governo molto efficace che è riuscito a mettere in atto riforme rimandate da decenni e a ripristinare il prestigio internazionale dell’Italia”, e osserva che ciò nonostante “è stato divorato da quella spinta autodistruttiva e grottesca della politica italiana. Una natura indomabile che per 17 mesi era riuscito a tenere a bada”.

FRANKFURTER ALLGEMEINE ZEITUNG

Titolo in prima pagina anche sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung per la crisi di governo e le elezioni anticipate in Italia. Il quotidiano, che dedica alla notizia vari articoli nell’interno, segnala che “la coalizione di centrodestra guidata dal partito postfascista Fratelli d’Italia ha buone possibilità di vincere le elezioni” e che “a sinistra, invece, è fallito il tentativo dei socialdemocratici di stringere un’alleanza elettorale con il Movimento Cinque Stelle”.

In un editoriale la Faz afferma che “perde l’Italia” e osserva: Mario Draghi ha guidato l’Italia su un percorso pro-europeo, orientato alle riforme, voluto da molti dei partner del Paese e dalle istituzioni di Bruxelles. Ma se ci fosse stata una maggioranza politica a favore, non ci sarebbe stato bisogno di mettere la guida del governo nelle mani dell’ex presidente della Bce un anno e mezzo fa”. Ma, sottolinea “in verità, l’Italia è un Paese diviso” e “non è propriamente ricca di politici orientati alla stabilità”. I

l giornale riassume: “Draghi è stato spodestato dal predecessore Giuseppe Conte, a sua volta spodestato dal predecessore Matteo Renzi. Questi uomini hanno sempre pensato che le loro manovre avrebbero dato loro un vantaggio politico, che avrebbero potuto salire al potere. A perdere poi è sempre l’Italia. È così che è anche ora”, perché “le urgenti riforme strutturali avviate da Draghi non verranno più approvate in Parlamento”.

In un altro servizio, la Faz mette le dimissioni di Draghi in relazione con l’aumento dei tassi deciso dalla Bce, perché le sue dimissioni “sollevano la questione di una possibile seconda crisi dell’euro e del ruolo della BCE in tale crisi, almeno secondo le menti più timorose”. Un approfondimento è dedicato a Giorgia Meloni, che “non riesce a credere alla sua fortuna”, visto che ha ottenuto le elezioni anticipate che chiedeva da mesi, e che “è leader del partito più popolare d’Italia” nei sondaggi.

CHINA DAILY

“Il premier italiano Super Mario si dimette”, dice nel titolo il China Daily che riferisce della crisi di governo italiana. Il quotidiano sottolinea che si apre “un nuovo periodo di incertezza per l’Italia e l’Europa in un momento critico”, e cita l’opinione di Lorenzo Codogno, ex dirigente del Tesoro e adesso a capo dello studio di consulenza LC Macro Advisors: “È un duro colpo per la capacità dell’Italia di attuare politiche e riforme a breve termine. Ci saranno ritardi e inceppamenti con le elezioni anticipate, e molto probabilmente nessun bilancio entro la fine dell’anno”.

Per il giornale cinese, però, la notizia non è tra quelle di primo piano: in evidenza ci sono il messaggio di Xi Jinping al World Youth Development Forum, incontro virtuale di 2.000 giovani di 100 Paesi apertosi ieri on line con collegamenti anche da Pechino, Shanghai, Guangzhou e Nanjing. Il leader ha affermato che la Cina considera “i giovani come una forza importante nel guidare lo sviluppo sociale e li incoraggia a contribuire alla costruzione di una comunità con un futuro condiviso per l’umanità”. Un editoriale è dedicato al recente viaggio in Medio Oriente di Biden, che per difendersi dalle critiche sul suo incontro col principe saudita bin Salman, ha detto di non voler lasciare nella regione “un vuoto che la Russia o la Cina possano riempire”. Parole, scrive il China Daily, che “possono far prese sul pubblico americano, ma sono offensive per i popoli del Medio Oriente che sono stati testimoni della lunga guerra guidata dagli Usa in Iraq e basa su flagranti bugie”.

QUOTIDIANO DEL POPOLO

Gli investimenti esteri in Cina sono tra i temi in risalto sul People’s Daily, edizione in inglese dell’organo ufficiale del Partito comunista cinese, che fa un bilancio degli ultimi dieci anni in cui caratterizzati da “opportunità e trasformazioni per le imprese straniere in Cina, con profondi cambiamenti in atto negli investimenti esteri in termini di importo, struttura e grado di partecipazione”. Il giornale scrive che “gli investimenti esteri sono volati in nuove aree dell’economia cinese, che segue la guida di una nuova filosofia di sviluppo caratterizzata da una crescita innovativa, coordinata, verde, aperta e condivisa”, e aggiunge che “nuove opportunità sono venute anche dagli sforzi della Cina per promuovere un’apertura di alto livello, che non solo ha incoraggiato il flusso di beni e fattori di produzione, ma ha anche ampliato costantemente l’apertura istituzionale basata su regole, regolamenti, gestione e standard”.

Il risultato è che “nonostante la crescente tendenza alla deglobalizzazione e al protezionismo, nel 2021 l’uso effettivo da parte della Cina di investimenti diretti esteri ha raggiunto 1,15 trilioni di yuan (circa 170 miliardi di dollari), classificandosi al secondo posto nel mondo, con un aumento del 62,9% rispetto al 2012”, mentre nello stesso periodo, a livello globale, la crescita è stata del 27% circa. E ciò, secondo il giornale, dimostra “l’inconsistenza delle preoccupazioni che la Cina sarebbe diventata meno attrattiva per gli investitori stranieri dopo aver abolito le politiche preferenziali per le imprese straniere oltre un decennio fa”.

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