Morning Bell: comincia la settimana più importante dell’estate

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Avvio debole dei mercati in quella che molti analisti ritengono possa essere la settimana più importante, o almeno la più trafficata, dell’estate. Mercoledì la Fed deciderà un nuovo aumento dei tassi che dovrebbe essere di almeno tre quarti di punto.

Il mercato ha già prezzato una mossa di tale entità e appare assai improbabile un rialzo ‘falco’ di un punto percentuale pieno. In area euro il dato più atteso è quello sull’inflazione di luglio di venerdì prossimo, prevista in ulteriore rialzo, mentre giovedì avremo in prima lettura il dato del Pil Usa del secondo trimestre, stimato in lieve crescita, anche se il modello della Fed di Atlanta si attende un calo dell’1,6% congiunturale che, se confermato, determinerebbe una recessione tecnica negli Stati Uniti.

Intanto entra sempre più nel vivo la stagione delle trimestrali, con l’arrivo di quelle di parecchi big Usa, tra cui Alphabet, Amazon, Apple, Microsoft e Meta Platform, mentre in Europa usciranno i risultati di Bnp Paribas, Deutsche Bank e di diverse società importanti italiane, tra cui Enel, Eni e Intesa Sanpaolo.

Oggi in Asia i listini sono in calo, e appaiono deboli anche i future a Wall Street e in Europa. Sul fronte obbligazionario cedono il passo i rendimenti dei T-bond e su quello valutario resta forte il dollaro, mentre crescono i timori di recessione.

“Quello iniziato a luglio non è il trimestre del rialzo delle Borse – commenta Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte – siamo ancora in una fase ribassista, inframmezzata da rimbalzi temporanei. Il motivo base? Questo è il trimestre in cui la liquidità non verrà aggiunta ma verrà tolta. Il Qe non c’è più e in alcuni Paesi assistiamo a un drenaggio di liquidità. Questa settimana molto dipenderà dalle trimestrali, visto che escono i risultati dei big come Apple, Amazon, Alphabet. Poi, nel corso del trimestre, il drenaggio di liquidità si farà sentire, mettendo i mercati sotto pressione. Soprattutto entrando nel pieno dell’estate, ad agosto e settembre, la situazione peggiorerà. A settembre la Fed raddoppierà i tagli di bilancio, portandoli a 95 miliardi di dollari al mese. E inoltre i mercati fiuteranno sempre più la recessione in arrivo”.

Insomma, è chiaro che lo scenario sta rapidamente cambiando. “Il primo trimestre – spiega Cesarano – avevamo tassi al rialzo, commodity al rialzo e Borse al ribasso. Adesso, con l’inflazione alle stelle e la recessione alle porte abbiamo tassi in calo, commodity in calo e Borse in calo. Tuttavia c’è anche un’importante postilla di cui tener conto e cioè che i tassi in calo danno una mano a un comparto, il cosiddetto ‘growth’, quello dei tecnologici, in particolare il settore dei chip, che nei prossimi sette giorni dovrebbe ricevere un bel regalo. Negli Usa infatti è in dirittura d’arrivo una legge, sponsorizzata dalla Speaker dem della Camera, Nancy Pelosi, che finanzia con circa 50 miliardi di dollari il rimpatrio della produzione di chip negli Stati Uniti. E questa legge darà una bella spinta al settore tech”.

Dopo tre settimane di chiusure in crescita oggi i listini asiatici arretrano, con Tokyo, Shanghai e Hong Kong tutte giù di oltre mezzo punto percentuale. In leggero ribasso i future a Wall Street, dopo il rimbalzo della scorsa settimana, con il Nasdaq che ha chiuso l’ottava a +4% e lo S&P tornato sopra 4.000 punti per la prima volta dallo scorso 9 giugno.

I rendimenti dei Treasury restano in inversione e il 10 anni è sceso al 2,78%, per paura della recessione. Intanto il dollaro, che in questa fase è considerato un bene rifugio, resta forte ed è scambiato a 1,02 sull’euro e a 136 sullo yen. Piatti i future sull’EuroStoxx 50, che la scorsa settimana hanno chiuso in rialzo del 3%.

Il prezzo del petrolio è in calo per il timore che, a causa del previsto aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti, il maggiore utilizzatore mondiale di petrolio, possa limitare la crescita della domanda di carburante, mentre in Europa sono possibili carenze di energia, visto che l’incertezza sulle forniture del gas russo continua.

In Asia i future sul Brent sono poco sopra 94 dollari e quelli sul Brent sotto 103 dollari al barile. Oggi esce l’indice Ifo di luglio, uno dei barometri più importanti dell’economia tedesca, e il Chicago Fed, un significativo indice regionali del settore manifatturiero Usa. In Gran Bretagna sarà interessante seguire il dibattito televisivo tra i due candidati rimasti in lizza per la leadership del partito conservatore, Rishi Sunak e Liz Truss. Nel frattempo la francese Eutelsat sarebbe vicina all’acquisizione della britannica OneWeb, allo scopo di creare un operatore satellitare spaziale in grado di sfidare Space X, il colosso creato da Elon Musk e Jeff Bezos. Secondo il Financial Times i governi di Londra e Parigi avranno entrambi un posto nel cda del nuovo operatore satellitare. 

agi

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