Il succo… della questione

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Secondo i dati più recenti pubblicati dall’IRI (agenzia leader nelle analisi di mercato) emerge che la categoria della “frutta da bere”, nel 2021, abbia sviluppato un fatturato di quasi 748 milioni di euro nella distribuzione moderna (iper e supermercati, libero servizio e discount) grazie alla vendita di quasi 605 milioni di litri.

In particolare, le bevande con percentuali di frutta tra il 30% e il 99% che rappresentano la parte più importante del mercato (41,5%), hanno registrato una crescita del +7,3%, mentre le bevande contenenti fino al 29% di frutta hanno raggiunto un incremento del +6,7%

Da sempre la frutta in bottiglia o nel cartoccio, detto brick, viene apprezzata da grandi e piccini per la sua praticità di utilizzo, oltre che per le variegate combinazioni di frutta.

La particolarità dei succhi di frutta consiste nella loro natura ibrida di “succhi alimento” in quanto, pur essendo bevande poiché liquidi, apportano nutrienti propri della frutta, come fibre, vitamine e zuccheri che si assumono bevendo.

Rispetto al passato, poi, la percentuale di frutta contenuta nei succhi di frutta è gradatamente aumentata, con buona pace di salutisti e non che, con un oculato senso di responsabilità verso una corretta alimentazione, cedono sempre più spesso alla tentazione di sostituire un frutto con il corrispondente succo.

E allora, concediamoci anche noi un momento di freschezza di gusto, meglio se con i succhi Awè.

Succhi di frutta Awè, tutta la fragranza e il gusto della frutta migliore, sempre a portata di mano.

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